Carattere e descrizione del Gordon Setter
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Gordon Setter è il setter scozzese, l’unico nero focato dei tre, e il più pesante. Lo standard lo descrive con un’immagine precisa: un cane che ha della classe, costruito per il galoppo, paragonabile a un cavallo da caccia capace di portare pesi.
In questa pagina: le misure (date in valori secchi, cosa rara), la testa con lo stop marcato, il mantello con le focature descritte una per una al millimetro, il carattere e la salute, che in questa razza ha due test del DNA da pretendere.
Sommario
Il Gordon Setter in breve
Il Gordon Setter è il cane da ferma scozzese del gruppo dei setter: 66 centimetri e 29,5 chili nei maschi, 62 e 25,5 nelle femmine. Pelo di media lunghezza, piatto, con le frange lunghe e seriche, in un solo colore: nero carbone con le focature rosso castagno. Carattere intelligente, capace e dignitoso; audace, estroverso, gentile ed equilibrato. Vive 11-13 anni.
Quanto è grande un Gordon Setter

Lo standard fa una cosa insolita: invece di dare una forbice, dà numeri secchi. 66 centimetri e 29,5 chili per i maschi, 62 e 25,5 per le femmine. È il più pesante dei tre setter.
Il paragone che usa per spiegare la costruzione è memorabile: un cane costruito per il galoppo, che può essere accostato al cavallo da caccia (Hunter) capace di portare pesi. Non il cavallo da corsa: quello da caccia, che deve reggere un peso su terreni difficili per una giornata intera.
Il resto della costruzione segue: collo lungo, asciutto e arcuato senza pelle rilasciata; rene largo e leggermente arcuato; torace non troppo largo ma con lo sterno profondo e le costole ben cerchiate.
La coda è diritta o leggermente a scimitarra, e lo standard mette un limite preciso: non deve superare il garretto. È portata orizzontale o sotto la linea del dorso, mai alta, con la bandiera di frange che parte vicino all’inserzione.
L’andatura chiude il quadro: regolare, sciolta e decisa, con molta spinta del posteriore. Un Gordon in azione copre terreno con un galoppo ampio, ed è uno dei motivi per cui piace ai cacciatori.
La testa e gli occhi del Gordon Setter

La testa è più profonda che larga, con una proporzione precisa: la distanza dall’occipite allo stop è maggiore di quella dallo stop al tartufo. Il cranio è leggermente arrotondato e lo stop nettamente marcato.
Quello stop marcato è uno dei modi per distinguerlo dagli altri setter, che lo hanno più dolce. Il muso è lungo, con le linee quasi parallele, né appuntito né tagliato obliquamente, e le regioni sopra e sotto gli occhi sono asciutte.
Gli occhi sono marrone scuro e brillanti, né infossati né sporgenti, con un’espressione vivace e intelligente. Il tartufo è largo, ampio, con le narici aperte, e sempre nero.
Le orecchie sono di media misura, sottili, attaccate basse, e pendono appoggiate contro la testa. È la testa di un cane che deve tenere il naso alto e cercare l’aria: nulla di pesante, nulla di esagerato.
Il pelo e le frange

Il pelo è corto e fine su testa, parte anteriore degli arti e punta delle orecchie, e su tutto il resto del corpo è di media lunghezza, piatto, senza ricci né ondulazioni. Il riccio, in un setter, non è tipico.
Le frange sono la parte che fa la differenza: lunghe e seriche sulla parte superiore delle orecchie, lunghe, fini, piatte e diritte dietro gli arti, e sul ventre una frangia che può estendersi fino al petto e alla gola.
In pratica significa un pettine due volte a settimana su orecchie, culotte, ventre e bandiera della coda: sono le zone dove si formano i nodi e dove si impigliano rovi, semi e forasacchi. Niente tosature, niente toelettatore.
È anche il motivo per cui, dopo una giornata in campagna, il controllo è obbligatorio: fra le frange del ventre e le dita si nascondono spighe che in due giorni diventano un problema veterinario.
I colori del Gordon Setter

Qui non c’è scelta: il colore è uno solo. Nero carbone intenso e lucente, senza traccia di ruggine, con marcature d’un rosso castagno, cioè vivaci focature.
La parte notevole è che lo standard descrive le focature una per una, con tanto di misure. Sopra gli occhi: due macchie nette che non superino i 2 centimetri di diametro. Sui lati del muso: una fascia che circonda la punta senza andare oltre la base del tartufo, nettamente delineata.
Poi: due grosse macchie nettamente delimitate su gola e petto, e macchie sulla parte interna delle cosce e degli arti posteriori. Sono ammessi i colpi di matita neri sulle dita e righe nere sotto la mascella.
Quel senza traccia di ruggine merita una nota: il nero deve essere nero pieno, non sbiadito né tendente al marrone. Un Gordon con il mantello arrugginito, in esposizione, viene penalizzato.
Il carattere del Gordon Setter

