Segugio Italiano a Pelo Raso

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Segugio Italiano a Pelo Raso in breve

Il Segugio Italiano a Pelo Raso è il cane da caccia italiano per la lepre e il cinghiale, e una delle razze più numerose del nostro paese: alto 52-58 centimetri nei maschi e 48-56 nelle femmine, per 18-28 chili, con il tronco che sta nel quadrato. Pelo raso di tessitura vitrea, solo fulvo o nero focato. Carattere ardito ma poco espansivo. Vive 12-14 anni.

TagliaMedia e quadrata: la lunghezza del tronco e uguale all’altezza al garrese
Altezza al garrese52-58 cm nei maschi, 48-56 cm nelle femmine
Peso18-28 kg
Vita media12-14 anni
MantoPelo raso di tessitura vitrea, denso, fitto e uniformemente liscio
ColoriSolo due: fulvo unicolore in tutte le gradazioni e nero focato
Livello di energiaAltissimo: quando caccia, il cane galoppa
Adatto aCacciatori e chi vive in campagna. In appartamento no

Che cane è il Segugio Italiano a Pelo Raso

Segugio Italiano a pelo raso nero focato presentato a una esposizione

È il segugio italiano, un cane da caccia da seguita che lo standard fa risalire all’antichità e che in Italia nasce a ritmo di oltre tremila cuccioli l’anno. Costruito quadrato, asciutto e senza un grammo di grasso, con una voce che si sente da lontano.

Lo riconosci per la struttura nel quadrato (lungo quanto è alto), la testa allungata con gli occhi color ocra scuro e le orecchie con quella torsione tipica che le porta in avanti. I colori sono due soli: fulvo o nero focato.

Il carattere lo riassume lo standard: di temperamento ardito ma poco espansivo, esterna uno sguardo dolce e una risonante voce molto piacevole. È un cane sobrio e riservato, per niente aggressivo, facile con gli altri cani e poco interessato a fare scena.

Cosa chiede: due ore al giorno di movimento vero, campagna, un recinto serio e la possibilità di usare il naso. Cosa non fa: la guardia, e il richiamo su una traccia fresca. In compenso non chiede nulla in toelettatura.

In Italia è una delle razze più diffuse in assoluto: 35.005 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e quaranta affissi attivi. Ed è, paradossalmente, uno dei cani italiani meno conosciuti fuori dal mondo della caccia.

Storia ed origine del Segugio Italiano a Pelo Raso

Segugio Italiano a pelo raso nero focato in piedi in un prato

Lo standard FCI apre con quattro parole che pochi cani possono permettersi: le origini del segugio italiano sono antichissime. E prosegue facendo risalire la razza ai primitivi segugi egiziani, diffusi lungo le coste del Mediterraneo dai mercanti fenici e arrivati infine in Italia.

Le prove che cita sono opere d’arte: le statue di Diana cacciatrice nel Museo di Napoli e di Diana scoccando l’arco nei Musei Vaticani, e un dipinto nel castello di Borso d’Este (1600) che, scrive, raffigura la perfezione del nostro segugio italiano. La conclusione è che il cane si è conservato pressoché immutato nei secoli.

Il passaggio moderno è del 2015: la FCI separa quelle che erano due varietà in due razze distinte, il 337 per il pelo raso e il 198 per il pelo forte. Oggi il pelo raso è una delle razze più numerose d’Italia, con 35.005 cuccioli iscritti in dieci anni: un cane diffusissimo e, fuori dalla caccia, quasi sconosciuto.

Carattere e descrizione del Segugio Italiano a Pelo Raso

Primo piano degli occhi color ocra scuro di una femmina di Segugio Italiano

È un segugio di taglia media dalla struttura inconfondibile: il tronco sta nel quadrato, cioè lungo quanto il cane è alto, per 52-58 centimetri nei maschi e 48-56 nelle femmine e 18-28 chili. Lo standard misura tutto in frazioni (il torace è la metà dell’altezza, il collo i 4 decimi) e chiede una cosa senza mezzi termini: assoluta assenza di grasso.

Gli occhi sono grandi, a mandorla, di colore ocra scuro e con espressione dolce; le orecchie hanno una torsione tipica che le porta in avanti e non permette loro di accartocciarsi. Il pelo è raso e di tessitura vitrea, e i colori ammessi sono soltanto due: fulvo in tutte le gradazioni e nero focato.

Il carattere sta in una riga da rileggere: di temperamento ardito ma carattere poco espansivo, esterna uno sguardo dolce e una risonante voce molto piacevole. È un cane sobrio, riservato, per niente aggressivo. Nella pagina trovi anche il confronto con il pelo forte e la salute: vive 12-14 anni ed è una delle razze più rustiche che abbiamo.

Addestramento ed educazione del Segugio Italiano a Pelo Raso

Segugio Italiano a pelo raso fulvo sdraiato accanto alla ciotola

Non lavora per compiacere, lavora perché il lavoro gli piace: con un segugio servono calma, costanza e la rinuncia a pretendere l’obbedienza formale di un cane da ferma. Le priorità dei primi mesi sono la condotta al guinzaglio, l’abitudine a farsi manipolare le orecchie e il richiamo, da costruire prima che il naso prenda il comando.

Le due cose che non si tolgono sono il naso e la voce. Il naso si usa invece di combatterlo: tracce, ricerca olfattiva, oggetti nascosti. La voce, che lo standard definisce risonante e molto piacevole, in una valle è bellissima e in condominio è un problema senza soluzione.

Il conto è di almeno due ore al giorno di movimento vero, e un secondo cane in questa razza risolve più problemi di quanti ne crei. Le attività adatte sono mantrailing, pista di sangue sportiva, nose work, dog trekking e canicross.

Allevamento del Segugio Italiano a Pelo Raso

Cane segugio nel bronzo della Ninfa di Fontainebleau di Benvenuto Cellini, 1542-45

Qui i numeri sono quelli di una grande razza nazionale: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 35.005 cuccioli di Segugio Italiano a Pelo Raso, oltre tremila all’anno, con quaranta affissi attivi guidati da Lazio e Lombardia. Trovarne uno non è un problema.

Il mercato è venatorio, e i prezzi lo riflettono: un cucciolo con pedigree costa fra i 400 e gli 800 euro, e si arriva a 1.200 per le cucciolate da genitori titolati in prove di lavoro. Il mantenimento è basso, 50-80 euro al mese, e la toelettatura è inesistente.

Cosa chiedere: le prove di lavoro dei genitori, come sono cresciuti i cuccioli e, se l’allevatore le fa, le lastre delle anche. E poi c’è una strada che in questa razza ha senso più che in tutte le altre: l’adozione di un segugio adulto da un canile. In Italia i segugi che non funzionano in caccia finiscono spesso lì, e sono cani sani, docili e già fatti.

Alimentazione

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Attività di un Segugio Italiano

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Pista di sangue attività cinofila

Pista di Sangue

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

Icona attività sportiva per cani Canicross dogsetera

Canicross