Addestramento ed educazione del Norsk Elghund Nero
Richiamo, voce e autonomia: come si lavora con uno spitz da alce
Il Norsk Elghund Nero è un cane da caccia nordico, e con i cani da caccia nordici i temi sono sempre gli stessi: il richiamo, la voce e la capacità di stare da soli a decidere.
In questa pagina: come si gestiscono, quanto movimento serve e quali attività hanno senso fuori dalla foresta norvegese.
Sommario
Richiamo e autonomia

Questo cane è stato selezionato per lavorare libero, trovare un animale enorme e tenerlo fermo da solo finché arriva l’uomo. L’autonomia non è un difetto caratteriale: è il requisito.
Il richiamo si costruisce da cucciolo, si paga sempre bene e si allena per anni con la longhina da dieci o quindici metri. Ma va detto: in bosco, con una traccia fresca, non sarà mai affidabile al cento per cento.
La regola pratica è quella di tutti i cani da caccia nordici: si scioglie dove ci si può permettere che si allontani, e altrove si usa la longhina.
Non si insegue mai un cane che si allontana: si va nella direzione opposta chiamandolo con voce allegra.
Microchip registrato e GPS sul collare completano il quadro. In Scandinavia i cani da alce lo portano di serie, e non per moda.
Sui metodi: è un cane sicuro di sé ma non testardo per dispetto. Il rinforzo positivo funziona bene, la durezza lo chiude.
La voce e la vita quotidiana
L’abbaio, in un elghund, è lo strumento con cui si blocca un alce. Un cane selezionato per abbaiare a un animale da mezza tonnellata non diventa silenzioso perché vive in una villetta.
Lo standard, però, elenca fra i difetti un cane stressato, nervoso, che abbaia: la distinzione è quella fra la voce di lavoro e l’abbaio da ansia o noia, che è tutta un’altra cosa e va letta come un sintomo.
La gestione è quella di sempre: non si punisce l’abbaio, si toglie il motivo. Non lasciarlo fuori da solo per ore, schermare la recinzione dove passa la gente, riempirgli la giornata e premiare i secondi di silenzio.
In condominio questa razza resta una scelta difficile, e conviene saperlo prima.
In casa, per il resto, è un cane facile: pulito, senza odore, tranquillo, che dorme molto e non chiede attenzioni continue. È l’altra faccia degli spitz nordici, quella che sorprende chi li conosce solo come cani da lavoro.
Movimento e attività
Un adulto ha bisogno di due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di naso. È un cane costruito per stare fuori tutto il giorno con qualsiasi tempo, e la passeggiata dell’isolato non gli fa né caldo né freddo.
Il dog trekking è la sua dimensione naturale: cammina per ore, regge il freddo e non si stanca.
La nose work e la ricerca olfattiva sono l’attività che gli somiglia di più: cercare da solo, trovare, segnalare.
La pista di sangue – il recupero degli ungulati feriti – è la disciplina più vicina al suo mestiere vero, e in molte zone d’Italia è un servizio richiesto. Per un cane da alce è quasi un ritorno a casa.
Il canicross e la corsa attaccato alla bici funzionano bene con un adulto in forma, purché si eviti il caldo: è un cane nero con doppio pelo, pensato per la Norvegia.
Quello che non funziona sono le discipline di obbedienza formale ripetuta: non è un cane da esercizi al piede, e insistere significa litigarci ogni giorno.
Con gli altri animali e gli errori tipici

Il predatorio di un cane da caccia c’è, ma va letto per quello che è: questo non è un cane selezionato per uccidere prede piccole, è un cane selezionato per tenere fermo un animale grande.
Nella foto: un cucciolo di Norsk Elghund Grigio, la varietà sorella.
Con i gatti di casa la convivenza si costruisce da cucciolo e in genere funziona. Con gli animali piccoli che scappano, come sempre, serve gestione.
Con gli altri cani è socievole se socializzato presto; fra maschi adulti, come in molti spitz, serve attenzione.
Gli errori tipici, in questa razza, sono cinque. Il primo: sguinzagliarlo troppo presto perché da cucciolo torna sempre.
Il secondo: punire la voce invece di gestirla, confondendo un cane che usa il suo strumento di lavoro.
Il terzo: tenerlo senza lavoro. Uno spitz da caccia annoiato abbaia, scava e cerca di uscire.
Il quarto: usare la durezza con un cane che ha bisogno di collaborare, non di obbedire.
E il quinto: prenderlo per il colore. Il nero lucido è bellissimo, ma è nato per una ragione pratica – essere meno visibile nel bosco – e dentro c’è un cane da caccia all’alce.

