Allevamento del Fox Terrier a Pelo Liscio

Quanto costa un cucciolo, i test da pretendere e i numeri italiani

In Italia il Fox Terrier a Pelo Liscio è passato da razza comune a razza da cercare: 613 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e dieci affissi attivi. Non è introvabile, ma una cucciolata si aspetta.

In questa pagina: quanto costa, quali test del DNA devono avere i genitori e quali domande fare a un allevatore di una razza con tre malattie ereditarie note.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Fox Terrier a Pelo Liscio

Cuccioli di Fox Terrier a pelo liscio sdraiati su un tappeto

Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra gli 800 e i 1.500 euro. Si sale fino a 2.000 per le cucciolate da genitori titolati o importati, tipicamente destinate all’esposizione.

Nel prezzo di un allevatore serio ci sono i test del DNA dei riproduttori, la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico e due mesi di cucciolata cresciuta in casa. In una razza con tre malattie ereditarie note, un cucciolo che costa trecento euro è un risparmio che rischi di pagare dal veterinario.

Il primo anno costa altri 400-600 euro fra richiami, sterilizzazione, antiparassitari e attrezzatura. Il mantenimento poi è basso, 50-80 euro al mese: mangia poco ed è un cane che sta bene con poco.

La spesa che nessuno mette in preventivo è la recinzione. Un fox terrier scava sotto le reti, si infila nei buchi e valuta ogni cancello come un problema tecnico da risolvere. Chi ha un giardino la sistema una volta e bene, prima che arrivi il cucciolo.

Sulla toelettatura invece la spesa è zero: un guanto di gomma da cinque euro e cinque minuti a settimana. È uno dei pochi cani in cui il risparmio è vero.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree800-1.500 euroLa forbice italiana, con dieci affissi attivi
Linee da esposizioneFino a 2.000 euroGenitori titolati o importati
Senza pedigreeDa evitareCon tre malattie ereditarie note, il pedigree e il minimo
Primo anno400-600 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione e attrezzatura
Mantenimento al mese50-80 euroCane da otto chili: mangia poco, si muove tanto
ToelettaturaZeroUn guanto di gomma e cinque minuti a settimana
Recinzione del giardinoLa spesa che nessuno mette in contoScava e passa: qui si risparmia solo una volta

I test da pretendere e le domande da fare

Ritratto di Fox Terrier a pelo liscio sdraiato davanti a una tenda gialla

Due test del DNA, e non sono negoziabili: la PLL (lussazione primaria del cristallino, gene ADAMTS17) e l’atassia spinocerebellare di tipo terrier (gene KCNJ10). Sono entrambe recessive, il che significa che due portatori sani possono produrre cuccioli malati.

Come si legge un risultato: libero vuol dire che il cane non ha la mutazione, portatore che ne ha una copia e sta bene, affetto che ne ha due. Un portatore accoppiato con un libero dà cuccioli sani, e per questo i portatori non si escludono dall’allevamento: si accoppiano con criterio. Quello che non si fa mai è portatore per portatore.

Poi c’è la domanda che non ha un certificato: la miastenia grave congenita, descritta proprio in questa razza, non ha un test del DNA. L’unico modo per ridurre il rischio è chiedere apertamente se in quella linea di sangue ci sono stati casi. Un allevatore che conosce la razza sa di cosa stai parlando e risponde; uno che cade dalle nuvole ti ha già detto abbastanza.

Vanno chieste anche la valutazione delle rotule dei genitori e, nei cuccioli molto bianchi, il test BAER per l’udito, che è rapido e si fa da piccolissimi.

Il resto sono le regole di sempre: vedere la madre con i cuccioli e valutarne il carattere (lo standard esclude i cani aggressivi e quelli eccessivamente timidi, quindi una madre che ringhia o che si nasconde è un problema), cuccioli cresciuti in casa e non in box, consegna non prima dei 60 giorni con microchip e pedigree, e un allevatore che fa domande a te.

Il Fox Terrier a Pelo Liscio in Italia: i numeri dell’ENCI

Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 613 cuccioli di Fox Terrier a Pelo Liscio: 85 nel 2015, poi 81, 56, 91 nel 2018, 43, 53, 69, 69, il minimo storico di 22 nel 2023 e 44 nel 2024.

La curva è quella di una razza in calo, con un rimbalzo nell’ultimo anno che è presto per chiamare inversione. Conviene dirlo chiaramente: il cane che nel 1907 vinceva il primo Best in Show della storia del Westminster oggi in Italia nasce meno di cinquanta volte l’anno.

Gli affissi attivi sono dieci, e la geografia è particolare: cinque in Emilia Romagna (Bologna, Parma, Piacenza e due in provincia di Forlì-Cesena), due in Piemonte (Torino), due in Puglia (Lecce e Taranto) e uno in Campania (Salerno).

Per fare un paragone dentro casa: il Fox Terrier a Pelo Ruvido, nello stesso decennio, ha registrato 1.287 cuccioli e ha diciassette affissi. Fra i due fratelli, quello a pelo liscio è oggi il più raro.

Il consiglio pratico: mettere in conto qualche mese di attesa, non fermarsi al primo annuncio, e considerare anche l’estero, dove in Scandinavia e nell’Europa dell’Est la razza è più diffusa. Un cane che vivrà quindici anni merita di essere scelto con calma.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
201585
201681
201756
201891
201943
202053
202169
202269
202322
202444
Totale in dieci anni613