La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza con cui a maggio il Tribunale del Riesame di Pisa aveva restituito all’allevatrice 101 barboncini sequestrati in un allevamento di Orentano, frazione di Castelfranco di Sotto. Il caso torna allo stesso tribunale, con giudici diversi, che dovrà decidere di nuovo. Lo ha reso noto l’ENPA, che dopo il sequestro aveva avuto i cani in custodia. Il motivo conta più dell’esito: secondo la Suprema Corte il Riesame si era fermato ai quattro cani che avevano problemi di salute, senza valutare lo spazio in cui vivevano tutti gli altri. E per il maltrattamento, ricorda la Cassazione, conta anche quello.

Perché erano stati sequestrati i barboncini?

Il sequestro l’aveva disposto il giudice per le indagini preliminari di Pisa il 15 aprile. La Guardia di Finanza lo aveva eseguito il 24 insieme ai Carabinieri forestali e ai veterinari dell’ASL Toscana Centro. Le accuse erano due: maltrattamento di animali e abusi edilizi, perché nell’allevamento c’erano box, teloni, platee di cemento e un modulo abitativo costruiti senza autorizzazione. Secondo le relazioni dei veterinari dell’ASL e dei tecnici dell’ENPA, i cani stavano fino a undici per recinto e mostravano una «sofferenza psico-fisica diffusa e non occasionale», legata anche a una riproduzione intensiva. Due cani da pastore avevano le orecchie tagliate per motivi estetici, scriveva l’ENPA a maggio. Altri due erano in cattive condizioni di salute.

L’11 maggio il Riesame ha dato ragione alla difesa e ha ordinato di restituire i cani. Come ha riportato TGRegione, gli avvocati dell’allevatrice sostenevano che le perizie veterinarie e le fotografie dimostravano l’assenza di maltrattamenti e condizioni compatibili con la salute dei cani. La Procura di Pisa ha fatto ricorso parlando di una motivazione «illogica e contraddittoria». A fine maggio, riferiva Il Cuoio in Diretta, anche la Procura generale della Cassazione ha chiesto di annullare la decisione. Nel frattempo l’ENPA ha raccolto oltre 6.800 firme con una petizione.

Cosa ha detto la Cassazione sul maltrattamento?

La Cassazione non ha deciso se i cani fossero maltrattati, perché non è il suo compito in questa fase. Ha deciso che la motivazione del Riesame, scritta con «estrema sintesi», non spiegava in modo sufficiente perché i cani dovessero tornare indietro. Il tribunale si era concentrato sui quattro animali con problemi specifici, cioè i due pastori con le orecchie tagliate e i due in cattive condizioni. Non aveva affrontato il punto più generale: un allevamento con un centinaio di cani in recinti sovraffollati e in spazi ritenuti inadatti.

La Corte ricorda anche come va letto l’articolo 544-ter del codice penale, quello sul maltrattamento di animali. Il reato non riguarda solo chi ferisce un animale: riguarda anche chi lo sottopone a «fatiche insopportabili per le sue caratteristiche etologiche», cioè a condizioni che il cane, per come è fatto, non può sopportare. Lo spazio rientra lì dentro. Un cane può essere sano alla visita e vivere comunque in un modo che lo fa soffrire. È questo che il Riesame avrebbe dovuto valutare.

Per Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale dell’ENPA, il benessere di un cane non è solo l’assenza di malattie, ma «significa anche rispettare le esigenze comportamentali, relazionali ed etologiche di ciascun animale». La Corte ha anche chiarito che per un sequestro preventivo basta che ci siano indizi seri di reato: se l’allevatrice sia colpevole lo dirà, eventualmente, il processo.

Maltrattamento (art. 544-ter c.p.)lesioni, oppure sevizie, fatiche o condizioni insopportabili per le caratteristiche del cane
Pena per il maltrattamentoreclusione da 6 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro
Detenzione incompatibile (art. 727 c.p.)animali tenuti in condizioni contrarie alla loro natura e che causano gravi sofferenze
Taglio delle orecchie per esteticavietato in Italia dal 2010, con la Convenzione europea sugli animali da compagnia

Cosa succede adesso ai cani?

I cani sono tornati all’allevatrice a maggio e ci restano finché il Riesame non decide di nuovo. Il nuovo collegio potrà anche confermare il dissequestro, ma dovrà spiegare perché tenendo conto delle condizioni di tutto l’allevamento e non solo dei quattro cani. L’indagine va avanti per conto suo. Per l’allevatrice vale la presunzione di innocenza.

Non è la prima volta che raccontiamo cani sequestrati e poi restituiti. A Dego, in provincia di Savona, i cani portati via da una casa sono rientrati dopo una settimana perché la Procura non aveva visto il maltrattamento. A Quartu, vicino a Cagliari, le due donne che tenevano centoventi cani fra i rifiuti sono state assolte perché mancava il dolo. La sentenza su Orentano va nella direzione opposta e conferma che anche lo spazio fa parte del maltrattamento. Nel frattempo il regolamento europeo del 2026 scrive per la prima volta delle regole su come si tengono i cani negli allevamenti, anche se le applicherà solo dal 2028.

Fonti: ENPA, 1° ottobre 2026, per la sentenza della Cassazione; La Nazione e gonews del 2 ottobre; ENPA del 22 maggio, TGRegione del 13 maggio e Il Cuoio in Diretta del 28 maggio per il sequestro e il Riesame; articoli 544-ter e 727 del codice penale; legge 4 novembre 2010 n. 201.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 2 ottobre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.