Carattere e descrizione del Finnish Hound
Aspetto, tricolore e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Finnish Hound (per l’ENCI Segugio Finlandese, in finlandese Suomenajokoira) è il cane da caccia nazionale della Finlandia e una delle razze più registrate del paese. Fuori dalla Scandinavia, invece, non lo conosce nessuno: in Italia l’ENCI non ha iscritto nemmeno un cucciolo in dieci anni.
In questa pagina: quanto è grande, le proporzioni che lo standard descrive con i numeri, il tricolore obbligatorio con la sua gualdrappa nera, il carattere (tre aggettivi, e sono quelli giusti) e il lavoro per cui è nato.
Sommario
Il Finnish Hound in breve
Il Finnish Hound è un segugio di taglia media finlandese, alto 55-61 centimetri nei maschi e 52-58 nelle femmine, per 20-25 chili, chiaramente più lungo che alto. Il mantello è solo tricolore: gualdrappa nera, fuoco carico e macchie bianche. Caccia lepre e volpe seguendo la traccia e inseguendo abbaiando con voce risonante. Carattere calmo, energico e amichevole, mai aggressivo. Vive 12-13 anni.
Quanto è grande un Finnish Hound

I maschi misurano 55-61 centimetri al garrese, con un’altezza ideale di 57-59; le femmine 52-58, ideale 54-56. Il peso non c’è nello standard: in pratica siamo fra i 20 e i 25 chili.
Sulla taglia questo standard è severissimo, e conviene saperlo: un centimetro fuori misura è un difetto, e più di un centimetro è una squalifica. Poche razze mettono un limite così stretto.
Le proporzioni sono date con i numeri, e disegnano la sagoma: la lunghezza del corpo sta all’altezza al garrese come 1,1 a 1 (quindi chiaramente più lungo che alto), e l’altezza del torace è esattamente la metà dell’altezza al garrese.
Sulla testa c’è una regola geometrica che si vede raramente: il muso è lungo come il cranio, e la lunghezza del cranio è uguale alla sua ampiezza e alla sua profondità. Un cranio, in pratica, che sta in un cubo.
Lo standard chiude l’aspetto generale con una formula che tiene lontani gli estremi: fortemente costruito ma non pesante. Fra i difetti compaiono infatti sia la costruzione troppo leggera sia quella troppo pesante.
La testa e le orecchie del Finnish Hound

Il cranio è di giusta ampiezza e bombato alla sommità, con la fronte leggermente convessa, le linee cranio-facciali parallele e le arcate sopracciliari in evidenza. Lo stop è leggermente, ma nettamente definito.
Il tartufo è nero, con narici larghe e mobili, e anche le palpebre sono nere. Gli occhi sono leggermente ovali, di colore marrone scuro, e guardano diritto in avanti con un’espressione calma: è la stessa calma che il carattere richiede.
Le orecchie hanno una descrizione tecnica che merita di essere letta: pendono con il bordo anteriore aderente alla testa e sono girate in modo tale che il bordo posteriore punti verso l’esterno, con l’estremità quasi in avanti. Sono inseriti sulla linea che va dal tartufo agli occhi e, tirati in avanti, sorpassano la metà del muso.
C’è infine un dettaglio di portamento che dice tutto di un segugio: in stazione, la punta del tartufo è a livello della linea superiore del collo o leggermente al di sopra. Anche fermo, questo cane tiene il naso alto in aria.
Il tricolore del Finnish Hound

Qui non c’è scelta: il Finnish Hound è tricolore, e basta. Lo standard descrive una gualdrappa nera sul dorso, il color fuoco carico su testa, parti basse del corpo, spalle e cosce, e le macchie bianche su testa, collo, petto, arti e punta della coda.
La parola gualdrappa è quella che si usa nei segugi per il mantello scuro che copre il dorso come una coperta da sella. Nel Finnish Hound deve essere nera e i suoi confini non devono essere nettamente interrotti: un difetto elencato nello standard.
Ci sono altri due difetti di colore da conoscere. Il colore screziato, cioè il roano o il moschettato, che qui non è ammesso. E una gran quantità di pelo grigio, o cosiddetto pelo di lupo: la nota grigia che in altri segugi nordici è normale, qui è fuori tipo.
Il risultato è un cane molto uniforme come colore, in cui il fuoco carico sulla testa e il bianco del collo e del petto disegnano un disegno riconoscibile a distanza. Che in un cane da caccia, nel bosco, è esattamente ciò che serve.
Il pelo e le orecchie da controllare

