Cane da Pastore Catalano
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cane da Pastore Catalano in breve
Il Cane da Pastore Catalano, il Gos d’Atura Català, è un cane da conduzione spagnolo alto 47-55 centimetri nei maschi e 45-53 nelle femmine. Il pelo è lungo, liscio e ruvido, con barba e sopracciglia, nei colori fulvo, sabbia o grigio nati dalla mescolanza dei peli. Lo standard lo dice sobrio, vivace e intelligente e avverte che non si avvicina agli sconosciuti. Vive 12-14 anni.
Che cane è il Cane da Pastore Catalano

È il conduttore di greggi della Catalogna: un cane di taglia media, agile e rustico, che lo standard descrive con una frase entusiasta, dirige il bestiame con una meravigliosa facilità.
Viene dai Pirenei Catalani e da lì si è diffuso in tutte le zone pastorali della regione. Non è un cane da guardiania come i grandi bianchi: il suo lavoro è condurre, e lo fa con quella che il testo FCI chiama grande iniziativa, badando a che nessun animale si separi dagli altri.
Ha due caratteristiche che non trovi in nessun’altra razza. La prima è il colore: da lontano sembra monocolore, ma da vicino si vede che nasce dalla mescolanza di peli fulvi, bruni, grigi, bianchi e neri. La seconda è la muta in due tempi: cambia prima la metà anteriore e poi quella posteriore, dando l’impressione di vedere due mezzi cani dal pelo diverso.
Il carattere è quello di un cane da lavoro mediterraneo: sobrio, vivace, intelligente, con lo sguardo nobile e una grande fedeltà al padrone. Con gli sconosciuti, invece, tiene le distanze: lo standard scrive che può sembrare scontroso.
Un dettaglio che sorprende: in questa razza il doppio sperone con osso è obbligatorio, e la mancanza di speroni è un difetto eliminatorio.
Due cose da sapere prima di cercarlo. È una razza rustica che resiste a caldo, freddo e fatica, e a cui basta poco cibo. Ed è rarissima in Italia: 66 cuccioli iscritti in dieci anni e un solo allevamento.
Storia ed origine del Cane da Pastore Catalano

Lo standard dedica alla storia due righe in tutto: cane originario dei Pirenei Catalani, che si è diffuso in tutte le altre zone pastorali della Catalogna. Quel silenzio dice una cosa importante, cioè che questa razza non ha bisogno di una mitologia: è nata dove serviva e ha fatto il suo lavoro per secoli. La pagina parte da lì e ricostruisce il resto con le fonti disponibili.
C’è il capitolo delle due varietà: quella a pelo lungo, che è quella che si vede oggi, e quella a pelo corto, il gos d’atura cerdà, di cui praticamente non si alleva più nessun soggetto. La pagina racconta anche una fotografia del 1972 che documenta la varietà corta, una delle poche testimonianze rimaste. C’è il mestiere vero: condurre le greggi sui Pirenei, con un cane che decide da solo e che il pastore non segue passo passo. C’è la diffusione verso le pianure e il cambio d’uso nel Novecento. C’è il Gos d’Atura di oggi in Spagna, dove è una razza viva con un club attivo e una discreta popolarità come cane sportivo. E c’è il quadro italiano, con numeri piccolissimi. Se ti interessano le razze da pastore mediterranee, questa è una delle più antiche e meno raccontate. Due righe di standard, secoli di lavoro.
Carattere e descrizione del Cane da Pastore Catalano

Lo standard lo descrive molto sobrio, vivace e intelligente, dallo sguardo nobile, con carattere rustico, molto devoto al pastore e al gregge. E avverte: non si avvicina agli sconosciuti, per cui può sembrare scontroso. È molto vigile e resiste al caldo, al freddo e a tutto.
È alto 47-55 centimetri nei maschi e 45-53 nelle femmine, con il pelo lungo, liscio e ruvido e barba, baffi, ciuffo e sopracciglia che devono lasciare vedere gli occhi. Il doppio sperone con osso è obbligatorio: la mancanza di speroni è un difetto eliminatorio.
Nella pagina trovi due cose che non ha nessun altro cane: il colore, che nasce dalla mescolanza di peli di tonalità diverse (fulvo, sabbia o grigio, fino a un nero ricoperto di brina), e la muta in due tempi, che per qualche settimana lo fa sembrare due mezzi cani dal pelo diverso. Vive 12-14 anni.
Addestramento ed educazione del Cane da Pastore Catalano

È un cane che capisce il lavoro: lo standard parla di grande iniziativa, e con lui funzionano rinforzo positivo, sessioni brevi e varietà. Gli esercizi ripetuti a vuoto lo annoiano e lo fanno smettere di collaborare. Il Gos d’Atura porta a termine le cose da solo, ed è una qualità da usare invece che da correggere. Nella pagina trovi come impostare il lavoro nei primi mesi senza spegnere quell’iniziativa.
Ci sono tre argomenti che decidono la convivenza, e sono tutti scritti nello standard. Il primo è la diffidenza verso gli estranei, che va gestita con la socializzazione prima dei sei mesi e non corretta a due anni. Il secondo è la conduzione: è un cane da pastore, e l’istinto di radunare esce anche in giardino, sui bambini o sulle biciclette. Il terzo è la vita in famiglia, dove il carattere sobrio di questa razza la rende più facile di quanto la fama suggerisca. C’è il capitolo delle attività, e qui rende molto: agile, resistente e intelligente, va bene per le prove di conduzione su gregge, per il disc dog e per l’agility. Trovi anche quanto movimento serve, che non è poco. Ci sono gli errori tipici, a partire dal trattarlo come un cane da compagnia peloso. E c’è la parte sul rapporto con il conduttore, che in questa razza è tutto. Un Catalano che ha un compito è un cane semplice da tenere. Uno che non ce l’ha se lo inventa.
Allevamento del Cane da Pastore Catalano

In Italia il Gos d’Atura è quasi introvabile: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 66 cuccioli, con due annate a zero, e gli affissi dedicati sono uno. Tutti i cuccioli iscritti sono della varietà a pelo lungo. Un cucciolo con pedigree FCI costa fra i 900 e i 1.400 euro, e il riferimento vero è la Spagna, in particolare la Catalogna e il nord del paese. La difficoltà non è il prezzo: è trovarne uno.
Nella pagina c’è la domanda che in questa razza è un requisito e non un dettaglio: gli speroni. Lo standard mette fra i difetti eliminatori la loro mancanza, quindi un allevatore serio sa esattamente di cosa stai parlando. Ci sono i numeri italiani anno per anno, piccolissimi e a intermittenza, che spiegano perché va messo in conto un viaggio da 200 a 600 euro. C’è il mantenimento, fra i 55 e gli 85 euro al mese per un cane da venti chili. C’è la parte sulle verifiche a distanza, dal contratto ai video della cucciolata, perché comprare in Spagna significa fidarsi prima di vedere. Ci sono anche le domande sul carattere dei genitori, che in un cane da conduzione conta quanto la morfologia. E c’è il capitolo sulla differenza fra pelo lungo e pelo corto, quest’ultimo oggi rarissimo ovunque. Se cerchi un cane da pastore intelligente e poco diffuso, questa pagina ti dice come arrivarci senza sorprese. Il tempo, qui, vale più del budget.


