Un cane di dodici anni che ha l’artrosi, qualche chilo di troppo e la bocca messa male non ha tre problemi separati: quei tre si tengono per mano. Insieme pesano più della somma. Lo ha misurato uno studio del Dog Aging Project pubblicato su GeroScience, che ha analizzato le condizioni riferite dai proprietari di oltre 50.000 cani americani e ha guardato chi, fra loro, moriva.

Il numero che il Texas A&M ha messo nel comunicato del 31 agosto è questo: i cani con cinque o più malattie croniche avevano una probabilità annuale di morire più che doppia rispetto ai cani con una sola diagnosi. A parità di età e di taglia.

Come è stato fatto lo studio?

La parola che gli autori usano è multimorbidità e vuol dire avere due o più condizioni insieme. In medicina umana è un capitolo studiato da anni; sui cani mancava, perché negli animali da laboratorio le singole malattie non vengono diagnosticate e curate una per una come succede a un cane di famiglia.

Nello studioI numeri
Canioltre 50.000, iscritti al Dog Aging Project
Da dove vengono i datiquestionari compilati dai proprietari, non cartelle cliniche veterinarie
Cosa si è misuratocome si accumulano le diagnosi nel tempo, quali combinazioni sono più frequenti e come cambia la sopravvivenza
Il confrontostorie cliniche dei cani morti contro quelle dei cani ancora vivi, tenendo conto dell’età e del tempo passato nello studio
Dove è uscitoGeroScience, rivista dell’American Aging Association, online dal 1° giugno 2026

La firma è di Eric R. Foreman (Augusta University) con Laura Corlin (Tufts), Kate Creevy del Texas A&M, che del Dog Aging Project è la responsabile veterinaria, e Jessica M. Hoffman. Il lavoro è online da giugno: la ripresa dei giornali arriva adesso perché il comunicato dell’università è uscito il 31 agosto.

Quali malattie arrivano insieme?

Le diagnosi si accumulano con l’età. Più se ne accumulano, più il rischio di morte sale. Fin qui è quello che chiunque si aspetta. La parte nuova è come si tengono insieme: quasi tutte le combinazioni trovate si rinforzano a vicenda, oppure sono trascinate da una singola malattia dominante che si porta dietro le altre.

Tre condizioni compaiono in quasi tutti i gruppi: artrosi, sovrappeso e tumori. Nel comunicato Creevy indica la coppia formata da tumore e artrosi come la più comune fra quelle pesanti e segnala la malattia dentale e la perdita dell’udito come presenze fisse nei cani che hanno più diagnosi insieme.

Il meccanismo che descrivono è una catena che si chiude su se stessa: l’artrosi fa male, il cane si muove di meno, prende peso. Il peso in più carica le articolazioni e alza il rischio di altre malattie. Il sovrappeso in quella catena sta due volte, come causa e come conseguenza.

Cosa non dice lo studio?

Prima di prendere il numero e portarselo a casa conviene leggere cosa gli autori dichiarano di non poter dire.

I limiti da tenere presenti

  • I dati sono riferiti dai proprietari. Chi porta il cane dal veterinario spesso ha più diagnosi sulla scheda di chi non ce lo porta. Questo da solo può spostare i conteggi.
  • È uno studio di associazione: dice che i cani con più malattie muoiono prima, non che curandone una si allunga la vita. Per rispondere a questa domanda serve un altro tipo di studio.
  • Il fattore che spinge più di tutti resta l’invecchiamento in sé, sopra le singole malattie e sopra le altre variabili considerate.
  • I cani sono americani e la coorte è fatta di volontari: sono persone che hanno scelto di iscrivere il proprio cane a uno studio sull’invecchiamento.

Quello che lo studio autorizza a dire è una cosa più semplice del titolo che gli hanno messo alcuni giornali: nel cane vecchio i problemi vanno guardati insieme, perché sommandosi fanno più danni di quanti ne farebbero uno per uno. Creevy lo dice in termini pratici, come aiuto a decidere dove mettere i soldi e il tempo delle cure quando il cane ha più cose che non vanno.

Cosa si può fare per un cane anziano con più malattie?

Sul piano di quello che si fa a casa, la lista è corta e la conoscono i veterinari da prima di questo studio: tenere il cane magro, farlo muovere, guardargli la bocca, e non aspettare il sintomo grosso per farlo vedere. Le linee guida americane sulla cura del cane anziano chiedono una visita ogni sei mesi invece che una all’anno, proprio perché a quell’età le cose cambiano in fretta.

Le condizioni che nello studio tornano più spesso le abbiamo raccontate una per una: l’artrosi, che comincia molto prima di quando si vede, e il tartaro con la malattia parodontale, che è il disturbo più diagnosticato in assoluto nei cani. Da quando conviene cominciare a guardare lo abbiamo messo in un terzo pezzo, su da che età un cane è anziano, che cambia parecchio a seconda di quanto il cane pesa. Sui costi, se gli acciacchi cominciano ad accumularsi, qui ci sono i prezzi e qui il fondo statale per gli over 65.

Fonti: Foreman E.R., Corlin L., Creevy K.E., Hoffman J.M. e Dog Aging Project Consortium, Multimorbidity as a predictor of mortality in companion dogs, GeroScience, 2026; comunicato del Texas A&M College of Veterinary Medicine and Biomedical Sciences del 31 agosto 2026; AAHA, Senior Care Guidelines for Dogs and Cats, 2023.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 3 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.