Allevamento del Cão Fila de São Miguel
In Italia non se ne trovano: dove si cerca, e cosa mettere in chiaro prima
In Italia questa razza non risulta allevata: nessuna nascita registrata e zero affissi. E c’è una cosa specifica da chiarire prima di comprare, che riguarda orecchie e coda.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere all’allevatore e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cão Fila de São Miguel
In Italia non c’è un prezzo, perché non c’è un mercato: nessuna nascita registrata e nessun allevamento con affisso.
Il paese di riferimento è il Portogallo: le Azzorre, dove la razza è nata e dove alcuni cani lavorano ancora, e il continente, dove ci sono gli allevamenti più organizzati. Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 900 e i 1.400 euro.
Fuori dal Portogallo esistono nuclei in Polonia, in Finlandia e in qualche altro paese del nord Europa, nati grazie ad appassionati che hanno importato dai luoghi d’origine.
Trattandosi di Unione Europea, la pratica è semplice: passaporto europeo, microchip e antirabbica. Le Azzorre sono territorio portoghese a tutti gli effetti.
E qui viene la cosa specifica di questa razza, quella da mettere in chiaro prima di versare la caparra: in alcuni paesi i cuccioli vengono ancora presentati con orecchie e coda tagliate, come lo standard contempla. In Italia il taglio è vietato: serve un cane integro.
Il resto delle spese è quello di un cane di taglia media molto attivo: 500-800 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 80-120 euro al mese di mantenimento.
Sulla toelettatura la spesa è praticamente zero: pelo corto, una spazzolata a settimana e bagni rari.
Un’ultima nota per chi sta valutando: se cerchi un cane da conduzione del bestiame reperibile in Italia, il Border Collie e i bovari continentali sono molto più semplici da trovare. Il Fila de São Miguel è la scelta di chi vuole proprio questa razza.
Cosa chiedere all’allevatore

La prima cosa non è una domanda ma una condizione: il cucciolo deve avere orecchie e coda integre. In Italia il taglio è vietato, e va detto prima che l’allevatore proceda come fa di solito.
La seconda è vedere i genitori. In una razza descritta come molto decisa verso gli estranei, e dove sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono motivo di squalifica, il carattere della madre è l’informazione più importante.
La terza sono le lastre di anche e gomiti dei riproduttori: su un cane da lavoro di trenta chili sono il controllo di base.
La quarta è il coefficiente di consanguineità. Questa razza viene da un’isola, e le popolazioni insulari partono da una base genetica ristretta: la domanda è più che legittima.
La quinta riguarda il lavoro: i genitori conducono bestiame o vengono da linee da esposizione? Alle Azzorre esistono ancora entrambi i mondi.
La sesta è la socializzazione dei cuccioli: dove sono cresciuti, quante persone hanno visto, se hanno incontrato altri animali. In una razza decisa con gli estranei, è la variabile che pesa di più.
E poi c’è la domanda che dovrebbero fare loro a te: che esperienza hai, che vita farà il cane, se hai bestiame. Un allevatore che non chiede niente è il segnale peggiore.
Cosa guardare in una cucciolata

Il primo controllo è il colore, e la regola è la più semplice di tutte le razze: il mantello dev’essere sempre tigrato, su fondo fulvo, fulvo pallido con carbonature o grigio.
Il bianco è ammesso solo in punti precisi: un segno sulla fronte, una striscia dal mento al petto e piccole macchie sui piedi. Nient’altro.
Il secondo è la testa: gli assi cranio-facciali devono essere paralleli. Assi divergenti sono un difetto da squalifica, e assi convergenti un difetto grave. Si guarda il cane di profilo.
Il terzo è il cranio, che dev’essere ampio e di forma quadrata, con lo stop pronunciato.
Il quarto sono gli occhi: ovali, orizzontali, di colore marrone scuro. E il tartufo, che dev’essere largo e nero.
Il quinto è la chiusura: a forbice o a tenaglia, con dentatura completa. Un prognatismo o enognatismo importante squalifica.
Il sesto è la struttura: già da cucciolo si nota se la groppa è più alta del garrese, come lo standard vuole, e se il cane è leggermente più lungo che alto.
Settimo, il comportamento: cuccioli che si fanno avanti, esplorano e reggono un rumore improvviso senza irrigidirsi. In una razza dove l’eccessiva timidezza squalifica, è il controllo che conta di più.

