Storia ed origine del Kerry Blue Terrier
Dal cane da fattoria irlandese alla mascotte dei patrioti
Il Kerry Blue Terrier ha una storia che comincia in ritardo, non perché il cane fosse giovane ma perché nessuno lo trovava degno di essere scritto: lo standard parla di umili origini di cacciatore di topi e di cane da fattoria tuttofare.
In questa pagina: la prima citazione del 1847, l’esordio in esposizione nel 1913, il club di Dublino del 1920 e il ruolo del cane nella storia irlandese.
Sommario
Da dove viene il Kerry Blue Terrier

Lo standard mette le mani avanti: si presume che il Kerry Blue sia vissuto in Irlanda per secoli, ma a causa delle sue umili origini di cacciatore di topi e di cane da fattoria tuttofare, si hanno pochissimi riferimenti, se ce ne sono, prima del 20° secolo.
È il destino di tante razze contadine: esistono per generazioni senza che nessuno le scriva da nessuna parte, perché appartengono a gente che non pubblica libri.
Il primo appiglio documentale ha una data: è probabile che il primo accenno al Kerry Blue nella letteratura sia datato 1847: l’autore descrive un cane bluastro, color ardesia, con macchie e chiazze più scure, e spesso con focature agli arti e al muso.
Il nome viene dalla contea di Kerry, nel sud-ovest dell’Irlanda: si suppone che questo cane irlandese blu-nerastro fosse molto diffuso nel Kerry, ma si sia sparso anche nelle altre contee.
Il mestiere era quello che lo standard elenca alla voce utilizzazione, e non è roba da salotto: attaccare la lontra in acque profonde, il tasso in tana, e dare la caccia ai nocivi. Nella foto del 1916 qui accanto vedi un Kerry come si presentava allora, con il pelo lasciato al naturale.
Il cane dei patrioti irlandesi

La razza arriva in esposizione tardissimo: il Kerry Blue non comparve in esposizione prima del 1913 e il club che lo riguarda fu creato a Dublino nel 1920.
Il 1920, in Irlanda, non è un anno qualsiasi: sono gli anni della guerra d’indipendenza. E lo standard FCI, con una frase messa lì fra parentesi, registra un fatto storico: il Kerry Blue divenne rapidamente tanto popolare (era la mascotte dei patrioti irlandesi) che in breve tempo vi furono quattro club per promuoverne gli interessi.
Non è un caso isolato nella cinofilia: anche il Keeshond era stato il simbolo di una fazione politica in Olanda. Ma nel caso irlandese la cosa fu ancora più esplicita: portare un cane tipicamente irlandese, invece di un terrier inglese, era una dichiarazione.
L’entusiasmo di quegli anni si misura in numeri: fra il 1922 e il 1924 questi club sponsorizzarono non meno di sei esposizioni e sei field trials. Field trials, cioè prove di lavoro vere, perché all’epoca il Kerry doveva ancora dimostrare di saper fare il suo mestiere.
Il resto è storia di successo: verso il 1928 questo terrier armonioso e impressionante per il suo bel pelo morbido di colore blu divenne popolare in tutto il mondo, con una reputazione che lo standard riassume in una frase d’epoca: la razza era ben vicino alla perfezione.
Il Kerry Blue Terrier oggi in Italia
Dopo un secolo di popolarità internazionale, oggi il Kerry Blue è una razza in ritirata, e i numeri italiani lo dicono in chiaro.
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 194 cuccioli. La prima metà del periodo tiene: 26, 35, poi una flessione e la risalita a 26 e 27 fra 2020 e 2021. Poi il crollo: 11 nel 2022, 11 nel 2023 e 6 nel 2024.
Gli affissi attivi sono tre in tutta Italia: uno in Lombardia, in provincia di Mantova, uno in Sicilia, in provincia di Enna, e uno in Liguria, in provincia di Savona.
Le ragioni del calo sono le stesse di tutti i terrier che chiedono toelettatura: un cane che va dal toelettatore ogni sei settimane, per tutta la vita, ha bisogno di un proprietario che sappia in cosa si sta mettendo. E il carattere terrier, in un’epoca che cerca cani facili, non aiuta.
È un peccato, perché resta uno dei cani più interessanti del gruppo 3: non perde pelo, è longevo, lavora, gioca e sta in casa. Chi lo conosce, di solito, non cambia più razza.

