Bulldog Inglese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Bulldog Inglese in breve
Il Bulldog Inglese è il cane che riconosci anche senza sapere niente di cani: basso, larghissimo, la faccia piena di pieghe e quell’espressione da vecchio brontolone che si smonta appena gli gratti la testa. È un molosso tranquillo, affettuoso e pazientissimo, uno dei migliori compagni di casa che ci siano, ma anche una razza con una salute impegnativa, che va scelta sapendo quello che si fa. In queste pagine trovi tutto: la sua storia sorprendente, il carattere vero, i colori dello standard, come si gestisce nella pratica e cosa pretendere prima di prendere un cucciolo. Intanto, la carta d’identità in dieci secondi.
Storia ed origine del Bulldog Inglese

La storia del Bulldog Inglese si divide netta in due, prima e dopo il 1835. Prima era il cane del bull-baiting, lo spettacolo in cui i cani affrontavano un toro legato: la mascella sporgente, il naso arretrato e il corpo basso e larghissimo nascono tutti da quel mestiere. Il bulldog di allora, quello dei dipinti di primo Ottocento, aveva però muso più lungo, zampe più alte e un fisico da atleta. Nel 1835 il Cruelty to Animals Act vieta i combattimenti con i tori e la razza si ritrova senza scopo, tanto da rischiare di sparire.
La salva un cambio di destinazione: nel 1860 il bulldog entra nei ring delle esposizioni e in pochi decenni cambia forma, diventando più basso, più massiccio e molto più tranquillo di carattere. Nella pagina trovi i passaggi che hanno costruito il bulldog moderno: il primo standard scritto nel 1865 da Samuel Wickens sotto lo pseudonimo Philo-Kuon, la fondazione di The Bulldog Club nel 1875 e il riconoscimento americano del 1886. C’è la storia del campione Rodney Stone, il primo bulldog venduto per mille sterline intorno al 1900, e c’è il capitolo su come questo cane sia diventato il simbolo della Gran Bretagna insieme a John Bull. Chiude una spiegazione utile su Old English Bulldog e Olde English Bulldogge: la razza storica si è estinta, e i tentativi moderni di ricostruirla sono razze diverse, non bulldog inglesi rari.
Carattere e descrizione del Bulldog Inglese

Dietro la faccia burbera del Bulldog Inglese c’è un cane dolcissimo, e dietro la simpatia ci sono problemi di salute concreti: la pagina racconta entrambe le cose. Trovi le misure vere, cioè 25 kg per il maschio e 23 per la femmina, e una curiosità che quasi nessuno dice: lo standard FCI non indica alcuna altezza, perché in questa razza contano le proporzioni. Ci sono i colori ammessi, tigrato, rosso, fulvo, bianco e pied, con le foto per riconoscerli, e la verità su nero, blu e merle, che non sono rarità di pregio ma colori fuori standard. C’è anche la risposta alla domanda sul bulldog inglese nano: non esiste, ma il Toy Bulldog è esistito nell’Ottocento e da lui discende il Bulldog Francese.
Sul carattere il ritratto è quello di un cane placido, affettuoso e pazientissimo, ottimo con i bambini e perfetto per l’appartamento, ma non pigro: se lo si tratta come un soprammobile ingrassa e si spegne. Un capitolo è dedicato alla sua testardaggine e a come si gestisce, un altro alle differenze tra maschio e femmina, un altro al confronto con il Bulldog Francese. Il capitolo più importante è quello sulla salute, dove rispondiamo senza sconti a quanto vive e mettiamo in tabella i disturbi più frequenti secondo gli studi veterinari inglesi, dalle otiti alle dermatiti delle pieghe fino alla BOAS. Chiude il capitolo su a chi è adatto questo cane e a chi conviene lasciarlo perdere.
Addestramento ed educazione del Bulldog Inglese

Con il Bulldog Inglese non si addestra un atleta, si costruiscono abitudini, e la parte delicata non è la testa ma il fisico. Nella pagina spieghiamo il metodo che funziona: premi, tono allegro e sessioni brevissime, con l’avvertenza di andarci piano con i bocconcini, perché questa razza ingrassa con niente. C’è un capitolo su come si gestisce la famosa testardaggine, cioè il momento in cui il cane si siede e diventa un peso morto: tirare non serve, cambiare scena sì. Trovi anche perché il collare va sostituito da una pettorina, dato che il collo corto e muscoloso comprime la trachea nel punto peggiore.
Il cuore della pagina sono le due regole di sicurezza che vengono prima di ogni comando: il caldo, perché il bulldog si raffredda respirando e va in colpo di calore molto più facilmente degli altri cani, e lo sforzo, perché non è un cane sportivo e non lo diventa allenandolo. Ci sono i segnali di allarme da riconoscere e cosa fare nei primi minuti. Spieghiamo poi quanto movimento gli serve, con le attività che gli piacciono senza fargli respirare male, come i giochi di fiuto e quelli di intelligenza, e quanto è normale che dorma. Un capitolo è dedicato all’acqua, perché il bulldog inglese non sa nuotare e in piscina va sotto in pochi secondi. Chiudono gli errori tipici, dal lasciarlo ingrassare al confondere i sintomi respiratori con il carattere.
Allevamento del Bulldog Inglese

Con questa razza l’allevamento decide quanto e come vivrà il tuo cane, quindi conviene arrivarci preparati. Nella pagina trovi i prezzi reali: in Italia un cucciolo con pedigree ENCI da un allevamento che testa i riproduttori costa tra i 1.500 e i 3.000 euro, con le linee da esposizione oltre. Spieghiamo anche perché costa così tanto, e non è speculazione: oltre l’80% delle cucciolate nasce col cesareo, le cucciolate sono piccole e i test sui genitori si pagano. Sotto i mille euro non si risparmia, si rimanda la spesa al veterinario.
Il capitolo centrale è quello dei test da pretendere, con la tabella di cosa chiedere: il grading respiratorio messo a punto dall’Università di Cambridge, che assegna un grado da 0 a 3 e dice chiaramente che i cani di grado 3 non vanno riprodotti, più cuore, occhi, radiografie di anche e colonna e il test del DNA per l’iperuricosuria. Trovi i segnali che distinguono un allevatore serio da un venditore, dai cuccioli nati in casa alla madre che ti fa vedere, e quelli da cui scappare, come i cuccioli sempre disponibili o l’insistenza sul colore raro. Un capitolo affronta un tema poco raccontato, la bassa diversità genetica della razza misurata da uno studio del 2016, e la selezione che oggi sta tornando verso soggetti che respirano meglio. Chiude una lista pratica di domande e di cose da guardare il giorno in cui vai a vedere i cuccioli.


