Keeshond
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Keeshond in breve
Il Keeshond è il nome internazionale del Wolfsspitz, la varietà più grande dello Spitz Tedesco: 49 centimetri al garrese con sei di tolleranza, doppio pelo grigio sfumato con le punte nere, criniera, coda arrotolata sul dorso e gli inconfondibili occhiali intorno agli occhi. Carattere, con le parole dello standard: sempre attento, vivace e straordinariamente attaccato al proprio proprietario. Vive 12-15 anni.
Che cane è il Keeshond

È un cane da guardia e da compagnia, il più grande della famiglia degli Spitz tedeschi. In Germania si chiama Wolfsspitz; lo standard FCI precisa che nei paesi non di lingua tedesca i Wolfsspitz sono conosciuti come Keeshond.
Lo riconoscete dal grigio argento con le punte nere, dalla criniera sul collo, dalla coda arrotolata e dalla faccia da volpe con gli occhiali, cioè quella linea scura che dall’occhio va verso l’orecchio.
Cosa chiede: due uscite al giorno da mezz’ora, due spazzolate a settimana (tutti i giorni nelle mute), qualcuno in casa buona parte della giornata e un lavoro serio sull’abbaio da cucciolo, perché è un cane da guardia e avvisa.
Cosa lo rende facile: non ha istinto venatorio, è docile e facile da addestrare e va d’accordo con i bambini. È uno degli Spitz più semplici da gestire.
La cosa da sapere prima di tutte, sul piano sanitario: chiedere all’allevatore il test del DNA per l’iperparatiroidismo primario di entrambi i genitori.
Storia ed origine del Keeshond

La prima metà della storia riguarda tutta la famiglia: gli Spitz tedeschi sono discendenti dei cani delle torbiere dell’età della pietra e del successivo Spitz delle palafitte, e lo standard li definisce la razza di cane più antica dell’Europa centrale.
La seconda metà è olandese e politica. Il nome viene da Cornelis de Gyselaer, detto Kees, uno dei capi dei Patrioti che negli anni Ottanta del Settecento si opposero alla Casa d’Orange: keeshond vuol dire il cane di Kees, e quel cane divenne il simbolo dei ribelli.
Quando gli Orange tornarono al potere la razza quasi scomparve, e sopravvisse sulle chiatte dei canali e nelle fattorie: in Inghilterra lo chiamarono per questo Dutch Barge Dog. La ricostruzione arriva negli anni Venti grazie alla baronessa van Hardenbroeck, con il club olandese fondato nel 1924 e quello inglese nel 1925.
In Italia il Wolfsspitz è una minoranza dentro una razza popolarissima: 443 cuccioli in dieci anni contro gli oltre 28.000 di tutti gli Spitz tedeschi messi insieme.
Carattere e descrizione del Keeshond

È il più grande degli Spitz tedeschi: 49 centimetri al garrese con sei di tolleranza (quindi 43-55 cm), stessa misura per maschi e femmine, con un peso che lo standard non indica e che sta in genere fra i 15 e i 20 chili. Le proporzioni sono 1 a 1: è un cane quadrato sotto tutto quel pelo.
Il colore è uno solo, il grigio sfumato: un grigio argento con le punte dei peli nere, muso e orecchie scure, criniera più chiara, punta della coda nera. E poi ci sono gli occhiali, la linea nera che va dall’angolo dell’occhio all’orecchio: la loro mancanza è un difetto grave.
Il carattere, con le parole dello standard: sempre attento, vivace e straordinariamente attaccato al proprio proprietario; molto docile e facile da addestrare; la sua naturale diffidenza verso gli estranei e la mancanza di istinto venatorio ne fanno il compagno ideale. Nella pagina trovi anche quanto vive e l’iperparatiroidismo primario, la malattia genetica della razza che ha un test del DNA.
Addestramento ed educazione del Keeshond

Lo standard lo definisce molto docile e facile da addestrare, ed è vero: fra gli Spitz è uno dei più semplici da gestire. Il metodo è il rinforzo positivo, con sessioni brevi, perché è un cane sveglio e sensibile ai toni.
Il lavoro vero riguarda due cose. La prima è l’abbaio: è un cane da guardia e avvisa, quindi si insegna da cucciolo che l’avviso ha un finale, senza mai sgridarlo mentre abbaia. La seconda è la socializzazione, perché la diffidenza verso gli estranei prevista dallo standard non deve diventare paura.
Il movimento è alla portata di tutti: due uscite da mezz’ora al giorno più giochi di testa. Le attività che gli riescono meglio sono attivazione mentale, nose work, rally obedience, dog dance e la pet therapy. Il pelo chiede due spazzolate a settimana e tutti i giorni nelle mute: la tosatura non si fa mai.
Allevamento del Keeshond

In Italia il Keeshond è la varietà rara di una razza diffusissima: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 443 cuccioli di Wolfsspitz, contro gli oltre 28.000 di tutti gli Spitz tedeschi messi insieme, che sono quasi tutti Pomerania.
Vuol dire quaranta o cinquanta cuccioli l’anno in tutto il paese, con un calo netto nel 2024 (25). Gli affissi registrati per lo Spitz tedesco sono oltre duecento, ma riguardano tutte le varietà: chi cerca un Wolfsspitz deve chiedere esplicitamente e mettersi in lista.
Con il pedigree un cucciolo va dai 1.200 ai 2.000 euro. Il mantenimento è quello di un cane da quindici o venti chili, 60-90 euro al mese, e la toelettatura si fa in casa.
La domanda sanitaria da fare è una e non è negoziabile: il test del DNA per l’iperparatiroidismo primario di entrambi i genitori. La malattia è autosomica dominante, quindi basta una copia del gene: non è sufficiente che un genitore sia libero.


