Harrier
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Harrier in breve
L’Harrier è il segugio inglese da lepre, un cane da muta di taglia media: 48-55 centimetri, con lo standard che preferisce i soggetti fra i 48 e i 50. Pelo liscio alla maniera inglese, mantello di norma a sfondo bianco con macchie dal nero all’arancio, orecchie a V e piuttosto corte. Lo standard lo definisce forte e leggero, meno potente e più distinto del Foxhound. È una razza rarissima: nel 2024 nel Regno Unito è stato registrato un solo cucciolo.
Che cane è l Harrier

È un segugio britannico selezionato per cacciare la lepre in muta, un lavoro documentato in Inghilterra dalla metà del Duecento. Lo standard lo descrive in una riga sola: cane forte e leggero, meno potente e più distinto del Foxhound.
Lo riconosci dalle orecchie a V, corte e piatte, e dal mantello a sfondo bianco con macchie che vanno dal nero all’arancio. Il pelo è liscio alla maniera inglese: corto ma non raso.
Il carattere, che lo standard non descrive, viene dal mestiere: è un cane da muta, quindi socievole con cani e persone, allegro e senza diffidenza. E indipendente quando lavora di naso.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e naso, un recinto serio e, se possibile, un altro cane in casa. Cosa non fa: la guardia, e il richiamo perfetto in mezzo alla campagna.
La cosa più importante da sapere è però un’altra: è una delle razze più rare d’Europa. In Italia non risultano cucciolate iscritte all’ENCI, e nel Regno Unito nel 2024 è stato registrato un solo cucciolo.
Storia ed origine dell Harrier

L’Harrier caccia la lepre in Inghilterra dalla metà del Duecento, e il nome viene proprio da lì: harrier, il cane della hare. Per secoli non è stata una razza in senso moderno, ma un tipo allevato da ogni equipaggio di caccia.
Nel 1874 è fra le sole quaranta razze incluse nel primo stud book del Kennel Club britannico. Poi succede una cosa insolita: l’ultima volta che un Harrier viene esposto o iscritto a quel libro è il 1915, e per oltre un secolo la razza vive solo dentro il mondo venatorio.
Il ritorno è recentissimo: nell’ottobre 2021 il Kennel Club pubblica un Interim Breed Standard e riapre le esposizioni alla razza dopo più di cinquant’anni. Negli Stati Uniti l’AKC la riconosce invece dal 1885. In Inghilterra convivono due tipi, lo Stud Book Harrier e il West Country Harrier, più chiaro e non riconosciuto ufficialmente.
Carattere e descrizione dell Harrier

Lo standard è cortissimo e lo definisce per confronto: cane forte e leggero, meno potente e più distinto del Foxhound. Misura 48-55 centimetri, ma la preferenza dichiarata va ai soggetti fra i 48 e i 50, con una sola misura per maschi e femmine.
Le orecchie sono a forma di V, quasi piatte e piuttosto corte; gli occhi sempre scuri. Il pelo è liscio, alla maniera inglese, piatto e non troppo corto, e il mantello è di norma a sfondo bianco con tutte le sfumature dal nero all’arancio; in Francia prevale il tricolore con la gualdrappa nera. Anche la coda ha un dettaglio suo: il pelo verso la punta è sollevato come spighe di grano.
Sul carattere lo standard non dice nulla, e lo diciamo apertamente: quello che si sa viene dal mestiere. È un cane da muta, quindi socievole con cani e persone, allegro e per niente diffidente, ma indipendente sulla pista e con una voce importante. Nella pagina trovi anche il confronto con Foxhound e Beagle e la salute.
Addestramento ed educazione dell Harrier

È un cane facile con tutti e difficile da richiamare: socievole, allegro, per niente problematico con persone e cani, ma con il naso che comanda. Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi e premi di valore alto. Con un cane da muta britannico le aspettative vanno calibrate prima di cominciare, e la pagina lo fa dalla prima riga.
Le basi dei primi mesi sono quelle di ogni cane da seguita: socializzazione, condotta al guinzaglio e richiamo giocato tutti i giorni, non una volta a settimana. Poi arriva il capitolo difficile: un Harrier che incrocia la pista di una lepre entra in una modalità in cui il mondo intorno smette di esistere. La pagina spiega come conviverci, dove lasciarlo libero e perché il guinzaglio lungo resta l’attrezzo principale. C’è la voce, potente e usata volentieri. C’è la vita in gruppo, perché questo è un cane nato per stare con altri cani e la solitudine gli pesa più che ad altri. C’è quanto movimento serve: almeno due ore al giorno fra movimento e naso, perché è costruito per galoppare dietro una lepre per ore. Ci sono le attività alternative alla caccia. Ci sono gli errori tipici. E c’è la parte sui bambini, dove va benissimo. Se vuoi un segugio allegro, qui trovi come gestirlo.
Allevamento dell Harrier

Qui i numeri parlano da soli. Nel Regno Unito, il suo paese, le registrazioni al Kennel Club sono state 38 nel 2021, 9 nel 2022, nessuna nel 2023 e una sola nel 2024. La soglia per entrare fra le razze britanniche vulnerabili è di meno di 300 cuccioli l’anno.
In Italia la razza non è allevata: nei registri dell’ENCI non risultano cucciolate iscritte e non c’è nessun affisso. Non diamo quindi una forbice di prezzo italiana, perché sarebbe inventata.
Una precisazione che rende giustizia alla razza: gli Harrier degli equipaggi di caccia britannici non vengono registrati al kennel club, quindi la popolazione reale è più grande di quella che risulta dalle statistiche. È il paradosso delle razze da lavoro: vive nel loro mondo, invisibili fuori.
Chi la volesse deve rivolgersi al club di razza britannico, mettere in conto tempi lunghi e le pratiche di importazione, visto che il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea. E la domanda più importante da fare, in una popolazione così piccola, riguarda la consanguineità dei genitori.


