Carattere e descrizione del Piccolo Munsterlander
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Piccolo Munsterlander (in Germania Kleiner Münsterländer) è il più piccolo dei cani da ferma tedeschi e, secondo il suo standard, uno dei pochi di cui si scrive nero su bianco che può vivere in famiglia. Cinquantaquattro centimetri di cane polivalente con le frange e un pelo impermeabile.
In questa pagina: le misure, il pelo e a cosa serve, i colori con il curioso marchio di Jungklaus, il carattere descritto in una frase lunghissima e piena di informazioni, e la salute.
Sommario
Il Piccolo Munsterlander in breve
Il Piccolo Munsterlander è il cane da ferma tedesco più piccolo: 54 centimetri nei maschi e 52 nelle femmine, per circa 17-26 chili. Pelo folto, di media lunghezza e impermeabile, con frange e culottes, in marrone e bianco o marrone roano. Carattere intelligente, equilibrato, stabile, e lo standard precisa che può vivere in famiglia. Vive 12-14 anni. In Italia è rarissimo: 27 cuccioli in dieci anni.
Quanto è grande un Piccolo Munsterlander

Le misure sono secche, come nella tradizione tedesca: 54 centimetri per i maschi e 52 per le femmine, con un divario concesso di più o meno 2 centimetri. Il peso non è indicato e in pratica sta fra i 17 e i 26 chili.
Il piccolo del nome è relativo: piccolo rispetto agli altri cani da ferma tedeschi. Il Langhaar arriva a settanta centimetri, il Kurzhaar a sessantasei; questo si ferma a cinquantaquattro, ed è la ragione per cui è il più maneggevole della famiglia.
Fra i difetti gravi lo standard elenca la costruzione pesante e l’ossatura grossolana: qui si cerca un cane leggero e armonioso, non una versione ridotta di un cane grande.
Altri due difetti gravi riguardano la pigmentazione: il tartufo color carne o macchiettato per più del cinquanta per cento e gli occhi troppo chiari. In un cane da caccia tedesco l’occhio chiaro è sempre penalizzato, in tutte le razze.
La testa e le orecchie

La testa, dice lo standard, insieme all’espressione caratterizza la razza: è asciutta, nobile e in armonia con il resto, con il tartufo marrone e gli occhi scuri.
Le orecchie sono pendenti, attaccate alte e larghe, e portano il pelo lungo che forma le frange: sono la parte che dà a questo cane l’aria dolce che tutti gli riconoscono, e anche la parte che va controllata più spesso.
L’insieme è quello di un cane da ferma di tipo epagneul, la famiglia dei cani da ferma continentali con il pelo lungo, dove stanno anche il Langhaar tedesco e l’Epagneul Breton francese. La differenza rispetto ai braccoidi come il Kurzhaar non è solo il pelo: è tutta l’impostazione della testa e del muso.
Il pelo del Piccolo Munsterlander

Il mantello è descritto con una precisione che spiega anche il perché: folto, di media lunghezza, da liscio a poco ondulato, ben adagiato sul corpo, impermeabile. E subito dopo arriva il limite: i contorni del corpo non devono essere nascosti dal pelo troppo lungo.
A cosa serve, lo dice il testo stesso: quel pelo deve offrire, con la sua densità, la migliore protezione contro il freddo, gli ostacoli dei corsi d’acqua e le ferite. Tre righe che raccontano il mestiere: un cane che lavora d’inverno, entra in acqua e attraversa il folto.
Le frange stanno sugli arti anteriori, le culottes arrivano fino al garretto e la coda porta un lungo pennacchio con la punta bianca. Il pelo troppo abbondante sul petto, invece, non è desiderato.
Un dettaglio che chiude il capitolo: il mantello a pelo corto liscio è un difetto. In una razza in cui il pelo è attrezzatura da lavoro, un cane spelacchiato non è tipico.
La manutenzione è bassa ma non nulla: un pettine una volta a settimana su orecchie, culottes e coda, dove si formano i nodi, e il controllo degli spazi fra le dita dopo le uscite.
I colori e il marchio di Jungklaus

