Addestramento ed educazione del Pharaoh Hound
Un cane primitivo veloce come pochi: recinto, richiamo e movimento
Il Pharaoh Hound è attento, intelligente e collaborativo quando gli va, ma resta un cane primitivo: nato per cacciare da solo, di notte, su terreni difficili. Educarlo vuol dire soprattutto costruire abitudini, non pretendere obbedienza.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il richiamo e la predatorietà, il recinto, quanto movimento serve e cosa fare del freddo.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

La prima priorità è la socializzazione: persone, rumori, altri cani, città. È un cane amichevole per standard, ma i cani primitivi hanno bisogno di conoscere il mondo presto, altrimenti diventano diffidenti.
La seconda è il richiamo, da cominciare subito e da pagare sempre bene. Non diventerà mai un richiamo da Border Collie, e va bene così: l’obiettivo è avere una risposta affidabile in spazi chiusi e una buona abitudine a controllarvi.
La terza è il guinzaglio. Un Pharaoh Hound adulto che parte dietro a qualcosa trascina una persona: insegnargli a camminare senza tirare da cucciolo è molto più semplice.
La quarta è la gestione della casa. È un cane che salta, si arrampica e conquista i divani con naturalezza: le regole vanno decise il primo giorno, perché è bravissimo a rinegoziarle.
Sul metodo: rinforzo positivo, sessioni brevissime, cibo buono. I cani primitivi si annoiano in fretta e non sopportano le costrizioni: con questa razza il braccio di ferro non porta a niente, se non a un cane che si allontana.
Il richiamo, la predatorietà e il recinto
Questa è la parte pratica che decide se vivrete bene con questo cane oppure no.
Il Pharaoh Hound caccia a vista oltre che al naso, ed è molto veloce, come dice il suo standard. Davanti a un gatto, a un capriolo o a un sacchetto di plastica che vola, la sequenza è: vede, parte, e a quel punto è già lontano. Non è disobbedienza: è predatorietà, e non si educa via.
Da qui derivano due regole semplici. La prima: in spazi aperti non recintati si sta al guinzaglio o in lunghina, sempre. La seconda: il recinto di casa deve essere alto e senza appigli, perché questo cane salta e si arrampica meglio di quanto sembri.
Nei campi di sgambatura recintati, invece, dategli corda: vedere un Pharaoh Hound che corre a piena velocità è uno degli spettacoli più belli della cinofilia, e per lui è un bisogno vero.
Con i gatti di casa la convivenza è possibile se il cane cresce con loro, ma va gestita e non data per scontata. Con conigli, criceti e piccoli animali no: è letteralmente il cane selezionato per prenderli.
Sulla voce: a Malta questi cani abbaiano per segnalare la preda, ed è un abbaio acuto e squillante. In casa non sono cani rumorosi, ma sanno farsi sentire quando si eccitano.
Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Il Kennel Club indica più di due ore al giorno. Non è un numero gonfiato: è un cane costruito per coprire terreno, e senza movimento diventa nervoso e distruttivo.
La forma di movimento che gli serve è la corsa libera in sicurezza: un campo recintato dove possa scattare, girare e fermarsi. Venti minuti così valgono un’ora di guinzaglio.
Fra le discipline organizzate, quelle che gli calzano sono la corsa dietro allo zimbello (il lure coursing) e il racing su pista, dove insegue un richiamo artificiale in tutta sicurezza. Sono attività pensate per i levrieri e i cani primitivi, e questa razza le ama.
Va bene anche il nose work: ricordiamoci che è un cane che caccia anche di naso, e i giochi olfattivi lo stancano più di quanto ci si aspetti.
Il dog trekking è un’ottima scelta nelle mezze stagioni: è resistente e cammina volentieri per ore.
Due limiti da rispettare: il caldo estremo, perché anche se viene da Malta resta un cane che si affatica sotto il sole a picco, e il freddo, che per lui è il problema più serio, come vediamo qui sotto.
Il freddo, la pelle e la manutenzione

Sulla manutenzione c’è poco da dire, ed è una buona notizia: il Kennel Club indica una toelettatura una volta a settimana, e in pratica basta un guanto di gomma.
Il pelo è corto e lucido, senza frange: non ci sono nodi, non c’è sottopelo da cardare, non serve il toelettatore. Perde poco pelo e ha poco odore.
Il rovescio della medaglia è il freddo. Un cane senza sottopelo, senza frange e con pochissimo grasso corporeo, in inverno, soffre. Il cappottino non è un accessorio da instagram: è attrezzatura.
E soprattutto: questo cane non vive fuori. Non in giardino, non in box, in nessuna stagione. Sta in casa, possibilmente sul divano, che è esattamente dove vuole stare.
La pelle è sottile e si graffia facilmente fra i rovi: dopo una corsa in campagna conviene passargli le mani addosso e controllare zampe e fianchi.
Ultima cosa, la più semplice e la più importante: il peso. Un Pharaoh Hound deve restare asciutto, con le costole che si sentono sotto le dita. È un cane che sembra magro anche quando è nella forma giusta.
Gli errori tipici con un Pharaoh Hound
Lasciarlo libero in campo aperto. Caccia a vista ed è velocissimo: quando parte, è partito.
Sottovalutare il recinto. Salta e si arrampica: la rete bassa non serve a niente.
Tenerlo in giardino. Senza sottopelo e senza grasso, il freddo è un problema serio.
Pretendere obbedienza meccanica. È un cane primitivo: collabora, non esegue.
Usare metodi duri. Con questa razza si ottiene solo un cane che si chiude.
Dargli poco movimento. Più di due ore al giorno è il fabbisogno indicato dal Kennel Club.
Farlo ingrassare. Un Pharaoh Hound in sovrappeso perde tutto quello che lo rende quello che è.

