Mastino Spagnolo
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Mastino Spagnolo in breve
Il Mastino Spagnolo è uno dei cani più grandi del mondo: minimo 77 cm nei maschi e 72 nelle femmine, ma lo standard chiede di superare gli 80, e aggiunge che non esiste un limite massimo di taglia. Da secoli accompagna le greggi merinos lungo le vie della transumanza spagnola difendendole dai lupi, e lo fa ancora. Lo standard lo descrive rustico, affettuoso, gentile e nobile, e consapevole della propria enorme potenza. In Italia sono nati 148 cuccioli in dieci anni.
Che cane è il Mastino Spagnolo

È un cane da guardia e da difesa del gregge: l’utilizzazione ufficiale, nello standard FCI, racconta per intero il mestiere per cui esiste, cioè difendere le pecore dai lupi lungo le vie della transumanza.
Lo riconoscete dall’insieme: testa massiccia a piramide tronca, doppia giogaia, pelle spessa, torace enorme e una taglia che non passa inosservata.
Quanto è grande: minimo 77 cm e 72, meglio se oltre 80 e 75, per un peso che va dai 50 ai 70 chili e spesso li supera.
Cosa chiede: spazio, tempo all’aperto e qualcosa da sorvegliare. Di movimento ne fa poco, ma di spazio ne serve tanto.
Cosa lo rende speciale: è un cane che lavora ancora. Il ritorno del lupo in Spagna lo ha rimesso in mezzo alle greggi, ed è oggi il cane da protezione del bestiame più usato della penisola iberica.
Da sapere prima: con gli estranei è determinato per selezione, non per addestramento; l’abbaio è profondo e si sente da lontano, perché è uno strumento di lavoro; e la crescita di un cane da settanta chili va gestita con attenzione per due anni.
In compenso, in casa, è un cane calmo, silenzioso e affettuoso, che chiede molto meno di quanto la sua mole faccia pensare.
Storia ed origine del Mastino Spagnolo

La storia del Mastino Spagnolo è la storia della transumanza. Nel 1273 nasce in Castiglia la Mesta, la grande associazione degli allevatori transumanti, e il mastino è già il cane delle greggi: lo standard FCI lo scrive nella sua utilizzazione ufficiale, dicendo che accompagnava le pecore merinos lungo le cañadas reales difendendole dai lupi, in tutte le stagioni e in tutti i luoghi.
C’è un oggetto che racconta quel lavoro meglio di qualsiasi descrizione: la carlanca, il collare di ferro chiodato che i pastori mettevano al collo dei cani perché il lupo, quando attacca, mira alla gola. Il nome viene da carlanco, vecchio modo spagnolo di dire lupo. Anche il collo del cane, con la pelle spessa e la doppia giogaia richieste dallo standard, è protezione prima che estetica.
Poi il declino: alla fine dell’Ottocento la Mesta viene sciolta, il Novecento porta meccanizzazione, spopolamento e guerra civile, e il mastino sopravvive dove sopravvive il lavoro – Leon, Zamora, Salamanca, Segovia, la Galizia. La ripresa è recente e ha una causa precisa: il ritorno del lupo. Oggi è il cane da protezione del bestiame più usato in Spagna.
Carattere e descrizione del Mastino Spagnolo

Lo standard comincia il capitolo del comportamento in un modo insolito: è un cane molto intelligente, non privo di bellezza, e la sua espressione manifesta entrambe queste qualità. Poi lo descrive rustico, affettuoso, gentile e nobile, e molto determinato davanti agli animali pericolosi e agli estranei.
E chiude con la frase che è la migliore descrizione di un cane da guardiania che si possa leggere: si vede un cane sicuro di sé, che dosa la propria forza perché è consapevole della sua enorme potenza. Nella vita quotidiana significa un cane calmo, che sta sdraiato e guarda, e che quando decide di alzarsi chiude la questione.
Sulle misure lo standard dice una cosa che quasi nessun altro si permette: non esiste un limite massimo di taglia, e i soggetti più grandi sono i più apprezzati. I minimi sono 77 cm nei maschi e 72 nelle femmine, ma è desiderabile superare gli 80 e i 75. Il peso arriva ai 70 chili e oltre.
Nella pagina ci sono anche il capitolo sull’abbaio – che lo standard descrive rauco, basso e profondo, udibile da notevole distanza, perché è uno strumento di lavoro – i colori, che sono tutti ammessi, la salute con le cautele dei cani giganti e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Mastino Spagnolo

Con un cane da guardiania la guardia non si insegna: c’è già. Quello che si insegna è la gestibilità, e in un cane da settanta chili è tutto. Le basi si costruiscono da cucciolo, quando pesa dieci chili: guinzaglio, farsi toccare, farsi visitare, salire in auto, stare fermo. Un mastino adulto che non si lascia gestire è un problema che non si risolve più.
Il secondo tema è il territorio. Una recinzione solida non serve solo a contenerlo: serve a dirgli dove finisce la sua responsabilità. Gli estranei entrano sempre accompagnati e annunciati, e in una casa con molto passaggio questa razza è una scelta impegnativa.
Il terzo è la crescita, ed è il capitolo in cui si fanno più danni: un cane che arriverà a settanta chili si costruisce in due anni. Niente esercizio forzato, niente salti, alimentazione da cane gigante e peso sotto controllo per tutta la vita.
Sul movimento la sorpresa è che ne serve poco: una o due camminate tranquille al giorno e la possibilità di stare all’aperto. Niente sport di velocità o di salto. Nella pagina ci sono anche le attività che vanno bene – nose work, attivazione mentale, fitness cinofilo – e i sei errori tipici.
Allevamento del Mastino Spagnolo

In Italia il Mastino Spagnolo c’è, ed è una delle poche razze rare di cui si possa dire: le API dell’ENCI, sul codice 91, registrano 148 cuccioli in dieci anni e due affissi, entrambi nel Lazio – uno in provincia di Viterbo e uno a Roma.
I numeri però sono ballerini: 32 cuccioli nel 2016 e 23 nel 2023, ma appena uno nel 2022. Vuol dire che l’offerta si concentra su poche cucciolate, e che conviene mettersi in lista.
Cosa chiedere, in ordine di importanza: le lastre ufficiali di anche e gomiti di entrambi i genitori – in un cane che supera gli ottanta centimetri non sono un optional – il pedigree, e il carattere dei riproduttori, perché lo standard mette sia l’aggressività esagerata sia la timidezza eccessiva fra i difetti gravi.
E poi c’è la domanda che vale più di tutte le altre: da lavoro o da esposizione? I mastini che lavorano nei pascoli sono in genere più asciutti e più agili, quelli da ring più massicci. Non è una questione di gusto: cambia la vita del cane e la sua salute articolare. Nella pagina: le cifre reali e cosa guardare quando vai a vedere la cucciolata.


