Carattere e descrizione dello Slovensky Hrubosrsty Stavac
Il bracco slovacco a pelo duro: aspetto, il grigio, il pelo e la salute
Lo Slovensky Hrubosrsty Stavac è il bracco slovacco a pelo duro, un cane da ferma nato dopo la guerra da tre razze diverse. Il suo colore è uno solo, e lo standard lo chiama semplicemente grigio.
In questa pagina: com’è fatto, il pelo con i baffi, il colore, il carattere e la salute.
Sommario
Lo Slovensky Hrubosrsty Stavac in breve
Razza slovacca, gruppo 7 sezione 1.1 (cani da ferma continentali di tipo braque), standard FCI 320, con prova di lavoro. Altezza 62-68 cm nei maschi e 57-64 nelle femmine. Il pelo è duro e lungo circa 4 cm, con baffi e sopracciglia, e il colore ammesso è uno solo: il grigio. Lo standard dice che deve saper lavorare in pianura, nel bosco e in acqua, e soprattutto dopo lo sparo, cercando e riportando il selvatico ferito. Ed è obbediente e facile da addestrare.
Com’è fatto uno Slovensky Hrubosrsty Stavac

Lo standard lo descrive in una riga che dice già molto: cane di forza moderata, di tipo da lavoro, ma con nobiltà nelle linee.
Quella nobiltà è la parte che gli viene dal Weimaraner, una delle tre razze che lo hanno prodotto. Il resto, dice il testo, deve essere solidamente costruito ma non di tipo pesante.
Le misure sono 62-68 cm nei maschi e 57-64 nelle femmine. Il peso, curiosamente, lo standard non lo dà affatto: nella pratica un adulto sta fra i 25 e i 35 chili.
Sul formato c’è un dettaglio che si legge di rado. Il rapporto fra lunghezza del corpo e altezza al garrese è di 10 a 9 nei maschi e di 10 a 8 nelle femmine: le femmine, cioè, sono proporzionalmente più lunghe. Pochissimi standard distinguono il formato per sesso.
La testa è sufficientemente lunga e asciutta, con il cranio rettangolare, le arcate sopracciliari pronunciate e uno stop di circa 45 gradi.
Gli occhi sono a mandorla e color ambra, con espressione intelligente. E poi c’è la riga più bella del capitolo: nei cuccioli e nei cani giovani sono azzurri. È la stessa cosa che succede nel Weimaraner, e viene da lì.
Anche la pelle è grigia: in questa razza il colore non sta solo nel pelo.
Come per il Segugio Serbo, anche questo standard è pieno di angoli in gradi: scapolo-omerale 110, gomito 135, anca 80-85, ginocchio 125-130, garretto 125-135.
Sul movimento la riga è breve e pratica: equilibrato, vivace; al lavoro in pianura il cane galoppa.
Il pelo, i baffi e le sopracciglia

Il pelo è quello che dà il nome alla razza: hrubosrsty vuol dire a pelo duro, e viene dal Bracco Tedesco a pelo duro.
Lo standard descrive un sottopelo corto e fine, che normalmente si perde in estate, e un pelo di copertura di circa 4 centimetri, duro, dritto e piatto.
Poi entra nel dettaglio della testa, e qui c’è tutto il carattere di questa faccia. Sotto il muso il pelo è più lungo e più morbido e forma i baffi. Sopra gli occhi è più marcato e disposto obliquo, il che gli dà quelle sopracciglia da vecchio professore. Su fronte e occipite invece è corto e duro, e sulle orecchie è corto e morbido.
La coda è molto pelosa.
Lo standard è severo in entrambe le direzioni: il pelo troppo lungo o setoso è un difetto grave, ma lo è anche il pelo troppo corto e senza baffi. Un bracco slovacco senza i baffi non è nel tipo.
Sulla manutenzione: è un pelo da lavoro, non da toilettatura. Spazzolate regolari, un po’ di stripping quando il pelo morto non se ne va da solo, e nient’altro.
Il grigio, e soltanto il grigio
Il colore di questa razza è uno solo, e lo standard lo mette in chiaro fin dall’aspetto generale: il colore di base del mantello è chiamato grigio.
Tecnicamente lo standard lo definisce sabbia ombreggiato di marrone, e aggiunge fra parentesi che viene chiamato grigio. È lo stesso grigio del Weimaraner, ed è da lì che arriva.
Dentro quel colore lo standard ammette tutte le varianti: il grigio con sfumature più chiare e più scure senza nessun bianco, il grigio con macchie bianche su arti e petto, e il grigio con macchie più o meno grandi, eventualmente picchiettato, cioè roano.
