Allevamento del Piccolo Munsterlander
Perché in Italia non si trova e cosa fare se lo si vuole
I numeri italiani di questa razza stanno in una riga: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 27 cuccioli e non esiste un solo affisso. Undici cuccioli nel 2016, otto nel 2018, otto nel 2021, zero in tutti gli altri anni.
In questa pagina: come funziona l’allevamento in Germania, quanto costa, cosa pretendere e quali alternative valutare.
Sommario
Quanto costa e dove si trova
In Germania il Piccolo Munsterlander è un cane da caccia diffuso e seguito da un club che organizza le prove di lavoro previste dallo standard. Un cucciolo da un allevatore iscritto costa indicativamente fra i 1.000 e i 1.500 euro.
L’importazione è, per una volta, la parte semplice: nessun volo, nessuna quarantena, documenti europei standard e poche ore di macchina. Come per tutte le razze da lavoro tedesche, però, gli allevatori chiedono che uso farai del cane, e molti preferiscono affidarlo a chi caccia.
Il mantenimento, una volta a casa, è contenuto: 50-90 euro al mese per un cane da venti chili molto attivo, più una toelettatura che si riduce a un pettine settimanale su frange, culottes e orecchie.
In Italia, invece, non c’è mercato: con ventisette cuccioli in dieci anni e nessun affisso, non esiste una filiera a cui rivolgersi.
Cosa pretendere e quali alternative valutare
Se scegli la strada tedesca, le cose da chiedere sono due: le lastre delle anche di entrambi i genitori e i risultati nelle prove di lavoro, che in questa razza sono la norma e non un extra. A questo si aggiunge la solita domanda su come sono cresciuti i cuccioli.
Prima di partire, però, ha senso guardare in faccia le alternative, perché in Italia esistono e sono ottime. Il Epagneul Breton è la risposta più diretta: stessa sezione FCI, stessa taglia contenuta, stessa idea di cane da ferma piccolo e maneggevole, ed è diffuso da noi.
Se invece quello che attira è la scuola tedesca, il Kurzhaar e il Drahthaar hanno in Italia decine di allevamenti e prove di lavoro organizzate: sono cani più grandi, ma con la stessa filosofia di polivalenza.
E se il richiamo è proprio il Piccolo Munsterlander, allora la strada c’è: club tedesco, qualche mese di attesa, un viaggio e la disponibilità a spiegare come vivrà il cane. È una razza che merita, ed è anche una delle poche che uno standard descrive come adatta anche alla famiglia.

