Allevamento del Foxhound Americano

Perché in Italia non si trova e cosa fare se lo si vuole

Questa pagina è più breve delle altre e per un motivo semplice: in Italia il Foxhound Americano non si alleva. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI non ha registrato nemmeno un cucciolo e non c’è un solo affisso.

Qui dentro: quanto costa negli Stati Uniti, cosa comporta l’importazione, quali domande fare a un allevatore americano e quali alternative valutare prima di partire.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Foxhound Americano

Negli Stati Uniti un cucciolo da allevatore costa indicativamente fra i 500 e i 1.000 dollari. È una cifra bassa rispetto agli standard europei, e la ragione è che questa non è una razza da moda: la maggior parte dei cuccioli nasce dentro le mute da caccia e non arriva mai su un annuncio.

Il costo vero, per un italiano, è l’importazione: volo con gabbia omologata, documenti sanitari, microchip conforme, vaccinazione antirabbica con i tempi previsti, eventuale titolazione, pratiche doganali e almeno un viaggio per vedere i cani. Messo tutto insieme, il cucciolo diventa la voce meno cara del preventivo.

Il mantenimento, una volta a casa, è quello di un cane da trenta chili molto attivo: fra i 70 e i 110 euro al mese. Sulla toelettatura si risparmia tutto, sul cibo no, perché un segugio che lavora mangia sul serio.

E c’è una spesa che in questa razza non è opzionale: la recinzione. Un foxhound su una traccia non sente, non torna e cammina per chilometri. Un giardino chiuso male, con un cane così, è un problema che si presenta il primo mese.

VoceQuantoNote
Cucciolo negli Stati UnitiIndicativamente 500-1.000 dollariMolti cuccioli nascono nelle mute e non arrivano al mercato
In ItaliaNon esistono cucciolateZero iscrizioni ENCI in dieci anni e zero affissi
ImportazioneLa voce più pesanteVolo, documenti sanitari, gabbia omologata e almeno un viaggio
Mantenimento al mese70-110 euroCane da trenta chili con un appetito serio
RecinzioneDa mettere in preventivoUn segugio su una traccia non sente e non torna
ToelettaturaQuasi zeroUna spazzolata a settimana
AttesaMesiVa cercato negli Stati Uniti, non in Europa

Le domande da fare a un allevatore di Foxhound Americano

La prima domanda è che cosa fanno i suoi cani. Negli Stati Uniti esistono tre mondi diversi: i cani da muta, i cani da field trial e i pochi cani da esposizione. Sono lo stesso cane sulla carta ma con esigenze diverse: una linea da field trial è un motore che in una casa italiana rischia di non trovare sfogo.

La seconda riguarda la trombocitopatia, il difetto delle piastrine descritto in questa razza. Non esiste un test genetico di routine, ma un allevatore serio sa di cosa si parla e conosce la storia dei suoi cani: chiedere se ci sono stati episodi di sanguinamento anomalo dopo interventi o ferite è la domanda giusta.

Poi le cose consuete: lastre delle anche dei genitori, controllo dell’udito nei cuccioli con molto bianco, e la possibilità di vedere la madre e il gruppo in cui i cuccioli sono cresciuti, anche solo in videochiamata.

Infine una domanda che riguarda te più che lui: chiedere all’allevatore se, a suo giudizio, quel cucciolo può vivere nel contesto che gli descrivi. Un buon allevatore di segugi è il primo a dirti di no se gli racconti di un appartamento in città.

Le alternative da valutare prima di importarlo

Prima di affrontare un’importazione dagli Stati Uniti conviene guardare tre strade più semplici, perché in molti casi quello che si cerca non è esattamente questa razza.

Il Foxhound Inglese è il progenitore diretto: stesso mestiere, stessa struttura di muta, costruzione un po’ più pesante. È raro anche lui, ma è europeo e le distanze sono un’altra cosa.

Il Beagle è lo stesso mondo in scala ridotta: stessa passione per il naso, stessa socievolezza, stessa voce, ma in un cane da dodici chili che una famiglia italiana può gestire. In Italia si trova ovunque, ed è la risposta giusta per la maggior parte delle persone che si innamorano di un foxhound.

Infine ci sono i segugi italiani, che nessuno considera mai e che fanno esattamente lo stesso lavoro: cani da muta selezionati da secoli, con cucciolate a poche decine di chilometri da casa e allevatori con cui puoi parlare al telefono nella tua lingua.

Se dopo tutto questo la risposta resta il Foxhound Americano, allora ha senso farlo per bene: contattare l’American Foxhound Club, farsi indicare gli allevatori seri, mettere in conto mesi di attesa e un viaggio. È una razza che merita, ma va scelta con gli occhi aperti.