Quello che non è ammesso è chiaro: un colore troppo chiaro, che vada verso il quasi bianco, è un difetto grave, e qualsiasi colore di fondo diverso dal grigio è un difetto squalificante.
Nella pratica, se vedi un bracco a pelo duro fulvo, nero o marrone, non è uno Slovensky Hrubosrsty Stavac.
Il carattere dello Slovensky Hrubosrsty Stavac
Qui bisogna dire una cosa scomoda: questo standard non ha un capitolo sul carattere. L’unica frase che ne parla è nascosta nell’aspetto generale, ed è questa: è obbediente e facile da addestrare.
Quattro parole. Ma per chi cerca un cane da ferma sono quattro parole importanti, perché descrivono esattamente il motivo per cui questa razza è stata creata: un cane collaborativo, che lavora con l’uomo e non per conto suo.
Il resto del carattere si legge nel lavoro che lo standard gli assegna. Deve essere capace di lavorare in pianura, nel bosco e in acqua, e soprattutto dopo lo sparo, cercando e riportando il selvatico ferito.
Quest’ultima è la sua specialità e dice molto di che cane è. Il recupero del ferito è la parte del lavoro che richiede più metodo, più naso e più pazienza: un cane che ferma bene ma non recupera è metà cane, e questa razza è stata costruita per fare la seconda metà.
In famiglia è un cane attaccato ai suoi, tranquillo in casa se fuori ha lavorato, e senza particolare diffidenza verso gli estranei: non è un cane da guardia.
Con gli altri cani va d’accordo, perché a caccia si lavora spesso in compagnia. Con gatti e animali piccoli vale la cautela di tutti i cani da caccia, ma un cane da ferma è in genere più gestibile di un segugio.
L’unica cosa che non sopporta è la solitudine. È un cane da ferma, e i cani da ferma vivono in funzione della persona con cui lavorano: lasciato in giardino da solo tutto il giorno diventa un cane infelice e rumoroso.
Quanto vive uno Slovensky Hrubosrsty Stavac e di cosa si ammala
È un cane da lavoro rustico, con una vita media di 12-14 anni. Studi epidemiologici pubblicati sulla razza non ce ne sono, e con questi numeri è comprensibile.
C’è però un dato strutturale che gioca a favore: questa razza è nata negli anni Cinquanta dall’incrocio di tre razze diverse. La base genetica di partenza è più larga di quella di molte razze antiche costruite su pochi soggetti.
Le cautele sono quelle dei cani da ferma di taglia grande. La prima è la displasia dell’anca: lastre ufficiali dei genitori, e si chiedono senza imbarazzo.
La seconda riguarda gli occhi. Lo standard mette entropion ed ectropion fra i difetti squalificanti, insieme al prognatismo e agli appiombi irregolari: quando un testo li mette lì, vuol dire che nella popolazione ci sono stati.
La terza è la torsione dello stomaco, il rischio di tutti i cani grandi e profondi di torace: pasti divisi e niente sforzi dopo mangiato.
La quarta sono le orecchie, pendenti e aderenti come in tutti i bracchi: controllo e pulizia dopo ogni uscita, soprattutto se il cane lavora in acqua.
E poi ci sono le cose che vengono dal lavoro: ariste, spine, tagli ai cuscinetti.
A chi è adatto lo Slovensky Hrubosrsty Stavac
È adatto ai cacciatori, e in particolare a chi cerca un cane da ferma completo: che cerchi, che fermi, che vada in acqua e che recuperi il ferito.
È adatto a chi vuole un cane collaborativo. Quella frase dello standard, obbediente e facile da addestrare, non è messa lì per caso.
È adatto a chi può dargli lavoro vero tutti i giorni, o almeno due ore di movimento e di naso.
È adatto a chi vive in campagna o in collina e non teme un cane che si sporca.
Non è adatto all’appartamento in città senza sfoghi seri.
Non è adatto a chi sta fuori tutto il giorno: è un cane che vive per stare con la sua persona, e da solo si spegne.
Non è adatto a chi lo cerca comodo: in Italia questa razza non viene registrata, e trovarne uno significa guardare in Slovacchia o in Repubblica Ceca.
E non è adatto a chi lo vuole solo perché è grigio. Se cerchi quel colore e basta, il Weimaraner è molto più facile da trovare. Questo è un cane costruito per il lavoro dopo lo sparo.




