Bassotto
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Bassotto in breve
Il Bassotto è una delle razze più riconoscibili e amate al mondo: zampe corte, corpo lungo e una personalità che non sta in nessuna taglia. Nato in Germania per cacciare nelle tane, oggi è un compagno di vita formidabile, con tre taglie e tre tipi di pelo tra cui scegliere e un carattere che è tutto fuorché da soprammobile. Qui dentro c’è il necessario per capire se fa per te. Intanto, ecco la carta d’identità in dieci secondi.
Storia ed origine del Bassotto

In tedesco Dachs significa tasso, e Dachshund letteralmente cane da tasso: il nome è già tutto il mansionario. Le origini della razza affondano nel Medioevo tedesco, quando dai bracchi da caccia si selezionavano i soggetti più adatti a lavorare sottoterra. Secoli di quella selezione hanno prodotto il cane basso, lungo e determinato che conosciamo. Nella pagina scoprirai che ogni pezzo del Bassotto risponde a un’esigenza di lavoro: le zampe corte per i cunicoli, il torace profondo per il fiato, la voce potente per farsi seguire dal cacciatore in superficie. Anche la famosa testardaggine nasce lì: sottoterra, davanti al tasso, serviva un cane che decidesse da solo. Oltre alla tana, il Bassotto si è guadagnato il pane come cane da pista di sangue, nella ricerca della selvaggina ferita.
C’è poi la parte ufficiale della storia: il primo elenco di caratteristiche della razza è del 1879. Nel 1888 nasce il Deutscher Teckelklub, che lo standard FCI cita come il club più antico al mondo dedicato al Bassotto. Da lì la selezione codifica le nove varietà di oggi, tre taglie per tre tipi di pelo. Il momento di gloria pop arriva nel 1972, quando Waldi diventa la prima mascotte olimpica della storia ai Giochi di Monaco. Oggi la razza vive una doppia vita: cane da caccia serio in Germania, icona da compagnia nel resto del mondo. Tutta la storia, con le date verificate e qualche aneddoto, è nella pagina dedicata.
Carattere e descrizione del Bassotto

Il Bassotto è la prova che la stazza non conta niente: sotto le zampe corte c’è un cane da caccia vero. Nella pagina trovi prima di tutto le tre taglie, Standard, Nano e Kaninchen, con una curiosità che spiazza sempre: la taglia si misura con il metro intorno al torace, non in altezza. Poi i tre tipi di pelo, raso, duro e lungo, che incrociati con le taglie danno le famose nove varietà. Un capitolo intero è dedicato ai colori, dall’intramontabile nero focato all’arlecchino che spopola sui social. Sull’arlecchino c’è una regola non negoziabile che devi conoscere prima di cercarlo, e lì la spieghiamo senza giri di parole. Il carattere è quello di un cacciatore da tana: coraggioso fino all’incoscienza, sicuro di sé e abituato a fare di testa propria.
La voce è sorprendentemente profonda per la stazza, e lui la usa con generosità: se vivi in condominio è un aspetto da pesare. In famiglia è affettuosissimo, spesso con una persona del cuore che segue come un’ombra. Con i bambini va d’accordo se il rispetto è reciproco, con conigli e criceti la convivenza è sconsigliata dal suo stesso curriculum. Il capitolo salute risponde secco alla domanda che fanno tutti: quanto vive, e cosa devi sapere sulla sua schiena. L’ernia del disco è il punto debole numero uno della razza, e la prevenzione si gioca su peso, salti e muscoli. Chiude la pagina il capitolo più onesto: a chi è adatto il Bassotto e a chi proprio no.
Addestramento ed educazione del Bassotto

Educare un Bassotto è un corso accelerato di diplomazia: capisce tutto al volo, ma esegue solo se ci trova un vantaggio. Nella pagina spieghiamo perché l’ubbidienza cieca non fa parte del suo bagaglio: per secoli il suo lavoro è stato decidere da solo sottoterra. Trovi il metodo che con lui funziona: sessioni brevi, premi veri, tanta varietà e zero maniere forti, che ottengono solo l’effetto contrario. C’è un capitolo sulle basi da cucciolo: socializzazione, gestione della voce, abitudine a restare solo e la pulizia in casa, dove la razza ha fama di prendersela comoda. Ti insegniamo anche una cosa che con altre razze non serve: come prenderlo in braccio nel modo giusto, e perché conviene che lui impari a gradirlo. Il capitolo più importante riguarda la schiena, da proteggere fin dal primo giorno.
Niente tuffi da divani e letti, scale col contagocce, rampe dove serve: le abitudini giuste si costruiscono da cucciolo. L’altra metà della prevenzione si chiama peso forma, con razioni misurate e passeggiate vere tutti i giorni. Poi c’è il suo talento numero uno: il naso. Giochi di ricerca, percorsi di fiuto e perfino un angolo dove scavare in pace: le attività che lo appagano sono tutte lì. Chiudiamo con gli errori tipici, dal trattarlo come un giocattolo al ridere quando fa la voce grossa, che con lui si pagano cari. Con un Bassotto non firmi un contratto di subordinazione, firmi una società alla pari: nella pagina trovi le clausole.
Allevamento del Bassotto

Quanto costa un cucciolo di bassotto? È la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta onesta è: dipende da chi te lo vende. Da un allevamento serio con pedigree ENCI si va in genere dagli 800 ai 1.500 euro. Le linee da esposizione, i kaninchen e i colori più richiesti superano anche i 1.800. Gli annunci a 300-500 euro nascondono quasi sempre cuccioli senza pedigree e senza test sui genitori.
Nella pagina trovi la tabella completa dei prezzi, con quello che ogni cifra comprende. Ti spieghiamo cosa fa salire il prezzo in modo legittimo: taglia, pelo, colore e genealogia. E perché l’arlecchino di moda merita un’attenzione doppia, soprattutto se nasce da due genitori arlecchino. C’è il capitolo sui test genetici da pretendere: PRA cord1 e cord2, sindrome di Lafora e la visita oculistica dei riproduttori.
Per la schiena un test del DNA non esiste, e ti diciamo cosa chiedere sulla storia della linea. Trovi i segnali per riconoscere un allevamento serio e quelli per girare i tacchi. E alla fine, l’elenco degli allevamenti italiani regione per regione: 338 affissi ENCI attivi. Con località, contatti e siti verificati uno per uno.


