Shar Pei

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Lo Shar Pei in breve

Lo Shar Pei è un cane cinese da caccia e da guardia di taglia media, 44-51 centimetri per 18-29 chili, riconoscibile fra mille per le rughe sul cranio, le orecchie piccolissime, il muso da ippopotamo e la lingua blu. Lo standard lo descrive calmo, indipendente, fedele, affettuoso verso la sua famiglia. Vive 8-12 anni.

TagliaMedia
Altezza al garrese44-51 cm, uguale per maschi e femmine
PesoNon indicato dallo standard: in genere 18-29 kg
Vita media8-12 anni
MantoPelo corto, duro e irto, da 1 a 2,5 cm, senza sottopelo: mai toelettato
ColoriTutti i colori uniti, tranne il bianco
Livello di energiaMedia: due uscite vere, niente sport intensi
Adatto aChi accetta un cane indipendente e mette in conto le spese di occhi e pelle

Che cane è lo Shar Pei

Shar Pei crema con le rughe della testa ben visibili

Lo Shar Pei è il cane più riconoscibile del mondo e, proprio per questo, uno dei più fraintesi: quasi tutto quello che si crede di sapere riguarda le rughe, e sulle rughe lo standard dice il contrario di quello che ci si aspetta.

Le pieghe ci vogliono sulla testa, e sono ammesse al garrese e alla radice della coda. Sul resto del corpo e sugli arti, invece, le pieghe importanti sono un difetto eliminatorio, e lo sono anche quelle che ostacolano gli occhi. Un adulto tutto rugoso non è più tipico: è fuori standard.

Non è un dettaglio da esposizione. Uno studio del 2011 ha dimostrato che le rughe dipendono da una duplicazione del DNA vicino al gene HAS2, e che più copie significano più pelle ma anche più rischio di febbre familiare e amiloidosi. In questa razza il cane più asciutto è quasi sempre il cane più sano.

Il resto dell’aspetto è altrettanto particolare: orecchie minuscole, il muso che lo standard paragona a quello di un ippopotamo e la lingua blu nera, che se resta tutta rosa squalifica.

Il carattere è quello di un cane indipendente: calmo, silenzioso, pulito, affettuoso con i suoi e distaccato con gli estranei. Non ti segue in ogni stanza e non chiede di essere intrattenuto. Chi cerca un cane espansivo con tutti guardi altrove.

In cambio chiede attenzione quotidiana a occhi, orecchie e pieghe, e un’estate gestita con criterio. Vive 8-12 anni, e la scelta dell’allevamento conta più che in quasi ogni altra razza.

Storia ed origine dello Shar Pei

Shar Pei crema sdraiato sul suo tappetino davanti a una porta finestra

Lo standard dice che questa razza cinese è esistita per centinaia di anni nelle province lungo le coste del Mar Cinese del Sud, dove faceva il cane da caccia e da guardia. Il nome significa pelle di sabbia, e descrive la consistenza ruvida del mantello, non le rughe.

Poi c’è la parte drammatica: nel Novecento la razza rischia di sparire del tutto, perché in Cina i cani vengono drasticamente ridotti. Il salvataggio arriva negli anni Settanta, quando gli allevatori di Hong Kong lanciano un appello agli appassionati americani, e da poche decine di soggetti nasce la popolazione mondiale di oggi. La pagina racconta tutto con la tabella delle tappe, e spiega come da quel salvataggio siano nate due tipologie diverse, il tradizionale bone mouth e quello occidentale più rugoso. C’è poi un capitolo che vale la lettura: nel 2011 uno studio ha chiarito la genetica delle rughe, e la risposta ha cambiato il modo di guardare questa razza, perché lo stesso gene è collegato alla febbre familiare. La pagina lo spiega senza tecnicismi. C’è anche il confronto fra le foto dei cani cinesi degli anni Settanta e quelli di oggi, che mostra quanto la selezione occidentale abbia spinto sulle rughe. E c’è il capitolo sulla lingua blu, che questa razza condivide con il Chow Chow. Se ti piace lo Shar Pei, la sua storia dice molto su cosa comprare e cosa evitare.

Carattere e descrizione dello Shar Pei

Primo piano di profilo della testa di uno Shar Pei, con il muso largo e le orecchie piccole

Lo standard lo riassume in quattro parole: calmo, indipendente, fedele, affettuoso verso la sua famiglia. È tranquillissimo in casa, sceglie i suoi e con gli estranei resta distaccato. È un cane cinese da caccia e da guardia di taglia media, 44-51 centimetri per entrambi i sessi e in genere 18-29 chili.

