Allevamento del Kerry Blue Terrier
Quanto costa un cucciolo, la toelettatura e i numeri italiani
Il Kerry Blue Terrier, in Italia, è passato da razza di nicchia a razza rara: 194 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, ma soltanto 6 nel 2024, e tre affissi attivi in tutto il paese.
In questa pagina: quanto costa (compresa la voce che tutti dimenticano), cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Kerry Blue Terrier

Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.500 e i 2.200 euro. Ma il prezzo del cucciolo, in questa razza, è la parte facile del conto.
La voce che sorprende è la toelettatura: 60-90 euro a seduta, ogni sei o otto settimane, per tutta la vita del cane. Fate il conto su dodici anni e arrivate a una cifra che supera abbondantemente quella del cucciolo.
Non è una spesa evitabile: il pelo del Kerry Blue cresce sempre, come i capelli. Si può imparare a fare qualcosa da soli con una tosatrice, e molti proprietari lo fanno, ma qualcuno deve occuparsene.
Il resto è ordinaria amministrazione: 60-90 euro al mese di mantenimento per un cane da quindici o diciotto chili, più i 500-700 euro del primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni e sterilizzazione.
Il cucciolo senza pedigree è da evitare, e con tre soli allevamenti in Italia un annuncio a prezzo basso merita tutte le domande del caso: il Kerry Blue è raro, e i cuccioli disponibili subito non sono la norma.
Cosa chiedere a un allevatore di Kerry Blue Terrier
Le domande sanitarie seguono il programma CHIC del club americano della razza, che è il riferimento più strutturato che esista.
Due esami sono considerati di base: la valutazione delle anche con radiografia ufficiale e un controllo oculistico da uno specialista. Sono i due che servono per la certificazione, e un allevatore serio ce li ha.
Poi ci sono tre test del DNA raccomandati dal club, e in questa razza conviene chiederli tutti. Due riguardano la coagulazione: la malattia di von Willebrand e il deficit del fattore XI, quest’ultimo segnalato in modo specifico nel Kerry Blue. Il terzo è la mielopatia degenerativa.
Perché i test sulla coagulazione contano più di quanto sembri: un cane con un difetto di questo tipo sta benissimo fino al giorno in cui deve fare un intervento chirurgico, e allora il problema si presenta tutto insieme. Saperlo prima cambia il modo in cui il veterinario lo opera.
C’è poi una domanda specifica da fare: se in linea si sono mai verificati casi di abiotrofia neuronale progressiva, la degenerazione del cervelletto che colpisce i cuccioli. È rara, ma è documentata nella razza e un allevatore che la conosce vi risponderà senza problemi.
Sul carattere, la domanda giusta riguarda gli altri cani: come si comporta la madre, come sono i soggetti di quella linea. In un terrier deciso è un’informazione che vale quanto un referto.
Il Kerry Blue Terrier in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 194 cuccioli di Kerry Blue Terrier. La lettura anno per anno racconta però due periodi diversi.
Nel primo, fino al 2021, la razza si tiene su numeri piccoli ma vivi: 26, 35, poi una flessione a 14 e 16, la risalita a 22, 26 e 27. Nel secondo arriva il crollo: 11 nel 2022, 11 nel 2023, 6 nel 2024.
Gli affissi sono tre e sono sparsi: Lombardia (Mantova), Sicilia (Enna) e Liguria (Savona). Chi cerca un cucciolo deve mettere in conto di scrivere a tutti e tre e di aspettare, oppure di guardare all’estero: in Irlanda, nel Regno Unito e in alcuni paesi dell’Europa dell’est la razza è più presente.
Un ultimo consiglio, che in questa razza vale doppio: prima di prenotare un cucciolo, andate a vedere un adulto e chiedi di assistere a una seduta di toelettatura. Sono le due cose che vi diranno se il Kerry Blue è il cane giusto per te.

