Slovensky Hrubosrsty Stavac
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Slovensky Hrubosrsty Stavac in breve
Lo Slovensky Hrubosrsty Stavac è il bracco slovacco a pelo duro, nato nella Cecoslovacchia del dopoguerra dall’incrocio di tre razze: Bracco Tedesco a pelo duro, Weimaraner e Cane da Ferma Boemo. Misura 62-68 cm i maschi e 57-64 le femmine, ha il pelo duro con i baffi e un colore solo, il grigio. Lo standard chiede che lavori in pianura, nel bosco e in acqua, e soprattutto dopo lo sparo. In Italia non viene registrato.
Che cane è lo Slovensky Hrubosrsty Stavac

È un cane da ferma continentale del gruppo 7, sezione 1.1, riconosciuto con prova di lavoro. Il suo mestiere è la caccia con il fucile, e in particolare il recupero del selvatico ferito.
Lo riconoscete dal colore grigio, dal pelo duro di quattro centimetri e soprattutto dai baffi e dalle sopracciglia oblique, che gli danno un’espressione da vecchio professore.
Quanto è grande: 62-68 cm i maschi e 57-64 le femmine, per circa 25-35 chili.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento, naso e riporto, e possibilmente dell’acqua in cui buttarsi.
Cosa lo rende speciale: è una razza costruita a tavolino negli anni Cinquanta, con una ricetta precisa, e in lui si riconoscono tutte e tre le razze madri.
Un dettaglio che piace a tutti: i cuccioli hanno gli occhi azzurri, come nel Weimaraner, e diventano color ambra crescendo.
Da sapere prima: è un cane da lavoro che vive per stare con la sua persona, e da solo sta male.
Da sapere anche: in Italia questa razza non viene registrata. Chi la vuole guarda alla Slovacchia.
Storia ed origine dello Slovensky Hrubosrsty Stavac

Questo standard ha una particolarità che in oltre cento standard letti non ci era ancora capitata: non ha i cenni storici. Salta dalla classificazione FCI direttamente alla descrizione del cane. La spiegazione più probabile è che nel 1995 la storia della razza sembrasse troppo recente per meritare un capitolo.
La storia vera è questa, e viene dalle fonti slovacche e dai club. Lo Slovensky Hrubosrsty Stavac nasce nella Cecoslovacchia del dopoguerra: la guerra aveva fatto sparire molti buoni cani da lavoro e nel frattempo erano cambiati l’agricoltura e il modo di cacciare. Negli anni Cinquanta partono gli incroci programmati fra tre razze, iscritti in un registro sperimentale.
Le tre razze sono il Bracco Tedesco a pelo duro, da cui viene il pelo, il Weimaraner, da cui vengono il grigio e la nobiltà delle linee, e il Cane da Ferma Boemo, da cui vengono il naso e la resistenza. Tutte e tre hanno una pagina sul nostro sito, e nel bracco slovacco si riconoscono tutte e tre.
Per anni questi cani sono stati considerati una varietà del Weimaraner: la separazione arriva nel 1975. La FCI riconosce la razza in via definitiva il 17 febbraio 1982, e alla fine di quell’anno i cani registrati erano 550. Nella pagina ci sono anche i numeri britannici e una riga che dice bene che cane è: nelle prove ceche gli si chiede di cercare trenta passi davanti e ottanta per lato.
Carattere e descrizione dello Slovensky Hrubosrsty Stavac

Lo standard descrive un cane di forza moderata, di tipo da lavoro, ma con nobiltà nelle linee. Misura 62-68 cm nei maschi e 57-64 nelle femmine, e il peso non è prescritto. C’è un dettaglio raro nel formato: il rapporto corpo/altezza è 10 a 9 nei maschi e 10 a 8 nelle femmine, che sono quindi proporzionalmente più lunghe.
Gli occhi sono a mandorla e color ambra, ma lo standard aggiunge una riga bellissima: nei cuccioli e nei cani giovani sono azzurri. Viene dal Weimaraner, come il colore. Anche la pelle, in questa razza, è grigia.
Il pelo è duro, dritto e piatto, lungo circa 4 cm, con i baffi sotto il muso e le sopracciglia disposte oblique sopra gli occhi. Sia il pelo troppo lungo e setoso sia quello troppo corto e senza baffi sono difetti gravi. Il colore ammesso è uno solo, il grigio, con o senza macchie bianche e anche picchiettato: qualsiasi altro colore di fondo è squalificante.
Sul carattere lo standard dice una frase sola, nascosta nell’aspetto generale: è obbediente e facile da addestrare. Il resto si legge nel lavoro che gli assegna: pianura, bosco e acqua, e soprattutto il recupero del selvatico ferito dopo lo sparo. Vive 12-14 anni.
Addestramento ed educazione dello Slovensky Hrubosrsty Stavac

