Storia ed origine del Foxhound Americano
Il cane di George Washington e la prima razza americana
Poche razze hanno una storia così intrecciata con quella di un paese. Il Foxhound Americano nasce con i coloni inglesi del Seicento, prende forma nelle mani di George Washington e nel 1966 diventa il cane ufficiale dello stato della Virginia.
Qui dentro: la muta sbarcata nel 1650 e rimasta nella stessa famiglia per tre secoli, i segugi francesi regalati da La Fayette, le linee di sangue che portano il nome degli allevatori e il paradosso di una razza diffusissima e quasi sconosciuta.
Sommario
Il 1650, Robert Brooke e i primi segugi in America

La data che tutti i libri della razza citano è il 1650: l’anno in cui Robert Brooke salpa dall’Inghilterra e sbarca nel Maryland portandosi dietro la sua muta di segugi da caccia.
Quei cani, passati alla storia come Brooke hounds, restano nella stessa famiglia per quasi trecento anni: è uno dei registri di allevamento familiari più lunghi che si conoscano, e da lì discendono diverse linee di segugio americano.
Il contesto è quello delle colonie: terre enormi, boschi fitti, volpi ovunque e una nobiltà terriera che importa dall’Inghilterra il modello della caccia a cavallo. I cani inglesi però, su quei terreni, faticano: servono cani più leggeri, più veloci e con più fondo.
La selezione comincia così, in modo pratico e senza libri genealogici: si tengono i cani che reggono la giornata e si scartano gli altri. È il motivo per cui, un secolo e mezzo dopo, il foxhound americano sarà un cane diverso da quello inglese.
George Washington, il padre della razza

L’American Kennel Club è esplicito: il padre del Foxhound Americano è George Washington. A Mount Vernon teneva una muta e se ne occupava di persona, annotando nei diari accoppiamenti, nomi e caratteri dei singoli cani.
Washington importava foxhound inglesi per migliorare la sua muta, ma la svolta arriva dopo la Rivoluzione: il marchese de La Fayette gli manda in dono dei segugi francesi, dei Grand Bleu de Gascogne.
Dall’incrocio fra quei cani francesi, i discendenti dei Brooke e i foxhound inglesi nasce il tipo che conosciamo: più alto, più leggero, con un naso eccellente e una voce profonda che i francesi hanno lasciato in eredità.
Nell’Ottocento la selezione si organizza intorno ai grandi allevatori, e ancora oggi le linee storiche portano i loro nomi: Walker, Trigg, July, Goodman, Birdsong, Maupin. Il libro da cui viene la fotografia storica di questa pagina, pubblicato nel 1890, è dedicato proprio a tre di quelle linee.
Il cane ufficiale della Virginia

Nel 1966 l’assemblea generale della Virginia proclama il Foxhound Americano cane ufficiale dello stato, citando il legame con Washington e con la campagna virginiana. È uno dei pochi cani al mondo con un riconoscimento istituzionale di questo tipo.
La caccia alla volpe americana, va detto, è una cosa diversa da come la si immagina in Europa: nella maggior parte dei casi la volpe non viene uccisa, l’obiettivo è l’inseguimento e il lavoro dei cani, e la battuta finisce quando la preda si infila in tana.
Le mute sono ancora oggi decine, con centinaia di cani, e sono il vero serbatoio genetico della razza. Da lì escono i cani da field trial, le prove di lavoro americane su cui si gioca la reputazione degli allevatori.
C’è anche una piccola storia locale da raccontare: Old Limber, il foxhound del governatore del Tennessee Alfred A. Taylor, diventò un personaggio pubblico a fine Ottocento, al punto che il suo padrone gli dedicò discorsi e comizi. In America i segugi entrano in politica.
Una razza diffusissima e quasi sconosciuta

Ecco il paradosso: negli Stati Uniti ci sono migliaia di Foxhound Americani che lavorano nelle mute, eppure la razza resta stabilmente fra le meno registrate all’American Kennel Club come cane di famiglia.
Il motivo è semplice e onesto: chi alleva foxhound alleva cani da lavoro, li tiene in muta e non li iscrive ai registri da esposizione. E chi cerca un cane di casa raramente sceglie un segugio che ulula, corre per ore e non torna quando lo chiami.
In Europa la razza è rarissima. In Italia, per essere precisi, non c’è: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI non ha registrato nemmeno un cucciolo e non esiste un solo affisso.
Se ti interessa questo tipo di cane e non hai un legame particolare con l’America, la strada ragionevole è guardare al Foxhound Inglese, altrettanto raro ma più vicino, o al Beagle, che dello stesso mondo è la versione praticabile.

