Carattere e descrizione del Norwich Terrier
Aspetto, i colori e il temperamento del terrier con le orecchie dritte
Il Norwich Terrier è uno dei terrier più piccoli: cinque chili scarsi, orecchie erette e, con le parole del suo standard, un carattere amorevole, non litigioso, tremendamente attivo.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatto, l’unico dettaglio che lo separa dal Norfolk, i colori, il carattere e il tema sanitario che in questa razza va conosciuto prima di comprare un cucciolo.
Sommario
Il Norwich Terrier in breve
Il Norwich Terrier è un terrier britannico di taglia molto piccola: altezza ideale 25 centimetri e circa 5 chili. Ha pelo ruvido, fil di ferro, con un collare più lungo sul collo che gli incornicia il muso, nei colori fulvo, grano, nero e fuoco o brizzolato. Le orecchie erette sono la differenza con il Norfolk. Carattere, testuale: amorevole, non litigioso, tremendamente attivo. Vivace e senza paura.
Quanto è grande un Norwich Terrier

Lo standard apre così: uno dei terrier più piccoli. L’altezza ideale è 25 centimetri al garrese, il peso non è indicato e nella pratica sta intorno ai 5 chili.
La descrizione dell’aspetto sta in quattro aggettivi: basso, perspicace, compatto e forte, con buona sostanza e ossatura. Nella classificazione FCI sta fra i terrier di piccola taglia a gamba corta, e quella gamba corta è il tratto di un cane nato per entrare nelle tane.
Il corpo è compatto, con la linea superiore orizzontale, il dorso e il rene corti e una cassa toracica lunga e con costole ben cerchiate. Tanto motore in poco spazio.
I piedi hanno una descrizione che piace sempre: arrotondati, di gatto, con buoni cuscinetti.
E poi c’è la riga che nessuno standard di cane da compagnia contiene: onorevoli ferite, derivanti dal lavoro, non devono essere penalizzate. Un Norwich che entra in ring con una cicatrice presa in tana non perde punti.
Le orecchie: la differenza con il Norfolk Terrier

Se devi distinguere un Norwich da un Norfolk, guardate una cosa sola: le orecchie. Nel Norwich sono eretti, ben distanziati sulla sommità del cranio… di media misura con l’estremità appuntita.
Lo standard aggiunge un dettaglio che rassicura chi ha un cucciolo: perfettamente eretti quando vengono rialzati, possono stare abbassati all’indietro quando il cane non è in attenzione. Un Norwich rilassato può portarli giù, e va benissimo.
Non è un dettaglio da appassionati: è letteralmente la ragione per cui esistono due razze. Fino al 1964 erano lo stesso cane, iscritto al Kennel Club come Norwich Terrier a orecchie erette e Norwich Terrier a orecchie cadenti.
Se vuoi il confronto completo, la scheda del cugino sta qui: Norfolk Terrier.
Il resto della testa è terrier puro: cranio leggermente arrotondato, ampio, stop ben definito, muso a forma di cuneo e forte, con una proporzione precisa: la lunghezza del muso è circa di un terzo inferiore alla distanza fra l’occipite e la base dello stop.
Gli occhi hanno la descrizione più bella del documento: relativamente piccoli, di forma ovale, scuri, espressivi, brillanti e dallo sguardo penetrante.
Il pelo e i colori del Norwich Terrier

I colori ammessi sono quattro famiglie: tutte le tonalità del fulvo, grano, nero e fuoco o brizzolato. Il fulvo, in tutte le sue sfumature, è di gran lunga il più comune.
Il grano (wheaten) è la versione chiara, quasi biondo paglia. Il brizzolato (grizzle) è il colore antico dei terrier da lavoro inglesi, con peli chiari e scuri mescolati. Il nero e fuoco è il meno frequente ma perfettamente tipico.
Sul bianco il Norwich è più severo del cugino: segni bianchi o macchie sono indesiderabili. Nel Norfolk la formula è non desiderate, ma permesse: una sfumatura piccola, ma c’è.
Il pelo è ruvido, fil di ferro, diritto, ben adagiato sul corpo, con fitto sottopelo. È un cappotto impermeabile, non un vezzo.
E qui c’è il dettaglio che il Norfolk non ha: più lungo e ispido sul collo, dove forma un collare che incornicia il muso. Quel collare è la firma del Norwich, e un toelettatore che non lo sa lo rade via.
Sul resto della testa il pelo è corto e liscio, tranne che per leggeri baffi e sopracciglia. Leggeri: niente barbone da schnauzer.
Il carattere del Norwich Terrier

