Carattere e descrizione del Segugio dell’Istria a pelo raso
Aspetto, macchie arancioni e temperamento del segugio istriano
Il Segugio dell’Istria a pelo raso è un segugio croato bianco come la neve con macchie arancioni, e in Italia è molto più diffuso di quanto il nome faccia pensare: oltre quattromila cuccioli iscritti in dieci anni.
In questa pagina: le misure, la testa con gli occhi inclinati di 10-15 gradi, il mantello descritto macchia per macchia, il carattere e la salute.
Sommario
Il Segugio dell’Istria a pelo raso in breve
Il Segugio dell’Istria a pelo raso è un segugio croato di taglia media: 49-53 centimetri nei maschi e 47-51 nelle femmine. Pelo duro, denso e aderente lungo 1-2 centimetri, mantello bianco neve con macchie arancioni che non devono coprire più di un terzo del corpo. Carattere: facile da addestrare, vivace, gentile, docile, obbediente, devoto al suo padrone, diffidente con gli estranei. Vive 12-14 anni.
Quanto è grande un Segugio dell’Istria

È un segugio di taglia media: 49-53 centimetri nei maschi e 47-51 nelle femmine, con una tolleranza di tre centimetri per i soggetti di tipo e conformazione eccellente.
L’aspetto è descritto con parole che sorprendono in un cane da caccia: dall’aspetto nobile e dal corpo forte da segugio … corpo slanciato, elegante, senza mai apparire grossolano, con movimenti armoniosi.
Le proporzioni sono date con precisione: il corpo si iscrive in un rettangolo (è più lungo che alto) e l’altezza ai gomiti è circa il 50% dell’altezza al garrese, cioè il torace scende esattamente a metà.
Lo standard chiede poi una cosa che non tutti chiedono: il dimorfismo sessuale deve essere evidente. Maschi e femmine devono essere riconoscibili a colpo d’occhio.
La coda è attaccata nel prolungamento della groppa, arriva al garretto o lo supera, ed è portata a sciabola sotto la linea del dorso: può alzarsi quando il cane è eccitato, ma non deve arrotolarsi.
La testa e gli occhi inclinati

La testa è allungata ed elegante, con una particolarità tecnica: gli assi del cranio e del muso sono leggermente divergenti. La loro convergenza è un difetto eliminatorio.
Gli occhi hanno una descrizione insolitamente precisa: di grandezza media, ovali, marrone scuro, posizionati in modo semi-frontale e inclinati di un angolo di 10-15 gradi rispetto alla linea orizzontale. L’espressione, dice lo standard, deve essere intelligente.
Le orecchie sono pendenti e aderenti alla testa, a forma di triangolo isoscele con la punta arrotondata, attaccate all’altezza degli occhi, e tirate in avanti devono raggiungere la commessura labiale: cioè l’angolo della bocca, non la punta del naso.
Sul tartufo lo standard è pragmatico: deve essere pigmentato di nero o marrone, e la depigmentazione parziale (il classico naso a farfalla con una macchia rosa) può essere tollerata ma non desiderata.
La pelle è elastica, sottile, senza pieghe e di colore rosa: anche sulla testa non ci devono essere pieghe.
Il mantello bianco e arancione

Il colore è quello che rende questa razza inconfondibile: bianco come la neve con macchie arancioni. E lo standard lo regola con una precisione che pochi hanno.
Prima regola: le macchie possono essere di tutte le sfumature, ma tutte della stessa tonalità sullo stesso cane. Niente arancioni diversi mescolati.
Seconda regola, ed è la più importante: la superficie totale delle macchie non deve superare un terzo della superficie del corpo. Questo resta un cane bianco con delle macchie, non il contrario.
Terza: sulla testa le macchie possono stare su orecchie, cranio e fronte, ma la testa non deve mai essere completamente arancione. Ed è preferibile una distribuzione simmetrica.
Quarta: i bordi delle macchie devono essere nitidi, il colore non deve sbiadire ai margini. Piccole macchioline possono intravedersi attraverso il bianco, di solito sulle orecchie.
Il pelo è duro, denso, lucido e aderente, lungo 1-2 centimetri: la manutenzione è praticamente zero, una spazzolata ogni tanto e basta.
Il carattere del Segugio dell’Istria
Il capitolo del carattere di questo standard è uno dei più incoraggianti fra i segugi, e comincia con una frase che vale oro: la razza è facile da addestrare per la caccia ed è molto apprezzata dai cacciatori in virtù delle sue eccellenti attitudini.
Poi arriva il ritratto: dal temperamento vivace, gentile, docile, obbediente, né nervoso né aggressivo. Devoto al suo padrone. Diffidente con gli estranei.
Quattro aggettivi positivi di fila, in un segugio, non sono comuni. Questo è un cane che collabora, che guarda il conduttore e che non ha la testa dura di certi cani da seguita mediterranei.
La diffidenza con gli estranei è l’unica nota di riserbo, ed è tipica di molte razze balcaniche: non è aggressività (che è un difetto eliminatorio), è distacco. Con la sua famiglia, invece, è devoto.
Sul lavoro, la specialità è indicata chiaramente: è particolarmente adatto alla caccia in terreni aspri e rocciosi, le zone carsiche. Chi conosce il carso istriano o le montagne della Sardegna sa cosa significa: pietra, macchia bassa e nessuna pietà per i cuscinetti.
E poi c’è la voce, che lo standard descrive con due aggettivi: forte e melodica. Per un cacciatore è uno strumento di lavoro; per un vicino di casa è la ragione per cui questo cane in condominio non ci sta.
Il carso, la Sardegna e il perché dei numeri

