Allevamento del Ciobănesc Românesc de Bucovina

Una decina di cuccioli l’anno: dove si cerca

Fra le razze rumene, il de Bucovina è la più presente in Italia: 62 cuccioli in otto anni. Ma gli allevamenti con affisso sono zero.

Qui dentro: il prezzo, dove cercarlo, le domande da fare a chi alleva e cosa guardare fra i cuccioli.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Ciobănesc Românesc de Bucovina

In Italia non c’è un listino vero, perché non c’è un mercato strutturato: i 62 cuccioli registrati fra il 2015 e il 2022 non passano da allevamenti con affisso.

Il paese di riferimento è la Romania, e in particolare il nord-est: la Bucovina e le zone di transumanza che lo standard indica come area di origine.

Un cucciolo costa indicativamente fra i 600 e i 1.200 euro, con differenze notevoli fra un allevamento registrato e un cane comprato direttamente da chi ha il gregge.

Trattandosi di un paese dell’Unione Europea, la pratica è semplice: passaporto europeo, microchip e antirabbica in regola.

Il resto delle spese è quello di un cane gigante: 900-1.400 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 150-250 euro al mese di mantenimento.

Alle quali va aggiunta la recinzione, che con un guardiano territoriale di settanta chili non è un optional.

C’è poi una cosa specifica da chiarire prima, e riguarda la coerenza fra lo standard e la realtà di certi paesi: qui il taglio di orecchie e coda è proibito dallo standard stesso, ed è vietato in Italia. Il cucciolo dev’essere integro.

E se il tuo obiettivo è proteggere un gregge in Italia, l’alternativa sensata è il Pastore Abruzzese Maremmano: stesso mestiere, disponibile ovunque.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esiste un listinoNessun allevamento con affisso
Quanti ne nascono quiUna decina l’anno62 cuccioli fra il 2015 e il 2022
Cucciolo in Romania600-1.200 euroLì la razza è di casa
Dove si cercaBucovina e nord-est della RomaniaArea storica di transumanza
Viaggio e documentiDa mettere in contoDentro l’Unione la pratica è semplice
Primo anno900-1.400 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese150-250 euroCane gigante
RecinzioneDa mettere in contoÈ un guardiano territoriale

Cosa chiedere all’allevatore

La prima domanda riguarda i documenti: il cucciolo ha un pedigree riconosciuto? In una razza dove in Italia non ci sono affissi e in Romania molti cani vivono fuori dai registri, non è una domanda scontata.

La seconda è se i genitori lavorano con il gregge. In una razza che lo standard definisce naturale, è la garanzia migliore che le attitudini descritte ci siano.

La terza sono le lastre di anche e gomiti dei riproduttori: su un cane che arriva a settantacinque centimetri sono il controllo di base.

La quarta è il coefficiente di consanguineità: fuori dalla Romania la popolazione è piccola, e la domanda è più che legittima.

La quinta è il piano di crescita: che cibo usano e quale consigliano. Un cucciolo che deve arrivare a settanta chili va fatto crescere lentamente.

La sesta è il carattere dei genitori, da vedere di persona: lo standard descrive un cane equilibrato, calmo e leale, e squalifica sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi.

E poi c’è la domanda che dovrebbero fare loro a te: hai bestiame, quanto spazio hai, che recinzione. In una razza da lavoro come questa, un allevatore serio se ne preoccupa.

Cosa guardare in una cucciolata

Ciobanesc Romanesc de Bucovina presentato al guinzaglio in esposizione

Il primo controllo è il colore: il tipico è il bianco o bianco-beige con distinte macchie di grigio, nero o nero con riflessi fulvo-rosso.

I soggetti monocolore sono ammessi ma, dice lo standard, non incoraggiati: un cucciolo tutto bianco o tutto nero non è irregolare, ma non è il tipo che la razza cerca. Le macchie tigrate, invece, non sono ammesse.

Il secondo è l’albinismo, che è un difetto da squalifica: su un cane in gran parte bianco è un controllo che si fa guardando la pigmentazione di tartufo, palpebre e labbra, che devono essere nere.

Il terzo sono gli occhi: piccoli, a mandorla, obliqui, marroni o leggermente chiari ma mai gialli. Occhi gialli, rotondi e sporgenti o di colore diverso fra loro sono difetti gravi.

Il quarto sono le orecchie: a V, pendenti e aderenti alle guance. Orecchie erette sono un difetto grave, e il taglio è proibito.

Il quinto è la coda, che dev’esserci: una coda naturalmente assente o atrofica è un difetto da squalifica, e il taglio è proibito.

Il sesto è il pelo: anche in un cucciolo si intuisce se sarà lungo e ruvido. Sotto i 6 o sopra i 9 centimetri da adulto è un difetto, e la mancanza di criniera e di frange pure.

Il settimo punto è il comportamento: si avvicinano, esplorano, e un rumore secco non li ferma.