Storia ed origine del Cane da Pastore di Ciarplanina

Dal Cane da Pastore dell’Illiria al nome delle montagne Sharplanina

Questo cane ha cambiato nome due volte in trent’anni, e la seconda volta ha portato con sé la separazione da un’altra razza. È una storia di montagne, di assemblee cinofile e di un paese che oggi non esiste più.

In questa pagina: da dove viene, cosa faceva, come è arrivato in FCI, la separazione dal Pastore del Carso e quanti ce ne sono oggi in Italia.

Sommario

Il guardiano delle montagne dello Sharplanina

Cane da pastore di Ciarplanina in mezzo alle pecore su un pascolo di montagna

Lo standard apre così: è stato allevato fin da tempi immemorabili nelle regioni montane del sud-est della Yugoslavia. La razza prese il nome dalla catena di montagne Sharplanina, dove è più diffusa.

Lo Šar, la catena che oggi divide la Macedonia del Nord dal Kosovo, è un massiccio che supera i 2.700 metri: pascoli alti, inverni lunghi e, storicamente, lupi e orsi.

In quel contesto il lavoro di questo cane era uno e uno solo, e lo standard lo dice: guardiano e protettore di mandrie di bestiame contro gli animali predatori.

Non conduzione, quindi: guardia. Il Ciarplanina non sposta il gregge, ci vive dentro. Cresce con le pecore, le considera famiglia e sta in mezzo a loro giorno e notte.

È lo stesso modello del Pastore Abruzzese Maremmano sui nostri Appennini, del Cane da Montagna dei Pirenei in Francia e del Pastore dell’Asia Centrale nelle steppe.

Sulle origini più antiche lo standard è prudente in un modo che si apprezza: l’origine della razza rimane controversa. Sembra che sia arrivata in Europa dall’Asia durante le migrazioni di massa preistoriche.

E c’è una frase, in fondo al cenno storico, che è una fotografia della razza oggi: il tipo originale è stato mantenuto esclusivamente in quelle parti del paese dove è ancora prevalente l’allevamento intensivo del bestiame e dove questo cane può ancora esercitare il suo ruolo.

Detto altrimenti: il vero Ciarplanina si conserva dove c’è ancora un gregge da guardare.

1939, 1957, 1968: tre date e due nomi

Cane da pastore di Ciarplanina grigio in piedi su una strada sterrata

La razza entra ufficialmente nella cinofilia il 2 giugno 1939, all’assemblea generale della FCI di Stoccolma. Ma con un altro nome: Illirski Ovcar, Cane da Pastore dell’Illiria.

Sotto quel nome c’erano in realtà due cani: quello del massiccio dello Sharplanina e quello del Carso sloveno, considerati due tipi della stessa razza.

Il primo cambiamento arriva nel dopoguerra: nel 1957 l’Assemblea Generale della FCI accettò una mozione proposta dalla Federazione Yugoslava di Cinologia per cambiare il nome della razza in Cane da Pastore Yugoslavo di Sharplanina.

Il secondo, quello decisivo, arriva undici anni dopo. Il 16 marzo 1968 la società cinofila centrale jugoslava separa definitivamente i due cani: uno diventa Pastore del Carso, l’altro Sarplaninac.

Lo standard del Carso lo racconta con una formula che chiude il discorso: da quel giorno le due razze sono state del tutto indipendenti.

Il numero FCI 41, quello assegnato nel 1939 all’Illirski Ovcar, è rimasto al Ciarplanina. Al Pastore del Carso è toccato il 278.

Il testo dello standard oggi in vigore risale al 24 novembre 1970, pubblicato dalla FCI il 3 ottobre 1980. È uno dei testi più vecchi ancora in uso, e si sente nella struttura: taglia e carattere stanno nello stesso paragrafo dell’aspetto generale.

Il Ciarplanina e l’esercito jugoslavo

Immagine d epoca di un soldato jugoslavo con due cani da pastore di Ciarplanina

Fuori dai pascoli, questa razza ha avuto una seconda vita che lo standard non racconta: nella Jugoslavia socialista il Ciarplanina è stato il cane di servizio dell’esercito, usato per la guardia di caserme e installazioni militari.

L’immagine qui accanto viene da quel mondo: un soldato jugoslavo con due cani della razza, in una fotografia d’epoca.

Le fonti di razza raccontano che l’esercito arrivò a gestire allevamenti propri e che, per avere cani da servizio più maneggevoli, in alcune linee vennero introdotti incroci con altre razze da lavoro. È un’informazione che non compare nello standard FCI e che va presa per quello che è: memoria di allevatori, non documento ufficiale.

Il punto pratico, però, resta valido ancora oggi ed è una buona domanda da fare a un allevatore: la linea da cui viene il cucciolo è una linea da gregge o una linea da guardia? Sono due cani diversi da gestire.

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia la razza è rimasta in tutti i paesi nati da quel paese, e oggi è comune soprattutto in Serbia, in Macedonia del Nord e in Kosovo.

In Macedonia del Nord, in particolare, è considerata una razza nazionale, e il lavoro con il gregge sulle montagne dello Šar non si è mai interrotto.

Il Cane da Pastore di Ciarplanina in Italia

Cane da pastore di Ciarplanina bianco davanti a un gregge nella nebbia

In Italia la razza c’è, ma sta scomparendo in fretta. Fra il 2015 e il 2024 sono nati 292 cuccioli, ma il grafico è tutto in discesa.

I numeri: 52 cuccioli nel 2019, 49 nel 2020, 37 nel 2021, 26 nel 2022, 7 nel 2023 e uno solo nel 2024.

Gli allevamenti con affisso sono tre: due in Emilia Romagna, a Ferrara e a Reggio Emilia, e uno in Sicilia, a Messina.

Il motivo del calo non è misterioso: nel ruolo di guardiano del gregge, in Italia, c’è già il Pastore Abruzzese Maremmano, che è la razza di casa, conosciuta da tutti e con una rete di allevamenti enorme.

Il Ciarplanina resta la scelta di chi conosce la razza da vicino, spesso di chi ha bestiame e cerca un guardiano diverso, oppure di chi arriva dai Balcani e la conosce da sempre.

Chi ne vuole uno oggi ha due strade: i tre allevamenti italiani, oppure la Serbia, la Macedonia del Nord e l’Ungheria, dove la razza è comune e ci sono linee da lavoro serie.