Carattere e descrizione del Norsk Lundehund
Sei dita, orecchie che si chiudono e un collo che tocca il dorso: il cane delle pulcinelle di mare
Il Norsk Lundehund è probabilmente il cane più strano che esista: ha almeno sei dita per piede, orecchie che si chiudono, un collo che si piega fino a toccare il dorso e spalle ultraflessibili. Non sono curiosità da libro dei record: sono attrezzi da lavoro.
In questa pagina: a cosa servivano tutte queste stranezze, com’è fatto, il carattere e il capitolo salute, che in questa razza è il più importante di tutti.
Sommario
Il Norsk Lundehund in breve
Razza norvegese, gruppo 5 (cani di tipo spitz e di tipo primitivo) sezione 2, senza prova di lavoro, standard FCI 265. Altezza 35-38 cm nei maschi e 32-35 nelle femmine, peso 6-7 kg. Cacciava la pulcinella di mare sulle scogliere a picco, arrampicandosi ed entrando nelle tane. Il nome unisce lunde, pulcinella, e hund, cane. Salvato dall’estinzione dopo il cimurro, oggi è patrimonio culturale norvegese. In Italia non è mai nato.
Le sei dita e le altre stranezze

Lo standard FCI dedica alla anatomia di questo cane una descrizione che non ha eguali: i piedi anteriori hanno almeno sei dita, di cui cinque devono poggiare a terra, e otto cuscinetti ciascuno.
Nella foto: la zampa di un Lundehund. Le dita in più si vedono chiaramente.
Non sono speroni inutili: le due dita interne sono formate rispettivamente da tre e due falangi e hanno legamenti e muscoli propri. Sono dita funzionanti, che danno presa.
Dietro la situazione è simile: almeno sei dita, di cui quattro poggiano a terra, e sette cuscinetti.
La seconda stranezza sono le orecchie. La cartilagine si ritrae, e l’orecchio si ripiega all’indietro o si alza ad angolo retto in modo da chiudere il condotto uditivo. Serviva a tenere fuori acqua, terra e detriti mentre il cane si infilava nelle tane.
La terza è il collo, che può piegarsi all’indietro fino a toccare il dorso. La quarta sono gli anteriori, ultraflessibili, che si aprono di lato in un modo che negli altri cani non esiste: lo standard registra come caratteristica di razza una rotazione esterna degli arti anteriori durante il movimento.
Tutto questo serviva a una cosa sola: arrampicarsi su pareti quasi verticali e infilarsi nelle tane strette e tortuose in cui nidificano le pulcinelle di mare, per riportare l’uccello vivo.
Com’è fatto un Norsk Lundehund

È un cane piccolo: 35-38 cm nei maschi e 32-35 nelle femmine, per un peso di circa 7 e 6 chili. Lo standard lo descrive rettangolare, flessibile e piuttosto leggero.
La testa è cuneiforme, con le arcate sopracciliari prominenti e la canna nasale leggermente convessa.
Gli occhi hanno una descrizione che si legge raramente: l’iride è giallo-bruna e la pupilla è circondata da un alone scuro.
Sui denti lo standard fa una cosa che non fa quasi mai: tollera. La forbice è preferita, ma sono ammesse la tenaglia e perfino un prognatismo moderato, e soprattutto è accettata l’assenza dei premolari su entrambi i lati di ogni mascella.
Non è generosità: è realismo. Con una base genetica così stretta, pretendere quarantadue denti perfetti significherebbe escludere buona parte dei riproduttori disponibili.
La coda può essere portata leggermente ad anello sul dorso oppure pendente: anche qui, due possibilità invece di una regola.
Il mantello è denso e ruvido con sottopelo soffice, corto su testa e davanti agli arti e più abbondante su collo, cosce e coda.
I colori del Lundehund