Il capitolo che cambia il modo di guardare un cucciolo riguarda le rughe, ed è scritto nero su bianco nello standard: ci vogliono su testa, collo e garrese nell’adulto, mentre l’eccesso sul corpo è un difetto. Un cane carico di pieghe ovunque non è più tipico, è meno sano. La pagina lo spiega con le immagini. C’è la lingua blu-nera, tratto che lo Shar Pei condivide con il Chow Chow, e il perché. Ci sono i colori: tutti quelli uniti sono accettati tranne il bianco. C’è il pelo, corto, duro e irto, che non va mai toelettato. C’è la salute, con 8-12 anni di vita media e i tre capitoli ricorrenti, occhi, orecchie e pelle. C’è quanto movimento serve, che è poco ma regolare, e la gestione del caldo, che con questo muso conta. E c’è a chi è adatto, cioè a chi vuole un cane calmo e non chiede espansività. Se ti piace lo Shar Pei, questa pagina ti insegna a riconoscerne uno fatto bene.

Addestramento ed educazione dello Shar Pei

Primo piano di uno Shar Pei con la lingua blu nera tipica della razza

È indipendente e non lavora per compiacerti: con il cibo e la coerenza si ottiene tutto, con l’insistenza e i toni alti niente. È però un cane calmo, e le cose utili da insegnargli sono poche e chiare. Lo Shar Pei non è difficile, dice la pagina: è un cane che non ha nessuna intenzione di compiacerti, e la differenza è tutta lì.

Il capitolo che conta più degli altri è la socializzazione. Lo Shar Pei nasce come cane da guardia ed è distaccato con gli estranei per carattere: l’obiettivo dei primi mesi non è renderlo espansivo, è renderlo tranquillo di fronte al mondo. La pagina spiega come si fa e con che tempi. Poi c’è la cura quotidiana, che qui è metà del lavoro: non serve toelettatura, e lo standard è esplicito, il pelo non va mai toelettato. Serve però una routine di controllo su pieghe, orecchie e occhi, tutte le settimane, per tutta la vita. Ci sono le attività, poche e calibrate su un cane che non ama il caldo e non è un atleta. C’è quanto movimento serve. Ci sono gli errori tipici, a partire dal considerarlo un cane pigro e lasciarlo ingrassare. E c’è la parte sulla convivenza con altri cani, che va seguita. Se hai uno Shar Pei, questa pagina ti evita metà dei problemi.

Allevamento dello Shar Pei

Shar Pei dal mantello blu sdraiato davanti a casa insieme a un altro cane

In Italia lo Shar Pei sta crollando: dai 570 cuccioli del 2015 ai 137 del 2024, cioè il 76% in meno, per un totale di 3.539 cani in dieci anni. Gli allevamenti con affisso ENCI sono venti. Un cucciolo costa fra gli 800 e i 1.500 euro, ma il prezzo d’acquisto, in questa razza, è la parte meno rilevante del conto.

La prima domanda e la più importante: i genitori sono testati per la febbre familiare? Esiste un test genetico legato alla mutazione responsabile, ed è la verifica che separa chi alleva con criterio da chi vende cuccioli rugosi. Subito dopo vengono gli occhi, perché l’entropion in questa razza è frequente e i cuccioli vanno controllati presto. Nella pagina ci sono le iscrizioni anno per anno, che raccontano una moda finita. C’è il mantenimento, 80-130 euro al mese, con un accantonamento serio per occhi, orecchie e pelle: sono le tre voci che in questa razza tornano per tutta la vita. C’è l’avvertimento sui cosiddetti bear coat e sulle varianti di pelo vendute come rare, che nello standard non esistono. Ci sono le domande sulla pelle dei genitori e sulle pieghe. E c’è la parte sul perché meno cuccioli negli allevamenti seri significhi più spazio per quelli improvvisati. Se ti piace lo Shar Pei, questa pagina è la difesa migliore che hai.

Alimentazione

Per saperne di più sull’alimentazione del proprio cane consigliamo di visitare la pagina dedicata all’alimentazione, con le indicazioni valide per tutte le razze.

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Attività di uno Shar Pei

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