Il dog scootering è il traino su monopattino: il cane corre davanti, il conduttore sta in piedi sulla pedana e aiuta spingendo col piede. È la porta d’ingresso più accessibile al mondo del dryland mushing, a metà strada tra il canicross e il bikejoring: meno velocità della bici, più controllo, stessa festa per il cane.
Sommario:
Cos’è il dog scootering
Si usa un monopattino da dryland: niente a che vedere con quelli elettrici da città, è un mezzo robusto con ruote da mountain bike, freni a disco e pedana larga, nato per lo sterrato. Il cane, con l’imbragatura da traino e la linea ammortizzata, corre davanti come nel bikejoring; il conduttore bilancia il lavoro spingendo, così il cane non tira mai da solo tutto il peso.
Rispetto alla bici il baricentro è più basso e scendere è questione di un attimo: per questo è considerato il mezzo ideale per chi inizia col traino, e per i cani che hanno bisogno di un’andatura più gestibile.
Come funziona
L’attrezzatura del cane è la stessa di tutto il dryland: imbragatura tipo x-back, linea ammortizzata di 2-3 metri in tensione, aggancio basso sul manubrio o sul telaio. I comandi sono vocali: avanti, destra, sinistra, piano, stop. La regola d’oro è la stessa del bikejoring: prima i comandi, poi il mezzo. Un cane che non risponde alla voce a piedi non può essere agganciato a un monopattino lanciato sullo sterrato.
Si pratica su sterrati e sentieri, mai su asfalto (le zampe non lo perdonano) e mai col caldo: la stagione utile va dall’autunno alla primavera, con uscite all’alba nelle mezze stagioni.
Le gare: dove si svolgono e come sono organizzate
Lo scooter è una classe ufficiale delle gare dryland, accanto a canicross e bikejoring: in Italia le trovi nei raduni organizzati dai club di sleddog e dagli enti di promozione sportiva, di solito tra ottobre e marzo. Le classi prevedono 1 o 2 cani, su anelli sterrati di 2-6 chilometri con partenza a cronometro.
A livello internazionale la disciplina rientra nei campionati dryland della IFSS, la federazione mondiale degli sport da slitta, che detta regole e standard dell’attrezzatura.
Quali cani sono idonei
Il dog scootering perdona più del bikejoring: l’andatura più bassa lo rende adatto anche a cani di taglia media e a soggetti meno esplosivi, purché sani, adulti e con voglia di tirare. I cani da slitta e gli incroci da dryland restano i più portati, ma nei raduni si vedono pastori, braccoidi, segugi e tanti meticci.
Valgono le stesse regole di buon senso di tutto il traino: si parte a crescita completata, con un controllo veterinario alle spalle, e si lascia a casa chi ha problemi articolari, respiratori o di peso. Con 2 cani serve una coppia affiatata che corra alla stessa andatura.
Come iniziare e quanto costa
Molti club di sleddog e scuole di dryland propongono lezioni di avviamento col monopattino del centro: il modo giusto per capire se piace, a te e al cane, prima di comprare l’attrezzatura.
Chi cerca più velocità passa al bikejoring; chi preferisce correre con le proprie gambe resta nel canicross. E quando arriva la neve, c’è lo sleddog vero.
Domande frequenti
Quali cani possono fare dog scootering?
Perdona più del bikejoring: l’andatura più bassa lo rende adatto anche ai cani di taglia media e ai soggetti meno esplosivi, purché sani, adulti e con voglia di tirare. Restano fuori i cani con problemi articolari, respiratori o di peso.
Quanto costa l’attrezzatura?
Un monopattino da dryland solido sta indicativamente fra 200 e 500 euro, imbragatura e linea fra 70 e 120 in tutto. Casco e guanti sono obbligatori in gara.
Quanto sono lunghe le gare?
Da 2 a 6 chilometri, in classi a uno o due cani. Con due cani serve una coppia affiatata che corra alla stessa andatura.
Prima di cominciare, due persone da sentire
Prima di iscriverti a uno sport cinofilo porta il cane a una visita veterinaria di idoneità: salti e carichi non si chiedono a un cane ancora in crescita o con un problema articolare che nessuno ha ancora visto. Poi cerca un istruttore cinofilo qualificato della disciplina e comincia sotto i suoi occhi, anche se di esercizi in rete ne trovi a decine: una tecnica sbagliata fa male al cane prima ancora che al risultato.