Sul colore lo standard è breve ma preciso: sempre combinato con il bianco. La base va dal rosso al fulvo, con il pelo più o meno cosparso di peli dalla punta nera. Esiste anche il bianco con macchie scure.
C’è un dettaglio che i proprietari notano crescendo il cane: l’adulto ha di solito più punte nere del cane giovane. Il mantello si scurisce con l’età, e non è un difetto: è nello standard.
Il bianco non è una macchia opzionale, è parte della descrizione: un Lundehund tutto fulvo senza bianco non è tipico.
La gestione è semplicissima: una spazzolata a settimana e due mute all’anno. Il pelo è ruvido, non si sporca facilmente e non ha odore.
Un’ultima nota pratica: è un cane piccolo con un mantello da spitz nordico. Regge benissimo il freddo, molto meno il caldo umido delle estati italiane.
Il carattere del Norsk Lundehund

Il capitolo del comportamento è di tre parole: attento, energico, vivace. Ma il carattere vero di questo cane si capisce meglio pensando al lavoro che faceva.
Un cane che si infila da solo in una tana buia e stretta, in mezzo alla roccia, per tirare fuori un uccello vivo, deve essere indipendente, curioso e coraggioso a modo suo.
Nella vita quotidiana questo si traduce in un cane che esplora, che scava, che si infila ovunque e che trova sempre un modo per uscire da un recinto fatto male. Chi vive con un Lundehund lo dice sempre: sono arrampicatori, e le recinzioni vanno pensate di conseguenza.
Con la famiglia è affettuoso e legato, spesso a una persona in particolare. Con gli estranei è riservato: prende tempo, osserva, e poi decide.
Come tutti gli spitz avvisa, e la voce va gestita se si vive in condominio.
Sull’addestramento conviene essere onesti: è un cane sveglio ma indipendente, e la pulizia in casa è un capitolo che nella razza viene descritto come più lungo della media. Non è un border collie e non pretende di esserlo.
In compenso è un cane allegro, curioso e con un modo di muoversi – quella rotazione delle spalle – che lo rende riconoscibile da lontano.
La salute: il capitolo che decide tutto

Su questa razza esistono studi scientifici pubblicati, il che è raro per una razza così piccola, e quello che dicono va conosciuto prima di innamorarsi delle sei dita.
Il problema si chiama sindrome del Lundehund, ed è una predisposizione alla linfangectasia intestinale: un’enteropatia proteinodisperdente, cioè un intestino che perde proteine. I sintomi sono diarrea intermittente, vomito, perdita di peso e ascite.
Il dato che pesa di più: circa il 30% delle cause di morte registrate nella razza in Norvegia è dovuto alla linfangectasia intestinale.
La ragione di fondo è la consanguineità. La popolazione attuale ha perso il 38,8% della diversità genetica di partenza, e i confronti su oltre 165.000 marcatori danno al Lundehund un’eterozigosità di 0,035 contro lo 0,209-0,284 di altre razze. È fra le popolazioni canine meno variabili al mondo.
La risposta è arrivata dalla Norvegia, e merita rispetto: il Norsk Kennel Klub ha autorizzato un progetto di incrocio con tre razze simili – il Norwegian Buhund, il cane da pastore islandese e il Norrbottenspets.
La prima cucciolata del progetto è nata il 12 agosto 2014, da una femmina di Buhund di nome Tyri e da un maschio di Lundehund di nome Cas.
Per chi cerca un cucciolo la conseguenza è chiara: in questa razza le domande su consanguineità e storia sanitaria delle linee contano più di qualsiasi altra cosa, e un allevatore serio le aspetta.
A chi è adatto il Norsk Lundehund
È adatto a chi cerca un cane piccolo, curioso e diverso da tutti, ha tempo per uscire tutti i giorni e – soprattutto – è disposto a informarsi seriamente sulla salute prima di comprare.
Sta bene in appartamento per taglia, ma è un cane da caccia: gli servono passeggiate vere, esplorazione e lavoro di naso.
Non è adatto a chi vuole un cane obbediente e prevedibile: è indipendente, e la pulizia in casa richiede più pazienza della media.
Non è adatto a chi ha un giardino recintato male: questo cane si arrampica, scava e passa.
E non è adatto a chi non vuole sentir parlare di problemi: comprare un Lundehund significa accettare che la sindrome esista e che possa presentarsi. Chi non se la sente, farebbe meglio a scegliere un’altra razza.
Per chi invece se la sente, c’è una cosa da dire: questo cane è patrimonio culturale norvegese, lo dice lo standard, ed è uno degli animali più straordinari che la selezione naturale e l’uomo abbiano prodotto insieme.

