Ciobănesc Românesc de Bucovina
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Ciobănesc Românesc de Bucovina in breve
Il Ciobănesc Românesc de Bucovina è il guardiano di greggi del nord-est della Romania: dai 68 ai 78 cm i maschi, con l’ideale fra i 71 e i 75, e dai 64 ai 72 le femmine. Il mantello è bianco o bianco-beige con distinte macchie grigie o nere, e il pelo è lungo 6-9 cm con criniera. Il carattere, testuale: equilibrato, calmo e leale, ama i bambini. E un vero lottatore contro orsi, lupi e linci.
Che cane è il Ciobănesc Românesc de Bucovina

È un guardiano di greggi e un eccellente cane da guardia, come dice lo standard alla voce utilizzazione. Il suo mestiere è proteggere pecore e mandrie da orsi, lupi e linci.
Lo riconoscete dal bianco a macchie grigie o nere, dalla criniera sul collo e da quella testa che lo standard vuole portata leggermente più alta della linea superiore.
Cosa chiede: uno spazio recintato, un’ora al giorno di passeggiate, due spazzolate a settimana e, possibilmente, qualcosa da sorvegliare.
Cosa lo rende speciale: è uno dei pochi standard di guardiani che scrive senza mezzi termini ama i bambini, e nella stessa riga lo definisce un vero lottatore contro i predatori.
Da sapere: in Italia ne nascono una decina l’anno e non esiste nessun allevamento con affisso. E di notte, dice lo standard, pattuglia la casa e il bestiame.
Storia ed origine del Ciobănesc Românesc de Bucovina

Il cenno storico usa la stessa formula del Corb: è una razza naturale originaria dei Carpazi. Poi restringe il campo: particolare attenzione per lo sviluppo della razza è sorto nelle regioni del nord-est della Romania, la contea di Bucovina; nota area di transumanza dei pastori, fin dai tempi immemorabili.
La transumanza è la chiave di tutta questa famiglia di razze: greggi che si spostano per settimane fra i pascoli alti e le pianure, attraverso boschi pieni di predatori. In quel contesto un cane da guardiania è l’unico strumento che un pastore ha per non perdere il gregge.
Il lavoro, dice lo standard, è doppio: sia per difendere le greggi e le mandrie, sia come cane da guardia per le famiglie. Il gregge d’estate e la casa il resto dell’anno.
Il riconoscimento FCI è del 2018, e l’anno dopo la posta rumena ha dedicato un francobollo alla razza. Una scelta dello standard conviene essere notata: sia per le orecchie sia per la coda il testo scrive che il taglio è proibito. In Italia sono nati 62 cuccioli in otto anni: fra le razze rumene è la più presente da noi.
Carattere e descrizione del Ciobănesc Românesc de Bucovina

È un guardiano di greggi rumeno di taglia gigante, e lo standard dà due misure invece di una: i maschi dai 68 ai 78 cm con l’ideale a 71-75, le femmine dai 64 ai 72 con l’ideale a 66-68. Sotto i 64 o sopra gli 82 centimetri, nei maschi, si squalifica.
Il colore è organizzato in due categorie, cosa rara negli standard: il colore classico è bianco puro o bianco-beige con distinte macchie di grigio, nero o nero con riflessi fulvo-rosso; i monocolore (bianco, bianco-beige, grigio cenere o nero) sono accettati ma non incoraggiati. Il pelo è lungo 6-9 cm, e sia sotto i 6 sia sopra i 9 è un difetto.
Il carattere sta in due frasi che sembrano appartenere a cani diversi e invece descrivono lo stesso animale: equilibrato, calmo e leale, ama i bambini e è un ottimo guardiano per le greggi, coraggioso ed un vero lottatore contro i possibili animali da preda (orsi, lupi e linci).
Nella pagina trovi anche la riga che chi ha vicini deve leggere due volte – durante la notte pattuglia la casa e il bestiame – e il confronto con le altre tre razze da pastore rumene.
Addestramento ed educazione del Ciobănesc Românesc de Bucovina

Lo standard mette insieme due informazioni che spiegano tutto il lavoro da fare: ama i bambini e durante la notte pattuglia la casa e il bestiame. Un cane di famiglia che di notte fa il giro di ronda.
Le priorità dei primi mesi sono cinque: la socializzazione, per un cane che valuta invece di reagire; il guinzaglio, perché a quattro mesi pesa venticinque chili e da adulto settanta; il maneggiamento; una crescita lenta fino ai diciotto mesi; e la gestione della voce, che lo standard descrive molto forte, con tonalità basse.
Se hai bestiame, l’inserimento si fa da cucciolo, meglio accanto a un adulto che già lavora. Se non ce l’hai, valgono le regole di ogni guardiano: recinzione vera, un metodo fisso per le visite e la consapevolezza che di notte questo cane lavora.
Sul movimento basta un’ora al giorno più ricerca olfattiva e attivazione mentale: lo standard descrive un’andatura che dà l’impressione di potenza senza sforzo, non un atleta. E il pelo chiede due spazzolate a settimana, con il vantaggio che un mantello ruvido e in gran parte bianco si sporca meno di quanto si pensi.
Allevamento del Ciobănesc Românesc de Bucovina

In Italia il de Bucovina è la più presente delle razze rumene: sono nati 62 cuccioli in otto anni, fra il 2015 e il 2022, con una media di una decina l’anno. Non esiste però nessun allevamento con affisso, e dopo il 2022 non risultano dati.
Il paese di riferimento resta la Romania, e in particolare il nord-est, la zona di origine indicata dallo standard. Un cucciolo costa indicativamente fra i 600 e i 1.200 euro, e trattandosi di un paese dell’Unione la pratica è semplice.
Va messo in conto che in Romania molti cuccioli nascono da cani che lavorano, in mano a pastori e allevatori, non in allevamenti organizzati. È un vantaggio se cerchi un cane da lavoro vero, una complicazione se cerchi documenti e controlli sanitari.
Le domande da fare sono le lastre di anche e gomiti, il piano di crescita, il coefficiente di consanguineità e la possibilità di vedere i genitori, perché sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono motivo di squalifica.


