Storia ed origine del Gordon Setter
Il setter nero focato dei duchi di Gordon
Il Gordon Setter è l’unico dei tre setter britannici a portare il nome di una famiglia: quella dei duchi di Gordon, il cui castello in Scozia diede alla razza il nome con cui la conosciamo. È anche il più pesante e il più tardo ad affermarsi.
Qui dentro: da dove vengono i setter, cosa successe a Gordon Castle, come il nero focato divenne l’unico colore ammesso e i numeri italiani di oggi.
Sommario
Da dove vengono i setter

I setter nascono dai vecchi cani da rete britannici, i setting dogs, che individuavano gli uccelli e si accucciavano per permettere ai cacciatori di gettare la rete sopra cane e selvaggina. È da quel sedersi che viene il nome della famiglia.
Con l’arrivo del fucile l’accucciarsi diventò inutile e i setter impararono a restare in piedi, immobili: la ferma come la conosciamo. Il mestiere, però, restò lo stesso: cercare con il naso alto su terreni aperti, coprendo tanto terreno.
In Gran Bretagna, nel corso dell’Ottocento, quel tipo di cane si divise in tre razze distinte per regione e per colore: l’inglese belton, l’irlandese rosso e lo scozzese nero focato.
Il Gordon è il più pesante dei tre, e non per caso: la Scozia ha terreni duri, brughiere e colline, e serviva un cane con più sostanza. Lo standard lo dice ancora oggi con quel paragone al cavallo da caccia capace di portare pesi.
Gordon Castle e il nome della razza

Il nome viene dai duchi di Gordon e dal loro castello nel nord-est della Scozia, dove fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento venne allevato con costanza il setter nero focato che poi prese il nome della casata.
Per buona parte dell’Ottocento la razza fu conosciuta come Gordon Castle Setter, e convissero soggetti di colori diversi: neri focati, tricolori con il bianco, e perfino qualche rosso. Fu la selezione successiva, con l’arrivo delle esposizioni e dei libri genealogici, a fissare il nero focato come unico colore.
È una vicenda tipica della cinofilia ottocentesca: quello che nasce come cane di una tenuta diventa una razza con un nome, uno standard e un registro, e nel passaggio perde le varianti che non rientrano nel modello scelto.
L’illustrazione qui accanto ritrae un campione di fine Ottocento e mostra un cane già identico a quello di oggi: stessa testa, stesse focature, stessa bandiera sulla coda.
Il Gordon Setter oggi e in Italia

Nel Novecento il Gordon ha seguito la sorte di molti cani da ferma britannici: è rimasto un cane da cacciatori, meno di moda del Setter Inglese ma con una base di appassionati solida in tutta Europa, Italia compresa.
In Italia i numeri raccontano una razza stabile: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 2.285 cuccioli, con una media di poco più di duecento l’anno e un picco di 359 nel 2015. Gli affissi attivi sono quattordici, con la Lombardia in testa.
È un livello di presenza che rende questa razza accessibile: non è un cane raro, si trova, e esistono allevamenti che lavorano sia sul lavoro sia sulla bellezza.
Come per tutte le razze da caccia italiane, però, il trend è in leggera discesa, e l’ultimo anno (169 cuccioli) è il più basso del decennio. È il riflesso del calo dei cacciatori, non di un problema della razza.

