Cercando bonus animali domestici si trovano decine di pagine che promettono fino a 300 euro di rimborso per le spese veterinarie. Il fondo esiste ed è quello istituito dalla legge di bilancio 2024 per chi ha più di 65 anni e un ISEE sotto i 16.215 euro. Ma la cifra dei 300 euro non sta in nessuna norma.
Quello che sta scritto, nell’allegato del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio 2025, sono altri due numeri: 2.254.954 persone che hanno i requisiti e 237.500 euro stanziati per il 2026. Tutti e due per l’Italia intera.
Quanto vale il bonus veterinario, regione per regione?
Il fondo nasce con l’articolo 1, commi da 207 a 209, della legge 213 del 2023, che stanzia 250.000 euro l’anno per il 2024, il 2025 e il 2026. Per gli obiettivi di finanza pubblica quello del 2025 e del 2026 è poi sceso a 237.500 euro.
A dividerlo fra le Regioni è il decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2025, firmato insieme al Ministro dell’economia. Il criterio è la popolazione con più di sessantacinque anni che nel 2023 aveva un ISEE ordinario sotto la soglia. Le Province autonome di Trento e Bolzano restano fuori, perché non partecipano alla ripartizione dei finanziamenti statali.
La colonna di destra è quella che il decreto assegna per il 2025 e per il 2026; nel 2024 gli importi erano di poco più alti, perché il fondo pieno era di 250.000 euro. La Valle d’Aosta ha 377,59 euro per tutto l’anno. La Lombardia, che di aventi diritto ne conta 215.108, ne ha 22.655,96.
Diviso per le persone che hanno i requisiti fa circa dieci centesimi a testa (conto nostro: 237.500 diviso 2.254.954). Il fondo non è pensato per arrivare a tutti. È una scelta scritta nel decreto: le Regioni evadono le domande in ordine di ricevimento, fino a esaurimento.
Chi può chiedere il bonus veterinario?
I requisiti li fissa l’articolo 2 del decreto e vanno tutti insieme.
Il cibo resta fuori. Fuori resta anche chi ha meno di 65 anni, per quanto malato sia il cane. Una volta erogato il rimborso, la Regione comunica i dati all’Agenzia delle entrate, che li usa per la dichiarazione precompilata.
Quanto rimborsano le Regioni?
Il decreto lascia alle Regioni una decisione pesante: ciascuna regione definisce la misura del contributo. Nessun importo nazionale, quindi, e nessuna scadenza nazionale. Ecco cosa hanno deciso le tre che hanno pubblicato un bando e lo hanno chiuso nel 2026.
Con questi tetti si capisce quanta gente riesce a prendere qualcosa. Sono conti nostri, fatti sulla quota 2024 che ciascuna Regione stava distribuendo: in Piemonte 12.734,52 euro divisi per 120 fanno 106 rimborsi pieni su 114.863 aventi diritto; in Campania 44.514,54 euro divisi per 200 fanno 222 rimborsi su 401.513. Chi arriva dopo trova la porta chiusa. Lo dice il bando stesso.
C’è anche un ritardo che dai titoli non si vede: il Piemonte ha aperto le domande a maggio 2026 per rimborsare spese del 2024.
Esiste un bonus veterinario da 300 euro?
Non a livello nazionale. Nel decreto la cifra di 300 euro non compare, e nemmeno quella di 150 che gira su altre pagine. Il numero nasce dove le Regioni si sono mosse per conto loro, con leggi proprie e soldi propri: in Friuli Venezia Giulia, per esempio, una legge regionale del 2014 prevede fino a 1.000 euro per animale con ISEE fino a 30.000. La domanda si presenta ai servizi sociali del Comune. È una misura diversa, con requisiti diversi, e vale solo lì.
Mettere insieme le due misure e scrivere «fino a 300 euro per tutti» è il modo più veloce per far perdere tempo a una persona di ottant’anni che va allo sportello con le ricevute in mano.
Chi non ha i requisiti può detrarre le spese veterinarie?
Sì. Quello che vale per chiunque abbia un cane, senza limiti di età né di ISEE, è la detrazione del 19 per cento delle spese veterinarie in dichiarazione dei redditi. Le regole sono ferme da anni: si scontano solo le spese sopra la franchigia di 129,11 euro e fino a un tetto di 550 euro. Il massimo che si può recuperare è quindi il 19 per cento di 420,89 euro, cioè 79,97 euro l’anno.
Il tetto vale per contribuente e non per animale: con due cani le spese si sommano, la franchigia si toglie una volta sola e il limite resta 550. Quanto pesano queste cifre sul bilancio di un anno lo abbiamo messo in fila nel post su quanto costa il veterinario, insieme ai prezzi medi delle visite e agli interventi che mandano fuori strada un bilancio familiare.
Fonti: legge 30 dicembre 2023 n. 213, art. 1 commi 207-209; decreto del Ministero della salute del 30 aprile 2025, Riparto del Fondo per il sostegno economico ai proprietari di animali d’affezione nel pagamento di spese veterinarie, Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2025 (gli importi per Regione sono presi dall’allegato del decreto); bando della Regione Piemonte; avviso della Regione Campania; pagina della Regione Toscana; legge regionale Friuli Venezia Giulia 14 novembre 2014 n. 22, art. 4 bis.





