Petit Bleu de Gascogne
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Petit Bleu de Gascogne in breve
Il Petit Bleu de Gascogne è un segugio francese di taglia media: 52-58 cm i maschi e 50-56 le femmine, per 20-25 chili. Il manto è picchiettato di nero su bianco e da lontano sembra blu ardesia, con due focature sopra gli occhi che danno l’effetto quattr’occhi. È una riduzione di taglia del Grand Bleu de Gascogne e la sua selvaggina preferita è la lepre. In Italia sono nati 1.527 cuccioli in dieci anni.
Che cane è il Petit Bleu de Gascogne

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard lo definisce segugio polivalente: caccia con il fucile, a volte a vista, e la sua selvaggina preferita è la lepre.
Lo riconoscete da due cose: il manto picchiettato con l’effetto blu e le due focature sopra gli occhi, che da lontano fanno sembrare che il cane abbia due paia di occhi. I francesi lo chiamano quatreoeuillé.
Quanto è grande: 52-58 cm i maschi e 50-56 le femmine. Il peso lo standard non lo scrive, e le fonti di razza lo mettono attorno ai 20-25 chili. Di piccolo, insomma, non ha molto: il nome è relativo al fratello maggiore, il Grand Bleu.
Cosa chiede: due o tre ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, e uno spazio adatto. Questo cane non è fatto per un appartamento in centro.
Cosa lo rende speciale: l’antichità e la voce. È descritto nel Trecento, nel Livre de chasse di Gaston Fébus, e lo standard lo definisce dotato di una bella voce, che nel gergo dei segugi è un complimento pieno.
Da sapere prima: quella voce si sente da centinaia di metri; le orecchie lunghe e arrotolate vogliono un controllo settimanale; e con il naso su una pista fresca il richiamo perde.
In compenso, e sorprende chi lo conosce solo in caccia, a casa è un cane calmo e affettuoso che con gli altri cani va d’accordo per selezione.
Storia ed origine del Petit Bleu de Gascogne

Lo standard FCI liquida l’origine in due righe che spiegano tutto: il Petit Bleu è una riduzione volontaria di taglia del Grand Bleu de Gascogne, legata direttamente all’utilizzazione. Non nasce da incroci con cani più piccoli: nasce dalla scelta, generazione dopo generazione, dei soggetti di taglia minore.
L’origine comune sta nel XIV secolo: i primi cani di tipo bleu sono descritti nel Livre de chasse di Gaston Fébus, conte di Foix, scritto fra il 1387 e il 1389, e la tradizione gli attribuisce una muta di circa 1.600 cani. Anche Enrico IV ne manteneva una.
La famiglia dei bleus è di quattro razze con lo stesso mantello: il Grand Bleu (62-72 cm), il Petit Bleu (52-58), il Griffon Bleu a pelo duro e il Basset Bleu a zampe corte (34-38). La FCI le riconosce tutte nel 1963.
Dopo la Rivoluzione francese, con l’abolizione dei privilegi di caccia, le grandi mute si sciolgono e i bleus rischiano di sparire: a salvarli è soprattutto Alain Bourbon, allevatore della Mayenne. E c’è un ramo che è finito lontano: la tradizione vuole che il marchese de La Fayette regalò dei segugi a George Washington, e da lì discende il Bluetick Coonhound americano.
Carattere e descrizione del Petit Bleu de Gascogne

Il nome inganna due volte. Non è piccolo, perché arriva a 58 cm nei maschi e a 56 nelle femmine, e non è blu: il blu è un effetto ottico. Il manto è interamente picchiettato di nero su bianco, e la picchiettatura fitta, a distanza, dà un colore blu ardesia.
Sulla testa il disegno diventa un tratto di razza: due macchie nere ai lati che coprono le orecchie e circondano gli occhi ma non si toccano sopra il cranio, e nello spazio bianco che lasciano compare spesso una piccola macchia nera ovale che lo standard chiama tipica della razza. Sopra gli occhi ci sono due focature che danno l’effetto quattr’occhi.
Il carattere sta in tre righe di standard: naso fine, concentrato nel suo modo di cacciare, dotato di una bella voce; lavora bene in muta. Carattere calmo e affettuoso. Obbedisce facilmente agli ordini. Quella bella voce è una qualità di lavoro, e va valutata prima di prenderlo in condominio.
Nella pagina ci sono anche il capitolo sulla salute, dove il tema numero uno sono le otiti per via delle orecchie lunghe e arrotolate, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Petit Bleu de Gascogne

Lo standard dice una cosa che negli standard dei segugi si legge di rado: obbedisce facilmente agli ordini. È vero e vale la metà della storia: questo cane collabora, e il metodo giusto è il rinforzo positivo con sessioni brevi.
L’altra metà è il naso. Quando aggancia una pista fresca, un cane selezionato per seguirla a voce per ore non torna perché lo chiamate. Nei primi mesi si usa la longhina, e in campagna aperta un GPS sul collare è l’acquisto più sensato che si possa fare.
Poi c’è la voce, ed è la cosa che va valutata prima di prendere il cane, non dopo. Si sente da centinaia di metri, serve a far sapere al conduttore dove è il cane e nessun addestramento la cancella. Chi ha bisogno di un cane silenzioso deve scegliere un’altra razza.
Sul movimento: due o tre ore al giorno, e il naso viene prima delle gambe. Nose work, mantrailing, pista di sangue e dog trekking sono le attività che rendono di più. Dentro ci sono pure i sei errori classici.
Allevamento del Petit Bleu de Gascogne

Qui i numeri sono il contrario di quelli delle altre razze rare del sito. Le API dell’ENCI, sul codice 31, registrano 1.527 cuccioli in dieci anni, fra i 127 e i 189 all’anno. In Italia il Petit Bleu de Gascogne non è raro affatto: è uno dei segugi da caccia più usati.
Il dato curioso è un altro: gli affissi registrati sono due, uno in provincia di Pavia e uno in provincia di Latina. Vuol dire che quasi tutte le cucciolate nascono da cacciatori che allevano i propri cani senza un affisso.
Il prezzo è quello di un cane da lavoro: 500-900 euro per un cucciolo con pedigree. E l’attesa, per una volta, è breve.
Cosa chiedere: il pedigree, i risultati di lavoro dei genitori – la razza è riconosciuta con prova di lavoro – e le lastre ufficiali di anche e gomiti. Sul cucciolo si guardano le orecchie, che devono arrivare almeno alla punta del tartufo, e il mantello, che deve avere il fondo picchiettato e le focature sopra gli occhi.