Lo standard è generoso e preciso: di carattere amorevole, non litigioso, tremendamente attivo con forte costituzione. Vivace e senza paura.
Tremendamente attivo è la parte che va presa alla lettera. Cinque chili di cane con il motore di uno molto più grande: se pensate che un terrier piccolo si accontenti di poco, questo non è il cane giusto.
Non litigioso è invece il tratto che lo distingue da tanti altri terrier. Il cenno storico lo dice chiaro: è assolutamente senza paura ma non è attaccabrighe. Con gli altri cani è socievole, e i Norwich vivono bene anche in gruppo con altri della loro razza.
Amorevole è la parte domestica: è un cane che sta in mezzo alla famiglia, partecipa a tutto e sopporta male la solitudine.
Quello che resta intatto è la meravigliosa disposizione alla caccia di cui parla lo standard. Tradotto in pratica: scava, insegue tutto quello che si muove nell’erba e davanti a un movimento improvviso il richiamo evapora. Criceti e conigli in casa sono una brutta idea.
Ed è un cane vocale, come tutti i terrier: sente arrivare qualcuno e lo dice. In appartamento è la cosa su cui lavorare da cucciolo.
Quanto vive un Norwich Terrier e di cosa si ammala

La stima dei club è di 12-15 anni. C’è però un tema sanitario che in questa razza è documentato meglio che in quasi tutte le altre, e riguarda le vie respiratorie.
Si chiama sindrome delle alte vie respiratorie del Norwich Terrier (in inglese upper airway syndrome, UAS). I cani colpiti hanno il palato molle allungato e ispessito, edema del rinofaringe e i sacculi laringei everti: in pratica un’ostruzione simile a quella dei cani brachicefali, in un cane che brachicefalo non è.
I numeri arrivano da uno studio pubblicato su PLOS Genetics nel 2019, che ha esaminato in laringoscopia 401 Norwich Terrier: il 65,8% mostrava segni da lievi a gravi. Nello stesso studio, tutti e dodici i Norfolk esaminati erano indenni.
Lo studio ha anche trovato il colpevole genetico: una variante del gene ADAMTS3, sul cromosoma 13. Non funziona come un semplice dominante o recessivo: è un fattore di rischio, e chi ne ha due copie sta peggio. Fra i Norwich gravemente colpiti, 61 su 81 erano omozigoti.
Curiosità che dice molto: lo stesso allele è frequentissimo nel Bulldog (frequenza 0,85) e presente nel Bouledogue francese, cioè nelle razze con la sindrome brachicefalica.
Il resto del programma sanitario è quello classico dei terrier piccoli: il club americano chiede anche, rotule e occhi per il numero CHIC, e consiglia il pannello DNA con lussazione del cristallino, mielopatia degenerativa e von Willebrand.
Nel Regno Unito il Norwich è in categoria 2 del Breed Watch, la lista dei punti su cui i giudici devono vigilare, con preoccupazioni di tipo conformazionale. Il Norfolk, per confronto, è in categoria 1.
A chi è adatto il Norwich Terrier
È adatto a chi vuole un terrier vero in formato piccolo: sveglio, coraggioso e tremendamente attivo, ma amorevole e non litigioso. Va bene in appartamento, con le famiglie e con i bambini, purché esca sul serio.
È adatto anche a chi ha altri cani: è uno dei terrier più socievoli con i suoi simili.
Non è adatto a chi non vuole sentir parlare di stripping, due o tre volte l’anno per tutta la vita del cane. Non è adatto a chi ha piccoli animali in casa, e non è adatto a chi cerca un cane silenzioso.
E soprattutto non è adatto a chi compra al buio: in questa razza la domanda sul respiro dei genitori viene prima di tutte le altre.
In Italia si trova: 135 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e tre affissi attivi, in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