I mantelli ammessi sono due: marrone e bianco e marrone roano, con macchie marroni, gualdrappa e moschettature. È permessa la lista bianca sul muso.
Poi c’è un dettaglio che è quasi una firma d’autore: lo standard ammette le focature al muso, all’occhio e all’ano, e le chiama con un nome proprio, il marchio di Jungklaus. È il tipo di particolare che si trova solo nelle razze curate da club che conoscono ogni singola linea di sangue.
Il roano, come in tutti i cani da ferma tedeschi, è la mescolanza di peli bianchi e marroni che a distanza dà un mantello uniforme e poco appariscente: mimetismo da caccia, non estetica.
Sulla pigmentazione lo standard è severo: il tartufo deve essere marrone, e un tartufo color carne o macchiettato per più della metà è un difetto grave.
Il carattere del Piccolo Munsterlander
La descrizione del carattere è una delle più lunghe e più informative che si trovino, e conviene smontarla pezzo per pezzo: intelligente e impara con facilità; pieno di temperamento ed equilibrio, con un carattere stabile.
Poi arriva la parte che nessun altro standard tedesco si spinge a dire così: comportamento attento e amichevole nei suoi rapporti con gli uomini (può vivere in famiglia). È una parentesi messa lì apposta, e per un cane da caccia polivalente vale una raccomandazione.
Segue l’altra parentesi, altrettanto pratica: con buon affiatamento e capacità di orientarsi verso il suo conduttore (può lavorare in muta). Cioè: sta con te, ma sta anche con gli altri cani.
La parte da non sottovalutare è quella che viene dopo: appassionato e perseverante istinto predatorio. Questo resta un cane da caccia con un motore vero, e quel perseverante significa che su una traccia non molla.
Chiude con versatile disposizione alla caccia e buona solidità di nervi: un cane equilibrato, non pauroso, non nervoso. Nell’insieme è il ritratto di uno dei cani da caccia più facili da tenere anche fuori dalla caccia.
Piccolo Munsterlander, Langhaar e Kurzhaar
La famiglia dei cani da ferma tedeschi si distingue per il pelo e per la taglia. Il Kurzhaar ha il pelo corto ed è il più diffuso; il Drahthaar ha il pelo duro ed è il più resistente nel folto; il Langhaar ha il pelo lungo ed è il più grande; il Piccolo Munsterlander è la versione compatta della stessa idea, quarantacinque centimetri più corta nel nome e sedici in meno nella realtà.
Con il Langhaar la parentela è evidente, tanto che i due si confondono nelle fotografie: la differenza è la taglia (54 centimetri contro 60-70) e il colore, perché il Munsterlander è sempre marrone e bianco mentre il Langhaar può essere marrone unito.
Nel resto d’Europa il parente più vicino è l’Epagneul Breton: stessa sezione FCI, stessa taglia contenuta, stessa filosofia di cane da ferma piccolo e maneggevole. Il bretone però è più diffuso in Italia di quanto il Munsterlander sarà mai.
Sui numeri italiani il confronto è impietoso: 22.695 cuccioli di Kurzhaar in dieci anni, 45 di Langhaar e 27 di Piccolo Munsterlander.
Quanto vive un Piccolo Munsterlander e di cosa si ammala
Vive 12-14 anni ed è una razza sana, tenuta in ordine da un club tedesco che seleziona con prove di lavoro e controlli sanitari. Non ci sono malattie ereditarie di razza con test specifici da pretendere.
Il controllo principale è quello della displasia dell’anca: in un cane da lavoro di taglia media va comunque verificata con le lastre dei genitori, che il club tedesco richiede.
Poi ci sono i temi del pelo e del mestiere: le otiti, perché le orecchie pendenti e frangiate non ventilano, i nodi nelle culottes e nelle orecchie, e gli incidenti del lavoro nel folto, dai tagli alle spighe.
L’ultimo tema è il peso: un cane da caccia polivalente che non lavora e mangia come se lavorasse ingrassa, e in una razza costruita leggera il sovrappeso si vede subito.
A chi è adatto il Piccolo Munsterlander

È adatto ai cacciatori e, più di altri cani da ferma, alle famiglie attive: lo scrive il suo standard con quella parentesi che vale come consiglio, (può vivere in famiglia).
Le condizioni sono le solite dei cani da caccia: almeno due ore al giorno fra movimento e testa, spazio, e qualcosa da fare. La taglia contenuta lo rende però molto più gestibile di un Kurzhaar o di un Langhaar in una casa normale.
Va d’accordo con gli altri cani (lo standard dice che può lavorare in muta) ed è amichevole con le persone. Con gatti e animali piccoli, invece, quell’appassionato e perseverante istinto predatorio va tenuto presente.
Non è adatto a chi sta fuori dieci ore al giorno, a chi non ha voglia di passare un pettine sulle frange una volta a settimana e a chi cerca un cane da guardia.
E poi c’è il punto pratico: in Italia questa razza quasi non esiste, con 27 cuccioli iscritti in dieci anni e nessun affisso. Chi la vuole guarda alla Germania.

