German Shorthaired Pointer
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il German Shorthaired Pointer in breve
Il German Shorthaired Pointer, per tutti il Kurzhaar, è il cane da caccia polivalente tedesco e uno dei cani più diffusi d’Italia: alto 62-66 centimetri nei maschi e 58-63 nelle femmine, per 25-32 chili. Pelo corto, spesso, secco e duro al tatto, in marrone, roano o nero. Carattere fermo, equilibrato, affidabile. Vive 12-14 anni.
Che cane è il German Shorthaired Pointer

È il cane da caccia polivalente per definizione: cerca, ferma, riporta, lavora in acqua e segue la traccia di sangue. Il suo standard lo chiama cane aristocratico e gli attribuisce tre qualità in fila: potenza, resistenza e velocità.
Lo riconosci per la costruzione asciutta e atletica, la testa con la canna nasale appena montonina, il tartufo marrone e il pelo cortissimo, che può essere marrone unito, roano (una mescolanza di bianco e bruno che lo standard definisce mimetica) o nero.
Il carattere è la ragione del suo successo: fermo, equilibrato, affidabile, dalle reazioni controllate: né nervoso, né timido o aggressivo. In famiglia è affettuoso e paziente, con gli altri cani facile, e come guardiano non serve a niente.
Cosa chiede, e qui non ci sono scorciatoie: due ore al giorno di lavoro vero fra movimento e testa. È un atleta costruito per una giornata di caccia, e un Kurzhaar in debito di movimento è il cane che smonta la casa.
In Italia è una delle razze più numerose: 22.695 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e 93 affissi attivi. Con un dato da conoscere: la razza è in calo del trenta per cento rispetto al 2015.
Storia ed origine del German Shorthaired Pointer

Il cenno storico dello standard è un piccolo saggio. Comincia dai cani usati nelle regioni mediterranee per la caccia con le reti e per la caccia col falco, il cui compito era uno solo: fermare il selvatico. Quei cani arrivano alle corti tedesche passando per Francia, Spagna e Fiandre.
Poi arriva la tecnologia, e con lei il cambio di mestiere: con la messa a punto del fucile a due colpi, nel 1750, si comincia a sparare agli uccelli in volo davanti al cane. È il momento in cui il cane da sola ferma diventa un cane da caccia polivalente, che cerca, ferma, riporta, lavora in acqua e segue la traccia di sangue.
L’organizzazione arriva nel 1879 con lo Zuchtbuch Deutsch-Kurzhaar, il libro delle origini, e con il principe Albrecht de Solms-Braunfeld, che fissa le caratteristiche della razza, i criteri dei giudizi morfologici e le regole delle prove di lavoro. Sono quelle regole a tenere questo cane funzionale ancora oggi. Nella pagina trovi tutta la storia e i numeri italiani.
Carattere e descrizione del German Shorthaired Pointer

Lo standard lo definisce un cane aristocratico, la cui costruzione assicura potenza, resistenza e velocità: alto 62-66 centimetri nei maschi e 58-63 nelle femmine, per 25-32 chili, con la linea superiore diritta e il movimento sciolto che copre molto terreno. Il cane pesante e grossolano è un difetto grave.
La testa è asciutta, con la canna nasale leggermente montonina, il tartufo marrone e occhi in cui il marrone scuro è il colore ideale (gli occhi chiari, da rapace, sono un difetto). Il muso deve essere lungo, largo e potente, tale da permettere al cane di portare agevolmente la selvaggina. Il pelo è corto e spesso, secco e duro al tatto, e i colori vanno dal marrone unito al roano e al nero.
Sul carattere lo standard è preciso: fermo, equilibrato, affidabile, dalle reazioni controllate: né nervoso, né timido o aggressivo. Nella pagina trovi anche la spiegazione del roano come mantello mimetico, il confronto con Drahthaar e Langhaar e la salute: vive 12-14 anni, con le anche, il test della von Willebrand e la torsione dello stomaco come temi principali.
Addestramento ed educazione del German Shorthaired Pointer

Impara tutto e in fretta: con un Kurzhaar il problema non è mai l’intelligenza, è l’energia. Le priorità dei primi mesi sono socializzazione, condotta al guinzaglio, richiamo e soprattutto calma, cioè imparare a spegnersi: un cucciolo sempre stimolato diventa un adulto che non sta fermo.
Il richiamo, in un cane da ferma, è la differenza fra un cane che si porta in campagna e uno che vive al guinzaglio: si allena per anni, con premi di altissimo valore e con il fischietto, che funziona meglio della voce. L’istinto predatorio non si cancella, si gestisce. E prima dei dodici-diciotto mesi niente salti, corse su asfalto o bicicletta.
Il conto è di almeno due ore al giorno fra movimento e testa. Le attività adatte sono canicross e bikejoring, dog trekking, working test, mantrailing, nose work e pista di sangue sportiva. È una delle razze più versatili che si possano portare in un campo cinofilo.
Allevamento del German Shorthaired Pointer

Il Kurzhaar è una delle razze più diffuse d’Italia: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 22.695 cuccioli e ci sono 93 affissi attivi, con la Lombardia in testa (21), poi Emilia Romagna, Veneto e Toscana. Trovare un cucciolo, qui, non è un problema; scegliere bene lo è.
C’è però un dato da leggere: la razza è in calo. Dai 2.555 cuccioli del 2015 si è scesi ai 1.818 del 2024, quasi il 30 per cento in meno. È lo stesso movimento che riguarda tutte le razze da caccia italiane, e segue il calo dei cacciatori.
Un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.500 euro, con punte oltre i 2.000 per cucciolate da genitori titolati in prove di lavoro. Il mantenimento è quello di un cane da trenta chili, 70-110 euro al mese, e la toelettatura è quasi zero.
I controlli da pretendere: lastre di anche e gomiti di entrambi i genitori, test del DNA per la malattia di von Willebrand e una visita oculistica. E una domanda che in questa razza fa la differenza: le linee sono da lavoro o da compagnia sportiva? Un cane da field trial in una famiglia sedentaria è la ricetta per un disastro annunciato.


