Allevamento del Norwich Terrier

Quanto costa un cucciolo, il test del respiro e i numeri italiani

Il Norwich Terrier in Italia si trova, ma con pazienza: 135 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, con anni da venti e anni da tre, e tre affissi attivi.

In questa pagina: quanto costa, la domanda sanitaria che viene prima di tutte, cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Norwich Terrier

Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.500 e i 2.200 euro. Con tre allevamenti attivi e una media di una dozzina di cuccioli l’anno, è una razza che si trova mettendosi in lista, ma senza pretendere di scegliere il mese.

Chi alleva sul serio mette nel prezzo la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i controlli sanitari dei riproduttori e due mesi di cuccioli cresciuti fra le persone.

Il mantenimento è fra i più bassi che ci siano: 40-60 euro al mese per un cane da cinque chili.

La voce che va messa in conto è lo stripping: 40-70 euro a seduta, due o tre volte l’anno, per tutta la vita del cane. Non si può saltare, perché la tosatura rovina il pelo, e in questa razza il toelettatore va anche istruito a non togliere il collare.

Un avvertimento che vale per tutte le razze rare ma qui doppiamente: diffida dei cuccioli senza pedigree a prezzo basso. Norwich e Norfolk si confondono facilmente, e senza documento non sai nemmeno quale delle due razze state comprando.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree1.500-2.200 euroForbice italiana, con tre affissi attivi
Senza pedigreeDa evitareIn una razza così il documento e l’unica garanzia
Il test ADAMTS3Nessun costo per teVa chiesto il referto dei riproduttori
Primo anno400-600 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese40-60 euroCane da cinque chili: mangia pochissimo
Stripping40-70 euro a sedutaDue o tre volte l’anno, oppure si impara a farlo
Mai tosareCosto zero, danno altoIl pelo tosato ricresce morbido e sbiadito
Dove si trovaToscana, Emilia Romagna e LombardiaTre affissi in tre province

La domanda da fare prima di tutte: come respirano

Primo piano di profilo del muso di un Norwich Terrier

Il tema sanitario numero uno del Norwich Terrier è la sindrome delle alte vie respiratorie: palato molle allungato e ispessito, edema del rinofaringe, sacculi laringei everti. Un’ostruzione da cane brachicefalo, in un cane che brachicefalo non è.

I numeri vengono da uno studio pubblicato su PLOS Genetics nel 2019, che ha esaminato in laringoscopia 401 Norwich Terrier: il 65,8% mostrava segni da lievi a gravi. Nello stesso studio, tutti e dodici i Norfolk esaminati erano indenni.

Lo studio ha identificato una variante del gene ADAMTS3 associata alla sindrome, e da lì è nato il test del DNA. Attenzione a come funziona: non è un semplice dominante o recessivo, è un fattore di rischio. I cani con due copie stanno peggio: fra i soggetti gravemente colpiti, 61 su 81 erano omozigoti.

Questo significa che il test non dà una risposta bianca o nera, ma orienta gli accoppiamenti, esattamente come succede per la sindrome brachicefalica nei bulldog (dove, guarda caso, lo stesso allele ha una frequenza dello 0,85).

Le domande da fare, testuali: i genitori sono stati testati per ADAMTS3? Come respirano sotto sforzo? Fate valutare il respiro dei riproduttori da un veterinario?

E una prova pratica che puoi fare voi in allevamento: state qualche minuto in silenzio vicino ai cani adulti e ascoltate. Un Norwich sano, a riposo, non deve fare rumore quando respira.

CosaCosa dice lo studio del 2019Cosa farne
Quanti cani401 Norwich Terrier esaminati in laringoscopiaE lo studio più ampio sulla razza
Quanti colpitiIl 65,8% aveva segni da lievi a graviNon è un problema di pochi soggetti
I NorfolkTutti e 12 quelli esaminati erano indenniE un problema del Norwich, non del Norfolk
Cosa si vedePalato molle allungato, edema, sacculi laringei evertiRespiro rumoroso, affanno
Il geneUna variante di ADAMTS3, sul cromosoma 13Esiste il test del DNA
Come funzionaE un fattore di rischio, non un dominante o recessivoGli omozigoti stanno peggio
Il datoFra i gravi, 61 su 81 erano omozigotiIl test orienta gli accoppiamenti
Non solo quiLo stesso allele e frequente nei BulldogFrequenza 0,85 nel Bulldog

Le altre domande da fare all’allevatore

Norwich Terrier fulvo sdraiato sul marciapiede al guinzaglio

Il programma CHIC del club americano chiede tre prove obbligatorie sui riproduttori: valutazione delle anche, valutazione delle rotule e visita oculistica da uno specialista.

Le rotule sono il classico problema dei cani sotto i dieci chili, e in una razza da cinque chili vanno guardate sempre. Gli occhi si controllano periodicamente: chiedi la data del referto, non solo l’esito.

Oltre alle tre obbligatorie, il club consiglia un pannello DNA con tre voci: lussazione primaria del cristallino (PLL), mielopatia degenerativa (DM) e malattia di von Willebrand (vWD).

C’è poi una raccomandazione che riguarda solo questa razza: la valutazione clinica del respiro dei riproduttori, con le decisioni di accoppiamento prese anche guardando la storia familiare di sindrome delle alte vie respiratorie.

Il Kennel Club britannico aggiunge un tema che in una razza con questi numeri pesa: la diversità genetica. Il Norwich è una vulnerable native breed britannica, cioè una razza autoctona con pochissime iscrizioni annuali, e in una popolazione piccola le linee si stringono in fretta. Chiedi da dove vengono i genitori.

Ultima domanda, che vale sempre: dove sono cresciuti i cuccioli? Due mesi in mezzo ai rumori di casa valgono più di qualsiasi corso.

Il Norwich Terrier in Italia, anno per anno

Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 135 cuccioli di Norwich Terrier. La media dice tredici e mezzo all’anno, ma la media qui racconta poco: il decennio è fatto di picchi e buchi.

Si parte bene, con 20 nel 2015 e 27 nel 2016. Poi il crollo: 3 nel 2018, 4 nel 2020, 6 nel 2021. Poi la risalita: 22 nel 2023 e 12 nel 2024.

È il ritmo tipico delle razze tenute in piedi da pochi allevatori: basta un anno senza cucciolate perché il numero precipiti.

Gli affissi attivi sono tre, e coprono tre regioni distanti fra loro: Toscana (Grosseto), Emilia Romagna (Forlì-Cesena) e Lombardia (Milano). L’elenco aggiornato si consulta sul sito dell’ENCI.

Se non trovi posto, l’alternativa è l’estero: nel Regno Unito, in patria, la razza ha un club storico, e nei paesi del nord Europa è ben rappresentata. In quel caso il pedigree straniero si fa trascrivere all’ENCI presentando il documento originale.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
201520
201627
201715
20183
201914
20204
20216
202212
202322
202412
Totale in dieci anni135