Billy

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Billy in breve

Il Billy è un grande segugio francese da muta che in Italia non ha mai messo piede. Misura 60-70 centimetri nei maschi ed è descritto dallo standard in una riga: cane ben costruito, forte ma elegante, con l’anteriore più potente del posteriore. Il pelo è raso e duro, e i colori sono tutti sul bianco: nero e rosso nel mantello squalificano. Il suo standard, del 1973, è uno dei più scarni che esistano e non ha né un sommario storico né una sezione sul carattere. In Italia i numeri sono a zero: nessuna iscrizione ENCI e nessun allevamento.

TagliaGrande
Altezza al garreseMaschi 60-70 cm, femmine 58-62
PesoLo standard non lo fissa: in pratica 25-33 kg
Vita media10-12 anni, come i segugi di questa taglia
MantoRaso, duro al tatto e spesso un po grosso
ColoriBianco puro, bianco caffelatte, bianco con macchie arancio o limone
Livello di energiaAltissima: e un cane da muta, non da casa
Adatto aChi caccia in muta. In Italia non è allevato

Storia ed origine del Billy

Poitevin tricolore di profilo su un ring da esposizione

Prima cosa da dire: lo standard FCI del Billy non ha un sommario storico. Quello che si racconta della razza viene dalle fonti francesi, e va preso per quello che è. Secondo quelle, la razza sarebbe stata creata nell’Ottocento da Gaston Hublot de Rivault e prenderebbe il nome dal suo Château de Billy, nel Poitou.

Il materiale di partenza erano tre vecchie linee oggi scomparse, Montemboeuf, Céris e Larye, le stesse da cui deriva il Poitevin: la differenza sta nel gusto del fondatore, che preferiva i colori chiari invece del tricolore. È il motivo per cui ancora oggi il Billy è il segugio bianco.

La razza ha rischiato di sparire due volte: la muta originaria fu dispersa nel 1927 e dalla Seconda guerra mondiale sopravvissero pochissimi soggetti. A ricostruirla fu il figlio del fondatore, usando Poitevin, Porcelaine e Harrier. Lo standard oggi in vigore è del 1973.

Carattere e descrizione del Billy

Primo piano della testa di un Porcelaine con le orecchie lunghe

Misura 60-70 centimetri nei maschi e 58-62 nelle femmine, ed è descritto in una riga: cane ben costruito, forte ma elegante, con una precisazione che nei segugi si legge di rado, cioè che l’anteriore è più potente del posteriore. Ha il torace molto profondo, le orecchie attaccate un po’ alte per un segugio francese e un’andatura descritta con due sole parole: galoppo facile.

I colori sono tutti costruiti sul bianco: bianco puro, bianco caffelatte, bianco con macchie arancio chiaro o limone, o con la gualdrappa. E c’è un divieto secco che vale come firma della razza: nero o rosso nel mantello sono difetti eliminatori. Il pelo è raso e duro al tatto.

Sul carattere, invece, nella pagina diciamo una cosa che quasi nessuno scrive: lo standard non ha una sezione dedicata al comportamento. È un documento del 1973 e si occupa solo di morfologia. Quello che si può dire con certezza è quello che dice la classificazione, cioè che è un segugio da muta con prova di lavoro, e da lì derivano tutte le sue caratteristiche pratiche.

Perché su questa pagina vedi anche altri cani

Porcelaine bianco e arancio presentato in stand

È giusto dirlo apertamente invece che lasciarlo intuire. Il Billy è così raro che le fotografie libere disponibili sono due in tutto, e una la vedi qui sopra.

Le altre immagini di queste pagine ritraggono il Poitevin e il Porcelaine, e ogni didascalia lo dice. Non è un riempitivo: sono le due razze che c’entrano con la storia del Billy, perché il Poitevin nasce dalle stesse tre linee di partenza e il Porcelaine è stato usato per ricostruire la razza dopo la Seconda guerra mondiale.

Il Porcelaine nella foto qui accanto è anche l’alternativa concreta per chi è arrivato a questa pagina attratto dall’aspetto di un grande segugio bianco e arancio: gli somiglia molto ed è enormemente più facile da trovare in Europa.

Preferiamo scriverlo che far finta di niente. Su una razza da zero iscrizioni in Italia, la cosa più utile che possiamo dare è quello che si sa con certezza, dicendo dove finisce la certezza.

Addestramento ed educazione del Billy

Poitevin tricolore presentato in stand a una esposizione

Sul Billy non ha senso scrivere un manuale di educazione domestica, perché non vive nelle case e in Italia non c’è. Ha senso spiegare cosa vuol dire cane da muta: non lavora accanto a un cacciatore, lavora in gruppo con decine di altri cani, seguendo una traccia per ore e a distanza dal conduttore.

Da questo derivano tre cose. Deve essere socievole con i suoi simili in modo assoluto, perché un cane che litiga in canile viene escluso dalla riproduzione. Non ha la dipendenza dallo sguardo umano di un cane da pastore. E il richiamo, su una pista, non esiste: non è disobbedienza, è il mestiere.

È anche il motivo per cui in appartamento un cane così è un cane frustrato, con la voce da segugio che in condominio diventa un problema serio. Chi cerca un naso straordinario con cui poter convivere farebbe meglio a guardare al Beagle o al Basset Hound.

Allevamento del Billy

Billy bianco in piedi in un campo

Qui il riassunto è di una riga: in Italia il Billy non esiste. La ricerca sul libro genealogico ENCI non restituisce alcuna iscrizione e gli allevamenti con affisso sono zero. Non è un caso isolato fra i segugi francesi, ma qui è totale: non c’è nemmeno un prezzo di mercato, perché non c’è mercato.

La pagina, che è la più breve di tutto il cluster, spiega dove la razza esiste: in Francia, e più precisamente in poche mute da caccia, quasi tutte in ambiente venatorio. I cuccioli restano lì, fra cacciatori che si conoscono, e non c’è un listino. Chi volesse un Billy dovrebbe entrare in quel giro, imparare come funziona e mettere in conto tempi lunghi. C’è l’avvertimento sugli annunci che usano il nome della razza: con zero iscrizioni in Italia, un cucciolo di Billy offerto online è quasi sempre un’altra cosa. C’è il quadro dei numeri, aggiornato ad agosto 2026. C’è la spiegazione del perché una razza storica sia rimasta così chiusa, legata com’è a un tipo di caccia in muta che quasi non si pratica più fuori dalla Francia. E c’è il rimando alle razze francesi più accessibili per chi cerca qualcosa di simile. Se il Billy ti incuriosisce, qui trovi la risposta onesta. Non è una razza che si compra: è una razza che si frequenta.

Alimentazione

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Attività di un Billy

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

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