Allevamento del Griffone di Bruxelles
Quaranta cuccioli l’anno in Italia: prezzi, tredici affissi e cosa chiedere
In Italia il Griffone di Bruxelles è il più diffuso dei tre piccoli cani belgi: 436 cuccioli registrati dall’ENCI fra il 2015 e il 2024 e tredici affissi. Sono circa quaranta cuccioli l’anno, quindi una razza da prenotare.
In questa pagina: quanto costa, perché conviene cercare anche fra gli allevatori delle razze sorelle, cosa chiedere sulla salute e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Griffone di Bruxelles
Un cucciolo con pedigree ENCI costa indicativamente fra i 1.200 e i 2.000 euro. È una cifra alta per un cane da cinque chili, e la ragione sta nella biologia della razza: cucciolate di due o tre cuccioli e cesarei frequenti, perché la testa è grande e il bacino piccolo.
La disponibilità è il vero ostacolo: quaranta cuccioli l’anno in tutta Italia, distribuiti fra chi li aspetta. Se qualcuno ha cuccioli di questa razza subito disponibili a prezzo basso, la domanda da farsi è da dove vengono.
Le spese del primo anno sono contenute: fra 500 e 800 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione. Il mantenimento adulto sta fra i 50 e gli 80 euro al mese.
La voce da mettere in bilancio è la toelettatura: lo stripping a mano ogni due o tre mesi, fra i 40 e i 60 euro a seduta. Chi impara a farlo da solo risparmia e ottiene un pelo migliore.
E poi c’è la parte imprevedibile: occhi e respirazione. Su un brachicefalo con occhi grandi e sporgenti un’ulcera corneale o un intervento alle vie aeree sono spese che capitano, e avere un fondo o un’assicurazione sanitaria è sensato.
Dove si cerca, e cosa chiedere
Il consiglio più utile è anche il meno intuitivo: cerca anche fra gli allevatori delle razze sorelle. Griffone di Bruxelles, Griffone Belga e Petit Brabançon hanno un solo standard e un unico patrimonio genetico, e dalla stessa cucciolata possono nascere cuccioli di razze diverse.
In Italia gli affissi sono tredici per il Bruxelles, undici per il Belga e dodici per il Brabançon, e in buona parte sono gli stessi allevatori.
La prima domanda sulla salute riguarda la testa: come respirano i genitori dopo una corsa o in una giornata calda. In un brachicefalo è il test più semplice e più informativo che esista, e si fa guardando.
La seconda riguarda i segni neurologici: grattamento a vuoto verso la spalla, dolore quando si tocca il collo, ipersensibilità. Sono i segnali associati alla siringomielia nella razza, e un allevatore informato sa di cosa parlate.
La terza riguarda gli occhi: casi di ulcere corneali, entropion, occhi che lacrimano. In una razza con occhi grandi e poco protetti è una domanda pertinente.
La quarta riguarda le rotule e la chiusura della bocca: la lussazione della rotula è il problema ortopedico dei cani da quattro-sei chili, e in una razza prognata una mandibola storta è un difetto squalificante.
E la quinta è quella che l’allevatore farà a te: quanto tempo passate fuori casa. In una razza descritta come molto attaccata al proprietario, non è una domanda di cortesia.
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è il colore: rosso o rossastro, con un po’ di nero ammesso solo nella barba. Qualsiasi macchia bianca è squalificante, e così grigio, blu focato, marrone focato e fegato.
Il secondo è la testa: cranio rotondo, stop marcato, tartufo nero allo stesso livello degli occhi. Nei cuccioli il muso è già corto: se ve ne mostrano uno con il muso lungo, non è tipico.
Il terzo è la bocca: prognata come vuole lo standard, ma chiusa. La lingua permanentemente visibile è squalificante e una mandibola storta pure. Chiedi di vedere la bocca a riposo.
Il quarto sono gli occhi: grandi e rotondi ma mai sporgenti, scuri, bordati di nero. Occhi che lacrimano già a otto settimane sono un campanello d’allarme.
Il quinto è il pelo: ruvido, con il sottopelo, non setoso e non lanoso. Nei cuccioli si riconosce più al tatto che a vista, e un allevatore serio vi dirà come sarà da adulto.
Il sesto è il comportamento: cuccioli che vengono avanti, curiosi, che si fanno prendere in mano senza irrigidirsi. Lo standard mette la timidezza esagerata fra le squalifiche, e nei cani piccoli la paura è il problema più comune e più difficile da recuperare.
E il settimo è dove sono cresciuti: in casa, in mezzo ai rumori e alle persone. In una razza nata per vivere addosso agli umani, le prime otto settimane valgono più di qualsiasi corso.