L’unica frase che lo standard dedica al carattere è anche la più utile per chi lo educa: è obbediente e facile da addestrare. È un cane costruito per lavorare con l’uomo, e con lui la durezza è del tutto inutile: bastano coerenza, rinforzo positivo e sessioni brevi.
Il fabbisogno di movimento è alto: almeno due ore al giorno se non caccia, perché al lavoro in pianura questo cane galoppa. Ma la parte che lo soddisfa sono il naso e il riporto, e l’acqua è nel suo mestiere.
La cosa per cui è stato creato è il lavoro dopo lo sparo: cercare e riportare il selvatico ferito. Si costruisce dal gioco del riporto da cucciolo, premiando il ritorno e mai il possesso. La ferma, invece, non si forza: viene da sola.
Con un cucciolo le priorità sono il riporto, l’acqua presentata presto e senza forzature, la socializzazione e il guinzaglio. E una cosa che riguarda voi più che lui: questo cane vive per stare con la sua persona, e otto ore di solitudine al giorno non fanno per lui.
Allevamento dello Slovensky Hrubosrsty Stavac

In Italia lo Slovensky Hrubosrsty Stavac non c’è: il registro dell’ENCI non riporta nascite e non risultano affissi. Ma anche fuori dalla Slovacchia i numeri sono piccoli: chi lo vuole deve guardare alla Slovacchia e alla Repubblica Ceca, dove la razza è allevata da chi la usa a caccia. Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.000-1.600 euro.
Con un cane da ferma le domande sono quelle del lavoro e quelle della salute, e in questa razza ce n’è una in più sul mantello: il pelo duro tipico va verificato nei genitori, perché in una razza giovane e poco diffusa la variabilità è ancora alta. La pagina elenca tutto, dalle lastre delle anche ai risultati nelle prove. Ci sono i numeri italiani, cioè zero, e quelli dei paesi d’origine. C’è il conto del viaggio e dei documenti per importare. C’è il mantenimento di un cane da trenta chili. C’è la storia della razza, nata negli anni Cinquanta dall’incrocio di tre razze da ferma, che spiega perché sia rimasta così circoscritta. E ci sono le alternative da valutare per chi cerca un cane da ferma a pelo duro reperibile in Italia. Se ti interessa questa razza dell’Europa centrale, la pagina ti dice come muoverti.
Le tre razze da cui nasce

Questa razza è una delle poche di cui si conosce la ricetta esatta. Negli anni Cinquanta, in Cecoslovacchia, sono state incrociate tre razze da ferma, e ognuna ha lasciato una cosa precisa. Dal Bracco Tedesco a pelo duro viene il pelo, con i baffi e le sopracciglia; dal Weimaraner vengono il grigio, l’eleganza delle linee e gli occhi azzurri dei cuccioli; dal Cane da Ferma Boemo arriva il resto del carattere da lavoro.
Nella pagina del Weimaraner trovi il cane grigio più riconoscibile che esista: 59-70 centimetri nei maschi per 30-40 chili, manto grigio argento, capriolo o topo, con la testa più chiara. C’è un capitolo messo apposta all’inizio, quello sulla solitudine, perché è l’informazione che decide se la razza fa per te: lasciato solo troppe ore, questo cane si disfa. È anche la ragione numero uno per cui i Weimaraner finiscono in cerca di una nuova famiglia. C’è la storia, che parte dalla corte di Weimar e dalla caccia grossa dell’Ottocento, e spiega perché per tanto tempo la razza sia stata tenuta chiusa in poche mani. C’è l’addestramento, dove lo standard scrive facile da addestrare ed è vero, a patto di usare solo rinforzo positivo con un cane così sensibile. Ci sono i numeri italiani, in forte calo: dal picco di 1.630 cuccioli nel 2021 ai 735 del 2024, con 45 allevamenti con affisso. Leggere le tre razze madri accanto alla nostra fa capire cosa è stato preso da ciascuna. Il grigio si vede subito, il resto si vede al lavoro. Ed è lì che questa combinazione mostra perché è stata tentata.


