Schillerstovare

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Lo Schillerstovare in breve

Lo Schillerstovare è il segugio svedese che caccia la lepre e la volpe da solo, dando voce: 53-61 cm i maschi e 49-57 le femmine, per circa 18-25 chili. Pelo duro e aderente, sempre fulvo con la mantellina nera, e orecchie corte che non superano la metà del muso. Nasce dai cani di un contadino, Per Schiller, visti alla prima esposizione svedese del 1886. In Svezia oggi ne nascono meno di sessanta l’anno.

TagliaMedia: 53-61 cm i maschi e 49-57 le femmine
Altezza al garreseMaschi 53-61 cm (ideale 57), femmine 49-57 cm (ideale 53)
Peso18-25 kg circa: lo standard non lo prescrive
Vita media12-15 anni
MantoPelo duro, non troppo corto, molto aderente al corpo
ColoriFulvo con la mantellina nera ben definita
Livello di energiaAlto: è un segugio da lavoro che caccia da solo per ore
Adatto aCacciatori e a chi può dargli chilometri e lavoro di naso

Che cane è lo Schillerstovare

Schillerstovare fulvo con la mantellina nera, di profilo

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.2, riconosciuto con prova di lavoro, e il suo mestiere è scritto in due righe che dicono anche cosa non è: segugio che dà voce, usato per la caccia alla lepre e alla volpe. Non è un cane da muta.

Lo riconoscete dal mantello fulvo con la mantellina nera netta sul dorso e dalle orecchie corte, che per un segugio sono una sorpresa: non devono superare la metà del muso.

Quanto è grande: 53-61 cm i maschi e 49-57 le femmine, con la taglia ideale indicata in 57 e 53 cm.

Cosa chiede: due ore al giorno fra camminate e lavoro di naso. È un cane che in caccia insegue per ore, da solo.

Cosa lo rende speciale: la caccia svedese a cane singolo. Il cane mette in movimento la lepre e la insegue dando voce, mentre il cacciatore, che non lo vede, lo ascolta e capisce dove sta andando la caccia.

Da sapere prima: abbaia perché è il suo lavoro, e in Italia questa razza non c’è.

E c’è una cosa che merita di essere detta: in Svezia lo Schillerstovare è in difficoltà, con 59 cuccioli nati nel 2024 e un progetto di salvataggio in corso.

Storia ed origine dello Schillerstovare

Giovane Schillerstovare in piedi su un piazzale

Lo Schillerstovare ha un atto di nascita preciso, ed è scritto nel suo standard: alla prima esposizione canina svedese, nel 1886, erano esposti circa 189 segugi, e fra loro c’erano Tamburini e Ralla 1, una sorella e un fratello di proprietà di un contadino di nome Per Schiller. Da lui viene il nome della razza.

Quei due cani discendevano da segugi famosi della tenuta di Kaflas e, probabilmente, da cani della Germania meridionale: erano già fulvi con la mantellina nera. Alla base si aggiunsero poi segugi svizzeri e una considerevole infusione di segugi britannici, soprattutto Harrier. Il kennel club svedese riconobbe la razza nel 1907.

Nella pagina c’è anche il capitolo che spiega una cosa che a un cacciatore italiano suona strana: perché in Scandinavia il segugio caccia da solo. Il cane mette la lepre in movimento e la insegue dando voce; la lepre gira in cerchio e torna dove il cacciatore aspetta. Tutto il lavoro lo fa il cane, e l’umano lo ascolta.

E poi c’è la parte difficile. Le registrazioni svedesi sono passate da 335 cuccioli nel 1990 a 59 nel 2024, e la base genetica si è ristretta. Dal 2023 al 2027 è in corso un progetto sostenuto dal kennel club svedese che prevede l’incrocio con il segugio serbo, con due cani importati dalla Serbia nel 2023, per tornare ad almeno 130 cuccioli l’anno.

Carattere e descrizione dello Schillerstovare

Schillerstovare di fronte, con il muso lungo e gli occhi scuri

Lo standard lo descrive come ben proporzionato, leggermente rettangolare, asciutto e nobile, con un’impressione di velocità e forza: 53-61 cm nei maschi e 49-57 nelle femmine, con una taglia ideale indicata in 57 e 53 cm. Fra i difetti c’è una voce che si legge di rado, la mancanza di dimorfismo sessuale.

Le orecchie sono la sorpresa: pendenti e triangolari, ma corte, perché la loro lunghezza non deve superare la metà del muso. Per chi conosce i segugi mediterranei, con orecchie che arrivano oltre il tartufo, è una misura che spiazza, e racconta un cane fatto per correre nel bosco.

Il colore è uno solo ma descritto con precisione da sarto: fulvo con la mantellina nera ben definita, con il nero su nuca, dorso, fianchi e rene e il fulvo su testa, gola, petto e arti. Sono difetti sia una mantellina sfumata sia una troppo estesa, e nell’adulto i peli neri mescolati nel fulvo non sono ammessi.

Sul carattere lo standard usa due parole soltanto, vivace e attento, ma nelle squalifiche ne aggiunge una terza che dice molto: il distacco. Un cane indifferente, in questa razza, è escluso. Vive 12-15 anni ed è rustico: il suo problema sanitario vero è la base genetica ristretta.

Addestramento ed educazione dello Schillerstovare

Testa di profilo di uno Schillerstovare con le orecchie corte e pendenti

Con un segugio nordico non si costruisce un cane che esegue: si costruisce un cane che lavora da solo e che torna. Lo Schillerstovare è fatto per inseguire una lepre per ore, lontano dal cacciatore, che lo segue con le orecchie.

Il fabbisogno di movimento è alto, circa due ore al giorno per un cane che non caccia, con una parte importante di lavoro di naso: quaranta minuti di ricerca olfattiva valgono più di due ore di passeggiata. In casa, se ha lavorato, è tranquillo.

Sul richiamo la pagina dice la verità: con un cane su una traccia calda perde quasi sempre. Si costruisce comunque da cucciolo, si premia sempre il rientro, si sceglie con attenzione dove lasciarlo libero e si mette in conto un collare GPS.

E poi c’è la voce, che in questa razza non è un difetto ma uno strumento di lavoro: lo standard dice che è un segugio che dà voce, e in Svezia è così che il cacciatore capisce dove sta andando la caccia. In città, però, è un problema che nessun addestramento risolve del tutto.

Allevamento dello Schillerstovare

Testa di uno Schillerstovare che mostra le orecchie triangolari

In Italia lo Schillerstovare non esiste: zero nascite e zero affissi registrati. È una razza svedese, e vive dove si caccia la lepre con il cane singolo.

Ma la notizia più importante è che la razza è in difficoltà anche a casa sua. Le registrazioni svedesi sono passate da 335 cuccioli nel 1990 a 59 nel 2024, e la base genetica si è ristretta al punto che il kennel club svedese ha finanziato un progetto di salvataggio, attivo dal 2023 al 2027, che prevede l’incrocio con il segugio serbo.

Chi volesse un cucciolo dovrebbe rivolgersi direttamente agli allevatori svedesi, sapendo che si tratta di cani venduti soprattutto fra cacciatori e che la razza ha priorità diverse dal mercato: prima di tutto deve sopravvivere.

Nella pagina trovate comunque cosa chiedere, cosa guardare in un cucciolo e la domanda che con un segugio vale più di tutte le altre: hai un modo per fargli usare quel naso, tutte le settimane, per i prossimi dodici anni?

Alimentazione

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Attività di uno Schillerstovare

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Pista di sangue

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Nose Work

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Dog Trekking

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