Storia ed origine dell Hygen Hound

La famiglia Hygen, lo standard del 1902 e gli incroci autorizzati

L’Hygenhund è una delle poche razze che porta il cognome di chi l’ha creata: la famiglia Hygen, della Norvegia orientale.

La sua storia è anche un caso di studio su come si tiene in vita una razza con pochi soggetti: qui dentro trovi la separazione dal Dunker nel 1902, la riunificazione degli anni Venti e gli incroci autorizzati fra il 1970 e il 2006.

Sommario

Hans Fredrik Hygen e il figlio

Hygenhund presentato in stand durante una esposizione

Il nome della razza viene da Hans Fredrik Hygen, un procuratore che nella prima metà dell’Ottocento cominciò ad allevare segugi locali nella Norvegia orientale, e che trasferendosi a Romerike inserì nel suo allevamento i cani della zona.

È il tipo di lavoro che ha creato quasi tutte le razze da caccia europee: un appassionato che per decenni sceglie i riproduttori, scarta quello che non funziona e fissa un tipo.

Il passaggio da allevamento a razza lo fa il figlio, A. B. Hygen, che contribuì a fissare lo standard nel 1902 e a fondare il club speciale per i segugi norvegesi.

Nello stesso 1902 il Dunker e l’Hygenhund vennero separati ufficialmente in due razze distinte. Fino ad allora erano stati considerati due varianti dello stesso cane.

Separati, uniti, separati di nuovo

La vicenda dei due segugi norvegesi ha una piega che nella cinofilia si vede di rado. Dopo la separazione del 1902, fra il 1925 e il 1934 le due razze vennero di nuovo unite in una sola.

Poi, prima della Seconda guerra mondiale, furono separate un’altra volta: l’allevamento dell’Hygenhund era ripreso abbastanza da giustificare due registri distinti.

Il dopoguerra portò una ripresa buona, ma anche un problema che la documentazione ufficiale non nasconde: alcune linee mostrarono un temperamento aggressivo. È il genere di informazione che le schede promozionali di razza omettono e che invece dice molto della serietà di chi la pubblica.

Da allora la selezione è andata nella direzione opposta, ed è per questo che oggi la stessa fonte descrive l’Hygenhund come un cane amichevole e adatto alla famiglia. Le razze si correggono, se qualcuno se ne occupa.

Gli incroci autorizzati: come si salva una razza

Giovane Hygenhund presentato al guinzaglio

Con poche decine di cuccioli l’anno, il rischio non è teorico: è la consanguineità. Il kennel club norvegese ha scelto una strada che merita di essere raccontata, perché è tutt’altro che scontata.

Negli anni Settanta è stato reintrodotto sangue di Dunker, e la cosa è stata ripetuta quattro volte fra il 1993 e il 1996.

Poi si è guardato oltre confine: incroci con il segugio finlandese autorizzati nel 2000 e nel 2002, e un incrocio con lo svedese Hamiltonstövare approvato nel 2006.

Ogni incrocio è stato deciso e registrato: non sono cani nati per caso, sono scelte di gestione genetica prese per allargare la base riproduttiva di una razza piccola.

È un modello che in Europa comincia a essere discusso anche per altre razze in difficoltà, e i kennel club scandinavi sono fra i più aperti su questo fronte.

L Hygen Hound oggi

Le iscrizioni al Norsk Kennel Klub negli ultimi anni oscillano fra i 27 e i 44 cuccioli all’anno. È la stessa fonte ufficiale a definire quelle cifre estremamente basse e a dire che devono aumentare per evitare problemi di consanguineità.

Sono comunque numeri migliori di quelli dell’Halden Hound, l’altro segugio norvegese, che sta fra i 7 e i 21. E sono numeri di una razza ancora usata: in Norvegia la caccia alla lepre con il segugio solitario è viva.

Fuori dalla Norvegia, però, l’Hygenhund è quasi inesistente. In Italia non risultano cucciolate iscritte all’ENCI, e la razza non ha nemmeno una pagina nel sito dell’ente.

Non è una razza che sta scomparendo per abbandono: è una razza locale, legata a un modo di cacciare che esiste solo lassù. La differenza con le razze in crisi vera è che qui c’è un club che i problemi li affronta apertamente, incroci autorizzati compresi.