Carattere e descrizione del Kai

Aspetto, mantello tigrato e temperamento del cane da caccia giapponese

Il Kai è il cane tigrato delle montagne giapponesi: cinquanta centimetri di muscoli, un mantello che nessun’altra razza ha uguale e un carattere che lo standard chiude in cinque parole, il temperamento è forte, molto sveglio.

In questa pagina: quanto è grande, com’è fatta quella testa da Spitz asiatico, la tigratura (compreso il fatto che i cuccioli possono nascere di un altro colore), il carattere e la salute.

Sommario

Il Kai in breve

Il Kai, chiamato anche Kai Ken o Kai tora-ken, è uno Spitz giapponese da caccia di taglia media: 50 centimetri i maschi e 45 le femmine, doppio pelo e mantello sempre tigrato. Nasce nel distretto di Kai, nella prefettura di Yamanashi, e dal 1934 è monumento naturale del Giappone. Carattere, con le parole dello standard: il temperamento è forte, molto sveglio.

TagliaMedia: 50 cm i maschi e 45 cm le femmine, con 3 cm di tolleranza
Altezza al garrese50 cm i maschi, 45 cm le femmine
PesoLo standard non lo indica: in genere fra 14 e 20 kg
Vita media12-15 anni (stima: non esistono studi italiani di razza)
MantoDoppio: pelo di copertura ruvido e diritto, sottopelo soffice e fitto
ColoriSempre tigrato: nero tigrato, rosso tigrato o tigrato
Livello di energiaAlto: e un cane da caccia di montagna
Adatto aChi ha esperienza, spazio e voglia di camminare tutti i giorni

Quanto è grande un Kai

Cane Kai tigrato di profilo con la coda arrotolata sul dorso

È un cane di taglia media, con misure precise e un netto dimorfismo sessuale: 50 centimetri al garrese per i maschi e 45 per le femmine, con una tolleranza di 3 centimetri. Il peso non è indicato: gli adulti stanno in genere fra i 14 e i 20 chili.

Quel dimorfismo non è un dettaglio: la mancanza di dimorfismo sessuale è il primo difetto elencato dallo standard. Un maschio che sembra una femmina, o viceversa, è un problema di tipo.

Lo standard lo descrive come un cane ben bilanciato, di robusta costituzione e con una muscolatura ben sviluppata, che ha le caratteristiche del cane che vive nelle regioni montagnose del Giappone. E aggiunge il dettaglio che spiega tutto: gli arti sono forti ed i garretti particolarmente ben sviluppati.

Le proporzioni sono 10:11 fra altezza al garrese e lunghezza del corpo, con le femmine che possono essere un filo più lunghe. L’andatura, in due parole, è leggera e resiliente: è il passo di un cane che sale e scende per una giornata intera.

La coda è inserita alta, spessa, vigorosamente arrotolata o portata a falce sopra il dorso, e lo standard aggiunge una misura curiosa: la punta arriva quasi al garretto quando è lasciata pendere. Una coda corta o pendente è un difetto da squalifica.

CosaCosa dice lo standard
Maschi50 cm al garrese
Femmine45 cm al garrese
La tolleranzaTre centimetri in più o in meno
PesoNon indicato: lo standard non da alcun numero
Le proporzioniAltezza e lunghezza del corpo stanno come 10 a 11
Le femminePossono avere il corpo leggermente più lungo
I garrettiParticolarmente ben sviluppati: e un cane da montagna
AndaturaLeggera e resiliente

La testa e gli occhi del Kai

Primo piano di un Kai tigrato sdraiato, con le orecchie erette e triangolari

La testa ha la fronte ampia, uno stop brusco con una leggera sutura metopica (il solco che sale in mezzo al cranio), il tartufo nero e un muso appuntito, non molto lungo, ma moderatamente spesso.

Gli occhi hanno la descrizione più bella del documento: quasi triangolari e di colore marrone scuro; l’angolo esterno dell’occhio è leggermente girato all’insù. È quella piega verso l’alto a dare al Kai lo sguardo che chi conosce i cani giapponesi riconosce subito.

Gli occhi chiari sono un difetto, e lo è anche il tartufo di colore chiaro.

Le orecchie sono triangolari, leggermente inclinate in avanti e fermamente erette. Quel fermamente è una parola pesata: un orecchio non eretto è un difetto da squalifica, non una imprecisione.

Il collo è spesso, potente e muscoloso, le guance ben sviluppate, la chiusura a forbice.

Perché il Kai è sempre tigrato

Cane Kai tigrato controluce, con le striature del mantello in evidenza

La tigratura è la firma della razza, tanto che il secondo nome del Kai è Kai tora-ken, cioè il cane tigre di Kai. Lo standard elenca tre varianti: nero tigrato, rosso tigrato e tigrato.

In Giappone le tre varianti hanno un nome: kuro-tora il nero tigrato, aka-tora il rosso tigrato, chu-tora quello di mezzo. Sono lo stesso cane, e in una stessa cucciolata possono nascere tutte e tre.

E qui arriva la cosa più curiosa di questa razza, che lo standard mette per iscritto: un tratto caratteristico è che i cuccioli nati unicolore possono diventare tigrati quando crescono. Un cucciolo di Kai può sembrare nero pieno o rosso pieno e sviluppare le striature nei mesi e negli anni successivi.

Vuol dire due cose pratiche. La prima: non scegliere un cucciolo per il colore che ha a due mesi, perché quel colore cambierà. La seconda: un Kai adulto senza tigratura visibile è fuori tipo, perché tutte le varianti ammesse contengono la parola tigrato.