Sei aggettivi, e sono scelti bene: intelligente, capace e dignitoso. Audace, estroverso, di temperamento gentile ed equilibrato. Quel dignitoso è la parola che i proprietari citano più spesso, ed è la meno banale.
Dignitoso, in un cane, vuol dire che non è servile e non fa il buffone: ha un suo modo di stare al mondo, è affettuoso ma non appiccicoso, e chiede di essere trattato con un certo rispetto. Chi arriva da un Labrador nota subito la differenza.
Audace ed estroverso vengono dal lavoro: è un cane che cerca lontano, che affronta terreni difficili e che non si tira indietro. In casa, però, temperamento gentile ed equilibrato: con i bambini è paziente e con le persone è aperto.
La caratteristica pratica che lo distingue dagli altri setter è che è considerato il più attaccato al conduttore e il più metodico: cerca con ampiezza ma torna, e questo lo rende gestibile anche per chi non è un cacciatore esperto.
Il rovescio della medaglia è la sensibilità: è un cane che si offende, che con i metodi bruschi si chiude e che ha bisogno di un rapporto costruito, non imposto.
E poi c’è l’energia, che va detta chiaramente: è un cane da ferma da trenta chili costruito per il galoppo. Un Gordon che non lavora e non cammina è un cane in debito, e il debito lo presenta in casa.
Gordon, Setter Inglese e Setter Irlandese

I tre setter britannici hanno lo stesso mestiere e tre identità diverse. Il Gordon è lo scozzese nero focato, il più pesante e il più metodico; il Setter Inglese è il belton, più asciutto e più rapido; il Setter Irlandese è il rosso mogano, il più spettacolare in cerca.
La differenza di peso non è un dettaglio: 29,5 chili contro cani più leggeri significano un galoppo diverso e una resistenza diversa. Il Gordon è il setter dei terreni duri e delle giornate lunghe, non quello della velocità pura.
Sul carattere gli standard concordano su una cosa: sono tutti e tre cani gentili e per niente aggressivi. Il Gordon aggiunge quel dignitoso che gli altri non hanno.
Rispetto ai cani da ferma continentali come il Kurzhaar, i setter cercano più lontano e lavorano con il naso alto; rispetto al Pointer, il Gordon è più pesante, più lento e più attaccato al conduttore.
In Italia il Gordon ha una presenza solida ma di nicchia: 2.285 cuccioli in dieci anni contro le migliaia dei setter inglesi.
Quanto vive un Gordon Setter e di cosa si ammala
Vive 11-13 anni e ha una lista di controlli precisa, che comprende due test del DNA: sono le prime cose da chiedere a un allevatore.
Il primo test riguarda l’atassia cerebellare del Gordon Setter, una malattia neurodegenerativa recessiva descritta proprio in questa razza: i cani colpiti sviluppano una perdita progressiva della coordinazione da giovani adulti. Esiste il test genetico, ed è il motivo per cui due portatori non vanno mai accoppiati.
Il secondo è quello per l’atrofia progressiva della retina nella forma rcd4, a esordio tardivo, che porta alla cecità in età avanzata. Anche qui il test del DNA c’è ed è semplice.
Poi ci sono i controlli dei cani grandi: lastre di anche e gomiti, e la consapevolezza del rischio di torsione dello stomaco, che in un cane da trenta chili con il torace profondo è un’emergenza da riconoscere in fretta (addome teso, tentativi di vomito a vuoto, agitazione).
Fra le altre cose segnalate nella razza c’è l’ipotiroidismo, che si manifesta con pelo opaco, letargia e aumento di peso e si diagnostica con un esame del sangue. E le otiti, perché quelle orecchie pendenti e frangiate non ventilano.
A chi è adatto il Gordon Setter

Ai cacciatori, prima di tutto, ma è anche uno dei setter che funziona meglio in famiglia: quel carattere gentile ed equilibrato dello standard è reale, e in casa è un cane calmo, purché fuori abbia fatto quello che deve.
Le condizioni sono quelle di tutti i cani da ferma: almeno due ore al giorno di movimento vero, spazio, e qualcosa da fare con la testa. Un Gordon che cammina, cerca e nuota è un cane discreto e affettuoso; uno tenuto in giardino diventa un problema.
Funziona con i bambini e con gli altri cani. Non funziona come cane da guardia, e non funziona con chi usa metodi bruschi: è sensibile e con la durezza si chiude.
Non è adatto all’appartamento in città senza spazi, e non è adatto a chi non ha voglia di passare un pettine sulle frange due volte a settimana.
In Italia si trova senza troppa difficoltà: 2.285 cuccioli iscritti in dieci anni e quattordici affissi attivi, con la Lombardia in testa.

