Storia ed origine del Terrier Brasileiro

Un terrier arrivato in valigia, e sessant’anni per farlo riconoscere

La storia di questa razza comincia con dei matrimoni. Lo dice lo standard FCI, che su questo punto è molto più romanzesco del solito, e la cosa curiosa è che è anche vero.

In questa pagina: da dove viene, perché lo chiamano Fox Paulistinha, la lunga trafila del riconoscimento e dove si trova oggi.

Sommario

Il terrier arrivato in valigia

Terrier Brasileiro bianco e nero fermo in un campo aperto, di profilo, con la coda corta

Il cenno storico dello standard è uno dei pochi che si legge come un racconto: nell’Ottocento e all’inizio del Novecento molti giovani brasiliani studiavano nelle università europee, specialmente in Francia e in Inghilterra. Questi giovani tornavano spesso sposati, e le loro mogli portavano con sé un piccolo cane di tipo terrier.

Il seguito è altrettanto asciutto e altrettanto chiaro: i giovani brasiliani e le loro famiglie tornavano nelle fattorie che avevano lasciato. Il cagnolino si adattò alla vita di fattoria e si incrociò con i cani e le cagne locali. Così si formò un nuovo tipo, e il fenotipo si fissò in poche generazioni.

Quel piccolo terrier europeo era, secondo le fonti brasiliane, un cane di tipo Jack Russell o Fox Terrier. Da lì viene anche il nome popolare con cui in Brasile lo conoscono tutti: Fox Paulistinha, il piccolo fox di San Paolo.

Nelle fazendas ha fatto quello che fanno i terrier ovunque: ha tenuto puliti i magazzini dai ratti e ha cacciato la piccola selvaggina. Poi, dice ancora lo standard, è arrivato il secondo trasloco: con lo sviluppo delle grandi città i contadini, le loro famiglie e i loro dipendenti si spostarono nei centri urbani, e in questo modo il cagnolino subì un altro cambiamento di ambiente.

È il motivo per cui oggi, in Brasile, questo è un cane da appartamento comunissimo e non un cane da fattoria.

Sessant’anni per farsi riconoscere

Se il cane si è fatto in poche generazioni, la burocrazia ci ha messo molto di più. La strada verso il riconoscimento è una storia di partenze e di frenate.

Nel 1964 viene scritto il primo standard e parte il primo tentativo di riconoscimento. Fallisce, e per un motivo molto concreto: le registrazioni sono troppo poche.

Nel 1973 la CBKC, la confederazione cinofila brasiliana, sospende il rilascio dei pedigree della razza. Per otto anni, ufficialmente, questo cane smette di esistere.

Nel 1981 un gruppo di allevatori fonda il Clube do Fox Paulistinha. Funziona: nel 1985 la CBKC ricomincia a registrare i cani, anche se all’inizio le esposizioni valgono solo su base statale.

Il 10 marzo 1995 arriva il riconoscimento provvisorio della FCI, e con quello anche il nome ufficiale: da Fox Paulistinha a Terrier Brasileiro. Il riconoscimento definitivo arriva il 21 maggio 2007.

L’ultimo aggiornamento dello standard è del 2022, e ha portato una novità che si vede: la quarta varietà di colore, la isabella.

QuandoCosa succede
Ottocento e primo NovecentoI giovani brasiliani studiano in Europa e tornano sposati: le mogli portano un piccolo terrier
Nelle fazendasIl cane si incrocia con i cani locali e il tipo si fissa in poche generazioni
Con le grandi cittàI contadini si spostano in città e il cane cambia ambiente una seconda volta
1964Primo standard e primo tentativo di riconoscimento, annullato per il numero troppo basso di registrazioni
1973La CBKC sospende il rilascio dei pedigree della razza
1981Alcuni allevatori fondano il Clube do Fox Paulistinha
1985La CBKC riprende a registrare i cani
10 marzo 1995La FCI riconosce la razza in via provvisoria e il nome ufficiale diventa Terrier Brasileiro
21 maggio 2007Arriva il riconoscimento definitivo della FCI
2022Lo standard viene aggiornato e compare la quarta varietà di colore, la isabella

Il Fox Paulistinha oggi, in Brasile e fuori

Terrier Brasileiro nero focato in piedi su un pavimento di piastrelle dentro casa

In patria questa razza non è affatto rara: è uno dei cani di casa più diffusi, e chiunque abbia camminato per un quartiere brasiliano ne ha visti a decine.

Fuori dal Brasile la storia è diversa. La razza è arrivata soprattutto nei paesi nordici, dove esistono allevamenti stabili e dove sono stati fatti gli studi genetici che oggi la riguardano.

In Europa continentale resta una razza da appassionati, e in Italia è praticamente sconosciuta: i registri dell’ENCI riportano un solo cucciolo, nato nel 2023, e nessun affisso.

È una delle poche razze brasiliane riconosciute dalla FCI, insieme al ben più noto Fila Brasileiro.

Terrier Brasileiro e Jack Russell Terrier

Chi vede un Terrier Brasileiro per la prima volta pensa quasi sempre a un Jack Russell un po’ storto. Non è un errore: la parentela c’è, ed è quella di partenza.

Il piccolo terrier che le mogli europee portarono in Brasile era, con ogni probabilità, un cane di quel tipo. Un secolo di vita brasiliana ha poi fatto il resto.

Il Jack Russell è più basso e più compatto, costruito nel rettangolo, e ha tre tipi di pelo. Il Terrier Brasileiro è più alto sulle gambe, quadrato, più leggero, e ha un pelo solo, corto e aderente.

Cambia anche la testa: le orecchie del brasiliano sono semierette con la punta ripiegata, e le focature sopra gli occhi sono obbligatorie. Il Jack Russell non ha nessuna di queste due regole.

Sul carattere sono cugini veri: due terrier svegli, instancabili e con un istinto predatorio importante.