Sui difetti il documento è severo: il colore sbiadito, il mantello con tante macchie bianche e il colore pezzato sono tutti e tre difetti da squalifica.

Il pelo è quello di uno Spitz di montagna: copertura ruvida e diritta, sottopelo soffice e fitto, con il pelo della coda piuttosto lungo e rialzato. Sia il pelo troppo lungo sia quello troppo corto sono difetti.

DettaglioCosa dice lo standard
I colori ammessiNero tigrato, rosso tigrato e tigrato
Cosa vuol direLa tigratura è obbligatoria: il Kai e sempre tigrato
I cuccioliPossono nascere unicolore e diventare tigrati crescendo
Quanto ci metteLa tigratura si completa nei primi anni di vita
Il colore sbiaditoE un difetto da squalifica
Le macchie biancheUn mantello con tante macchie bianche squalifica
Il pezzatoSqualifica anche quello
Il peloCopertura ruvida e diritta, sottopelo soffice e fitto

Il carattere del Kai

Cane Kai dal mantello tigrato scuro visto di fronte, appoggiato a un muretto

Lo standard dice una riga sola: il temperamento è forte, molto sveglio. Sotto quella riga c’è un cane da caccia di montagna abituato a lavorare in gruppo su cinghiale e cervo.

Con la famiglia il Kai è un cane profondamente legato, spesso a una persona in particolare. Non è espansivo come un retriever: è presente, attento, discreto. Chi lo conosce lo descrive come un cane che ti guarda molto e vi chiede poco.

Con gli estranei è riservato, e ci mette il suo tempo. Non è aggressivo, ma non è nemmeno il cane che fa festa al primo che passa. Curiosamente lo standard elenca la timidezza fra i difetti e la timidezza eccessiva fra le squalifiche: riservato sì, pauroso no.

Il tratto che i giapponesi sottolineano di più è l’inclinazione a formare branco, che nello standard viene citata come uno dei motivi per cui la razza si è mantenuta pura. Nella vita di casa si traduce in un cane che di solito convive bene con gli altri cani, molto più della media degli Spitz asiatici.

Resta un cacciatore: l’istinto predatorio è forte e non si educa via. Gatti e piccoli animali vanno gestiti, e la libertà in posti aperti va guadagnata con molto lavoro sul richiamo.

Sull’intelligenza, una nota onesta: impara benissimo, ma è un cane che valuta. Se una richiesta non ha senso, ci pensa su. Non è un cane per chi cerca obbedienza automatica.

Quanto vive un Kai e di cosa si ammala

Cane Kai rosso tigrato in piedi su un prato con la lingua di fuori

La stima è di 12-15 anni, e la razza ha la fama di essere robusta: viene da una popolazione isolata, poco toccata dalle mode e con una base di lavoro. Studi di prevalenza però non ne esistono, e chi vi cita percentuali se le sta inventando.

Quello che esiste è il programma sanitario del club americano, il Kai Ken Society of America, che indica cosa serve per registrare un cane nel database sanitario CHIC. Due esami sono obbligatori: il test del DNA per la PRA, cioè l’atrofia progressiva della retina, e una valutazione cardiaca.

A questi si aggiunge un esame a scelta fra anche (radiografia ufficiale), gomiti, visita oculistica da uno specialista, tiroidite autoimmune e rotule. Ai compratori il club consiglia di chiedere in ogni caso anche, rotule e occhi dei due genitori.

Nella vita quotidiana il Kai è un cane che sta bene fuori con qualsiasi tempo, ma che soffre il caldo come tutti i doppi manti: d’estate si esce all’alba e alla sera. La muta è imponente due volte l’anno.

Il resto è manutenzione ordinaria: peso sotto controllo, controllo di cuscinetti e orecchie dopo le uscite, forasacchi da maggio a settembre.

TemaCosa si saCosa fare
Atrofia progressiva della retinaIl club americano chiede il test del DNA per la PRAChiedere il referto dei riproduttori
CuoreLa valutazione cardiaca e l’altro esame obbligatorio per il CHICChiederla ai genitori
AncheFra gli esami a scelta del programma sanitarioRadiografia ufficiale OFA o PennHIP
RotuleAltro esame previsto dal programmaValutazione del veterinario
OcchiVisita oculistica da uno specialistaConsigliata dal club anche ai compratori
TiroideLa tiroidite autoimmune e fra gli esami elencatiDa chiedere se in linea ci sono stati casi
Studi di prevalenzaNon esistono: la popolazione mondiale e piccolaDiffidare delle percentuali senza fonte
Vita media12-15 anni, ma e una stimaNessun dato ufficiale di razza in Italia

A chi è adatto il Kai

È adatto a chi cammina: montagna, boschi, sentieri, con qualunque tempo. È il cane giusto per chi vuole un compagno di escursioni robusto e silenzioso, che non si stanca e non si lamenta.

È adatto a chi ha già avuto cani e sa che cosa vuol dire un cane indipendente. Chi conosce lo Shiba o l’Akita parte avvantaggiato, anche se il Kai è generalmente più collaborativo e più socievole con gli altri cani.

Non è adatto all’appartamento senza uscite lunghe, non è adatto a chi vuole obbedienza immediata, non è adatto a chi ha galline o conigli in giardino e non è adatto a chi lascia il cane solo tutto il giorno.

E c’è un ostacolo pratico prima di tutti gli altri: in Italia ci sono 21 cuccioli iscritti all’ENCI in sette anni e un solo allevamento. Chi vuole un Kai deve mettersi in lista o guardare all’estero.