Addestramento ed educazione del Bassotto

Le esigenze della razza: cosa fare, cosa evitare e come trattare con quella testa dura

Educare un Bassotto è un corso accelerato di diplomazia. È un cane intelligente, che capisce tutto al volo, e proprio per questo va convinto: l’ubbidienza cieca non fa parte del suo bagaglio, perché per secoli il suo lavoro è stato decidere da solo sottoterra. In questa pagina trovi le esigenze vere della razza: da dove si comincia col cucciolo, come proteggere la schiena fin dal primo giorno, le attività che lo fanno rendere al meglio e gli errori che con questa razza si pagano cari.

Intelligente sì, ubbidiente a modo suo

Il primo passo è capire con chi hai a che fare. Il Bassotto impara in fretta, ma esegue solo se ci trova un vantaggio: davanti a ogni richiesta la domanda che si fa non è cosa vuoi, ma cosa ci guadagno. La buona notizia è che è un discreto goloso, e con il boccone giusto la trattativa si sblocca quasi sempre. Sessioni brevi, premi veri e tanta varietà, perché la ripetizione meccanica lo annoia e un Bassotto annoiato semplicemente se ne va.

Le maniere forti con lui sono la strada più corta per il disastro: si impunta, ti toglie la fiducia e la testardaggine raddoppia. La coerenza invece paga: stesse regole, stesse parole, da tutta la famiglia, e i no che restano no anche quando ti guarda con quegli occhi. La sua specialità è trovare l’anello debole della famiglia e lavorarselo.

Le basi da cucciolo

I fronti su cui lavorare nei primi mesi sono quattro. La socializzazione: portalo in giro, fagli conoscere persone, cani, bambini e rumori, perché la sua diffidenza naturale verso gli estranei va bilanciata presto. La solitudine: si lega tantissimo e va abituato a restare solo per periodi brevi e crescenti, altrimenti da adulto te lo racconteranno i vicini. La voce: l’abbaio non si elimina, ma un cucciolo che impara il silenzio a comando avrà un volume gestibile da adulto. E la pulizia in casa, dove la razza ha fama di prendersela comoda: mettici più pazienza e più costanza della media.

Aggiungi una cosa che con altre razze non serve: insegnagli a farsi prendere in braccio senza drammi, con una mano sotto il petto e una sotto il posteriore, schiena orizzontale. Con la sua conformazione è una manovra che va fatta bene, e conviene che impari a gradirla da subito.

La schiena si protegge da cucciolo

Le esigenze di razza del Bassotto partono dalla colonna vertebrale. L’ernia del disco è il suo grande nemico e la prevenzione è in buona parte questione di abitudini, che si costruiscono da subito: niente salti giù da divani e letti, che per la sua schiena sono tuffi dal trampolino, rampe o gradini dove serve, scale ridotte al minimo. E il gioco sfrenato su pavimenti scivolosi lascialo ai cani con le gambe lunghe: tappeti e buon senso.

L’altra metà della prevenzione si chiama peso forma e muscoli. Un Bassotto in sovrappeso è una schiena col cronometro attaccato, quindi razioni misurate e premietti contati. E passeggiate vere, tutti i giorni: il movimento regolare costruisce la muscolatura che sostiene la colonna. Il Bassotto non è un cane da mezz’ora al giorno, cammina volentieri anche un’ora e più, e ti ringrazierà due volte.

Dagli un lavoro da naso

Vuoi un Bassotto appagato? Fallo lavorare di naso, che è il suo talento numero uno. I giochi di ricerca del cibo in casa e in giardino, i percorsi di fiuto, il classico asciugamano arrotolato coi premietti dentro: tutto quello che coinvolge l’olfatto lo stanca e lo soddisfa più di qualsiasi corsa. Per chi vuole fare sul serio ci sono le discipline di ricerca olfattiva e il mantrailing, dove la razza dice ancora la sua.

E poi c’è lo scavo, che per lui non è un vizio ma un istinto di mestiere. Se hai un giardino, la mossa furba non è vietarglielo ma dargli un posto dove è permesso: un angolo di terra morbida o una sabbiera dove seppellire e dissotterrare tesori. Passeggiate con tempo per annusare, qualche gioco di problem solving e la sua dose quotidiana di lavoro mentale è fatta. Un Bassotto con il naso occupato non si inventa passatempi in casa, ed è meglio per tutti.

Gli errori tipici con questa razza

Il primo errore è trattarlo da giocattolo. Sempre in braccio, viziato, mai un no: è la ricetta esatta per il piccolo tiranno che ringhia dal divano e abbaia a comando suo. Il Bassotto è un cane da caccia e va educato come tale, con regole vere, solo in formato ridotto. Il secondo è il rovescio della stessa medaglia: ridere o intenerirsi quando fa la voce grossa, perché è piccolo e fa scena. Lui prende nota, e quello che oggi è teatro domani è un’abitudine.

Il terzo errore è cedere sul cibo: con quegli occhi da fame eterna è facile allargare le razioni, e sulla sua schiena i chili di troppo si pagano più cari che in qualsiasi altra razza. Il quarto è prendere sottogamba il richiamo: con un odore interessante nel naso il Bassotto diventa sordo selettivo, quindi libertà solo in posti sicuri e ogni ritorno pagato profumatamente. L’ultimo è pretendere l’ubbidienza del cane da pastore: non arriverà mai, e va bene così. Con un Bassotto non firmi un contratto di subordinazione, firmi una società alla pari. Rileggi bene le clausole prima di firmare.