Cão Fila de São Miguel
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cão Fila de São Miguel in breve
Il Cão Fila de São Miguel è il bovaro dell’isola di São Miguel, nelle Azzorre: dai 50 ai 60 cm i maschi e dai 48 ai 58 le femmine, per 20-35 kg. Il pelo è corto e ruvido e il mantello è sempre tigrato. Il suo standard contiene un dettaglio che non ha nessun’altra razza: spiega che morde in basso per non ferire le mammelle delle vacche da latte.
Che cane è il Cão Fila de São Miguel

È un cane da bovaro, e lo standard lo definisce bovaro per eccellenza. Il suo lavoro era condurre le mandrie da latte di un’isola in mezzo all’Atlantico.
Lo riconoscete dal mantello sempre tigrato, dalla testa con il cranio quadrato e lo stop pronunciato, e dalla groppa più alta del garrese che gli dà quel profilo pronto a scattare.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno fra movimento e lavoro di testa, una socializzazione seria da cucciolo e qualcosa da fare. Di toelettatura, praticamente niente.
Cosa lo rende speciale: è l’unico standard FCI che spiega dove un cane morde quando lavora, e perché.
Da sapere: in Italia non risulta nessuna nascita registrata, e chi lo importa deve chiedere esplicitamente un cucciolo con orecchie e coda integre.
Storia ed origine del Cão Fila de São Miguel

Il cenno storico di questo standard è di tre righe, e ognuna dice qualcosa. La prima: bovaro autoctono dell’isola di São Miguel nelle Azzorre, anche conosciuto come cane da vacche. Le Azzorre sono un arcipelago in mezzo all’Atlantico, a milleduecento chilometri dal Portogallo, e la loro economia è fatta da secoli di vacche da latte.
È in quel contesto che si spiega la frase più insolita di tutto lo standard, quella sul modo di lavorare: morde in basso per non ferirne le mammelle. Un cane che rovina una vacca da latte, su un’isola che vive di quello, è un cane che nessuno tiene.
La seconda riga è la più malinconica: la sua storia è legata a quella del cane di Terceira, oggi scomparso. Su un’altra isola dell’arcipelago c’era un’altra razza, che faceva un lavoro simile, e non esiste più. È il destino di molte razze insulari.
La terza è una data: l’esistenza del Cão Fila de São Miguel è documentata sin dall’inizio del diciannovesimo secolo. Lo standard FCI, invece, è recentissimo: 2007. In Italia non risulta nessuna nascita registrata.
Carattere e descrizione del Cão Fila de São Miguel

È un bovaro di taglia media: dai 50 ai 60 cm i maschi e dai 48 ai 58 le femmine, per 20-35 chili. L’aspetto generale del suo standard è il più corto che si possa scrivere, due parole: robusto e rustico. La groppa è leggermente più alta del garrese, e in movimento il cane mostra un leggero rollio nel posteriore.
Il colore ha una regola che non ammette eccezioni: sempre tigrato, su fondo fulvo o grigio. Il bianco è ammesso solo come segno sulla fronte, dal mento al petto e come piccole macchie sui piedi. Il pelo è corto, liscio e di tessitura ruvida: una spazzolata a settimana e il cane è a posto.
Il carattere contiene un dettaglio unico in tutta la nomenclatura FCI, perché spiega dove morde: nell’esercizio delle sue funzioni di conduttore di mandrie da latte, morde in basso per non ferirne le mammelle; quando si tratta di bestiame in fuga, può mordere anche più in alto. Il resto è netto: molto deciso verso gli estranei, ma docile con il suo padrone. Molto intelligente e ricettivo.
Nella pagina trovi anche il capitolo che riguarda direttamente l’Italia, quello sul taglio di orecchie e coda che lo standard ancora contempla e che da noi è vietato.
Addestramento ed educazione del Cão Fila de São Miguel

Lo standard mette due informazioni una accanto all’altra, e sono le due facce di questa razza: molto deciso verso gli estranei e molto intelligente e ricettivo. Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi: impara alla terza ripetizione e alla sesta si annoia.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, per fare un cane che valuta invece di reagire; l’istinto di conduzione, perché questo è un cane che per mestiere morde per spostare gli animali; il morso inibito, che in una razza così conta doppio; e il guinzaglio.
Se hai bestiame, la strada è il lavoro vero. Se non ce l’hai, le alternative sono il treibball, il rally-obedience, la ricerca olfattiva e il dog trekking. Servono almeno due ore al giorno fra gambe e testa.
Sulla gestione quotidiana c’è poco: pelo corto, una spazzolata a settimana, bagni rari. Va tenuto d’occhio il peso, perché l’agilità è il suo attrezzo di lavoro, e va coperto d’inverno al nord: è un cane a pelo corto che viene da un clima oceanico mite.
Allevamento del Cão Fila de São Miguel

In Italia questa razza non esiste: non risulta nessuna nascita registrata e non c’è nessun allevamento con affisso. È una delle razze più rare della nomenclatura FCI, anche nel suo paese.
La strada è il Portogallo, sia alle Azzorre sia sul continente, e in seconda battuta i nuclei che esistono in Polonia, in Finlandia e in qualche altro paese del nord. Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 900 e i 1.400 euro.
C’è però una cosa da mettere in chiaro prima dell’acquisto, e riguarda solo questa razza: lo standard descrive ancora il cane con orecchie e coda tagliate come presentazione normale nei paesi dove è consentito. In Italia il taglio è vietato: bisogna chiedere esplicitamente un cucciolo integro.
Poi valgono i controlli di sempre: le lastre di anche e gomiti, il coefficiente di consanguineità (che in una razza insulare conta più che altrove) e la possibilità di vedere i genitori, perché sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono motivo di squalifica.