Qui c’è il dato più sorprendente di questa razza: in Italia il Segugio dell’Istria a pelo raso ha 4.142 cuccioli iscritti in dieci anni, ed è una delle poche razze da caccia italiane in crescita.
Il 2024 è stato l’anno migliore del decennio con 529 cuccioli, più del doppio dei 258 del 2015. Mentre praticamente tutte le razze da caccia italiane perdono il trenta o il quaranta per cento, questa sale.
Il perché sta negli affissi: sono sette, e cinque sono in Sardegna. Gli altri due in Molise e in Calabria.
Non è un caso: il Segugio dell’Istria è un cane da terreni carsici, e la Sardegna, con le sue montagne di pietra e la macchia bassa, è esattamente il suo ambiente. I cacciatori sardi lo hanno adottato per la caccia al cinghiale.
È una storia interessante di come una razza si sposti: nata in Croazia, ha trovato in Italia un secondo territorio che le somiglia.
Segugio dell’Istria e segugi italiani

Chi non conosce la razza la confonde spesso con i segugi italiani, e in effetti il mestiere è simile. Ma la differenza si vede subito, ed è nel colore.
Il Segugio Italiano a pelo raso è fulvo o nero focato, e l’a pelo forte pure. L’istriano è bianco con macchie arancioni: un mantello che nella zona adriatica orientale è documentato da secoli.
L’altra differenza è nella taglia: l’istriano sta sui 49-53 centimetri, i segugi italiani sono leggermente più alti.
Esiste poi una seconda razza istriana, il Segugio dell’Istria a pelo duro, che condivide colore e mestiere ma ha il pelo ruvido e la barba. In Italia è molto più raro: circa 240 cuccioli in dieci anni contro i quattromila del pelo raso.
Sul carattere, la differenza che i cacciatori segnalano è che l’istriano è considerato più docile e collaborativo, come del resto dice il suo standard.
Quanto vive un Segugio dell’Istria e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi di popolazione pubblicati, e nemmeno test del DNA specifici. La vita media indicata è di 12-14 anni, ed è una stima coerente con i segugi di taglia media.
I problemi veri vengono dal terreno su cui lavora. Le zone carsiche sono pietra viva: i cuscinetti si consumano e si tagliano, e chi porta questi cani a caccia li controlla a fine giornata.
Poi le orecchie: pendenti, aderenti alla testa, non ventilano. Le otiti sono il disturbo più frequente e il controllo dopo ogni uscita è routine.
E i forasacchi, che in Italia da maggio a settembre entrano fra le dita, nelle orecchie e negli occhi di qualsiasi cane che frequenti i campi. In un cane a pelo raso si vedono meglio, ed è un vantaggio.
Per il resto valgono le regole dei cani attivi di taglia media: lastre di anche e gomiti dei riproduttori e peso sotto controllo, soprattutto nei cani che smettono di lavorare.
A chi è adatto il Segugio dell’Istria

Ai cacciatori, e i numeri italiani lo confermano: questa razza qui cresce perché chi la usa la apprezza. Ma è anche uno dei segugi con il carattere più gestibile in famiglia.
Il motivo è nel carattere descritto dallo standard: vivace, gentile, docile, obbediente, né nervoso né aggressivo. Un cane che collabora è un cane con cui si può vivere.
Le condizioni restano quelle di un segugio: almeno due ore al giorno di movimento e naso, una recinzione seria e la consapevolezza che la voce forte e melodica di cui parla lo standard è una voce vera.
Non è un cane da appartamento in città, non è un cane da guardia (con gli estranei è diffidente ma non protettivo) e non è adatto a chi lo lascia solo dieci ore al giorno.
In Italia, però, si trova: 4.142 cuccioli iscritti in dieci anni e sette affissi, cinque dei quali in Sardegna.

