Braque Saint-Germain
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Braque Saint-Germain in breve
Il Braque Saint-Germain, in italiano Bracco Saint-Germain, è un cane da ferma francese alto 56-62 centimetri nei maschi e 54-59 nelle femmine. Il mantello è bianco con macchie arancio vivo e nella razza il nero è vietato: il tartufo è rosa scuro e gli occhi giallo oro. Lo standard lo dice socievole, equilibrato e affettuoso, e che ama la vita in famiglia.
Che cane è il Braque Saint-Germain

È il cane da ferma nato nei canili reali francesi: un bracco elegante e asciutto, bianco e arancio, che secondo lo standard viene dall’incrocio fra un pointer e un bracco verso il 1830.
Il dettaglio che lo distingue da qualsiasi altro bracco sta nel pigmento: in questa razza il nero non è ammesso da nessuna parte. Il tartufo è rosa scuro, gli occhi sono giallo oro, e perfino un occhio marrone è un difetto eliminatorio.
Il mantello è bianco opaco con macchie arancio vivo, e l’orecchio deve essere fulvo. Qualche leggera moschettatura è tollerata ma non cercata.
Sul carattere lo standard è insolitamente caloroso: molto socievole, equilibrato, affettuoso, facile da addestrare, molto attaccato all’uomo e amante della vita in famiglia. Con un avvertimento chiaro: non sopporta di essere maltrattato.
A caccia è un cane da selvaggina di penna che riporta con dente dolce, con una cerca di media ampiezza e un galoppo da mantenere tutto il giorno.
Due cose da sapere subito. La prima: è stata la razza da ferma più famosa di Francia nell’Ottocento, la più rappresentata alla prima esposizione canina di Parigi del 1863. La seconda: in Italia non esiste, l’ENCI non ha registrato nemmeno un cucciolo fra il 2015 e il 2024.
Storia ed origine del Braque Saint-Germain

Lo standard racconta un’origine precisa: è discendente di cani prodotti da un incrocio fra un pointer e un bracco, e la razza venne creata verso il 1830 nei canili reali di Compiègne, poi a Saint-Germain-en-Laye, la cittadina che le ha dato il nome.
Per qualche decennio è stata la razza da ferma più famosa di Francia: ebbe una grande notorietà fino all’inizio del ventesimo secolo e fu il cane da ferma più rappresentato nelle prime esposizioni canine, a partire dalla prima esposizione francese di Parigi nel 1863. Il club della razza nasce nel marzo 1913.
Poi il Pointer inglese e i bracchi tedeschi hanno preso il suo posto, e le due guerre mondiali hanno fatto il resto. Nella pagina trovi le tappe, le fotografie delle esposizioni di inizio Novecento e i numeri italiani di oggi: nessun cucciolo iscritto fra il 2015 e il 2024.
Carattere e descrizione del Braque Saint-Germain

Lo standard lo descrive molto socievole, equilibrato e affettuoso, aggiunge che non sopporta di essere maltrattato durante l’addestramento e che per il resto è facile da addestrare. È un cane da ferma francese alto 56-62 centimetri nei maschi e 54-59 nelle femmine, nato in un canile reale.
Il mantello è bianco opaco con macchie arancio vivo, e l’assenza di nero non è una preferenza estetica: è una regola assoluta, tanto che il nero su tartufo, labbra, palato o occhi è un difetto eliminatorio. La pagina spiega perché e mostra il tartufo rosa, che è il dettaglio che sorprende chi vede questo cane per la prima volta. C’è la testa e le proporzioni, con i due centimetri di tolleranza concessi ai soggetti eccezionali. C’è il carattere, con una descrizione fra le più affettuose degli standard FCI e quell’avvertimento raro sull’addestramento. C’è la salute: le stime francesi parlano di 12-13 anni, ma non esistono studi di popolazione e la pagina lo dice. C’è quanto movimento chiede. E c’è a chi è adatto. Se cerchi un bracco francese poco comune e gentile, il Saint-Germain è questo.
Addestramento ed educazione del Braque Saint-Germain

La frase da cui partire è dello standard: non sopporta di essere maltrattato durante l’addestramento, ed è per il resto facile da addestrare. Funzionano rinforzo positivo, sessioni corte e coerenza, e con lui le maniere forti non fanno danni lenti, fanno danni immediati. La pagina parte proprio da questo, perché è il punto che cambia il risultato. È un cane socievole, equilibrato e affettuoso, e su una base così si lavora bene.
Sul lavoro è un cane da selvaggina di penna: fagiano, pernice e beccaccia, che riporta con dente dolce. La sua cerca è di media ampiezza e il galoppo deve essere sostenibile per tutta la giornata, non spettacolare per dieci minuti. Nella pagina trovi come impostare la ferma senza forzare, e come si costruisce il riporto partendo dal gioco. C’è il capitolo sulle attività per chi non caccia, e la risposta è netta: servono galoppo e naso, sono le due cose per cui è stato costruito. Un Saint-Germain che ha avuto abbastanza dell’uno e dell’altro, in casa, è un cane tranquillo. Uno che non le ha avute te lo fa sapere, e non nel modo che speri. Ci sono gli errori tipici dei primi mesi, dal richiamo costruito male alla socializzazione lasciata al caso. E c’è la parte su cosa aspettarsi a ogni età, perché un cane da ferma non è pronto quando lo sei tu. Se stai pensando a questa razza e non vai a caccia, è il capitolo che ti dice come farlo funzionare lo stesso.
Allevamento del Braque Saint-Germain

In Italia il Bracco Saint-Germain non si alleva: secondo i dati ENCI non risulta iscritto nemmeno un cucciolo fra il 2015 e il 2024 e non esiste nessun affisso dedicato. Il riferimento è la Francia, dove il club di razza è attivo e le cucciolate ci sono. Un cucciolo con pedigree FCI costa fra i 900 e i 1.400 euro, e il problema è che da noi non ci sono cucciolate.
La prima domanda da fare è specifica di questa razza e riguarda il pigmento: nel Saint-Germain il nero è un difetto eliminatorio su tartufo, labbra, palato e occhi, quindi un allevatore serio sa esattamente cosa guardare in una cucciolata. Nella pagina trovi le altre verifiche, dalle radiografie alle qualifiche di lavoro dei genitori. C’è il conto dei viaggi, almeno due da 200-500 euro, uno per vedere i cani e uno per prendere il cucciolo. C’è il mantenimento, 55-85 euro al mese per un cane da 20-25 chili. Ci sono i numeri italiani, che si riassumono in una riga di zeri, e la spiegazione di come mai una razza storica sia sparita da noi. C’è la parte sui documenti da farsi consegnare quando si importa e sui tempi del pedigree. E ci sono le domande sul carattere, che in questa razza è uno dei punti forti. Se cerchi un bracco francese elegante e poco comune, la pagina ti dice da dove partire. Il francese, qui, serve più del budget.