Il mantello è quello di un cane nordico che lavora fuori tutto l’anno: sottopelo corto, fitto e di tessitura soffice, e pelo esterno di media lunghezza, ben adagiato al corpo, diritto, fitto e piuttosto ruvido.
Lo standard mette un difetto anche qui: pelo corto e decisamente soffice. Serve la combinazione giusta, cioè un pelo esterno che protegga e un sottopelo che isoli, perché in Finlandia questo cane caccia con la neve e sotto zero.
La manutenzione è la più semplice che esista: una spazzolata a settimana, di più nei periodi di muta. Il toelettatore, in questa razza, non serve.
Il lavoro quotidiano riguarda le orecchie, che pendono aderenti alla testa in un cane che passa le giornate nel sottobosco: controllo e pulizia dopo ogni uscita. E i piedi, dove si infilano forasacchi e si formano taglietti.
Il carattere del Finnish Hound

Lo standard usa tre aggettivi e una negazione, e sono le parole giuste: calmo, energico e amichevole, mai aggressivo.
Calmo è la cosa che colpisce chi lo incontra: in casa è un cane tranquillo, discreto, senza nervosismi. Energico è quello che diventa appena esce: un segugio che lavora per ore, in condizioni difficili, senza chiedere pause.
Amichevole vale con le persone e con gli altri cani, e lo standard è severo su questo: fra i difetti c’è leggera timidezza o eccessiva aggressività verso gli altri cani, e fra le squalifiche ci sono timidezza e aggressività. In una razza che caccia in gruppo, il carattere è un requisito tecnico.
Poi c’è la parola che spiega la vita quotidiana e sta nell’utilizzazione: lavora indipendente. Un Finnish Hound su una pista decide da solo, e il richiamo passa in secondo piano. Non è disobbedienza, è il mestiere per cui è stato selezionato.
L’ultima cosa da sapere è la voce: lo standard dice che insegue abbaiando con voce risonante. È un tratto di razza, non un difetto da correggere, e in un condominio diventa il tema principale della convivenza.
Che lavoro fa il Finnish Hound

L’utilizzazione dello standard è una delle più descrittive che si trovino: cane che caccia la lepre e la volpe, seguendo la traccia. Appassionato alla caccia anche in condizioni difficili. Lavora indipendente, è un versatile inseguitore e insegue la selvaggina abbaiando con voce risonante.
In Finlandia la caccia con il segugio è una tradizione popolare e il Suomenajokoira è il cane con cui si fa: il cacciatore lo lascia cercare, il cane trova la pista della lepre, la segue e la racconta a voce, e chi caccia si posiziona ascoltando.
Le condizioni difficili di cui parla lo standard sono la neve, il freddo e i boschi fitti del nord, e spiegano perché la razza è costruita così: torace alto metà del garrese, corpo lungo, pelo doppio, ossatura solida ma non pesante.
La razza è classificata con prova di lavoro: per diventare campione internazionale un Finnish Hound deve dimostrare di saper lavorare, ed è il meccanismo che ha tenuto insieme bellezza e funzione, come nel Drahthaar e nel Drever.
Il rovescio di tutto questo, per chi lo vuole come cane di famiglia, sta nella parola indipendente: campo aperto senza recinzione mai, longhina da cinque o dieci metri sempre utile, e un richiamo allenato per anni.
Finnish Hound, Dunker e Drever: i tre segugi nordici
Sono tre segugi di tre paesi vicini, e chi non li conosce li confonde. Il Finnish Hound è finlandese e caccia lepre e volpe; il Dunker è norvegese, specialista di lepre, e ha il famoso mantello blu marmorizzato; il Drever è svedese, basso sugli arti e costruito per il cervo.
La differenza più evidente è il colore: il Finnish Hound è solo tricolore, il Dunker ammette il merle, il Drever tutti i colori con le marcature bianche. La seconda è la taglia: 52-61 centimetri il finlandese, 47-55 il norvegese, 30-38 lo svedese.
Sul lavoro hanno in comune la cosa più importante, cioè la voce: sono tutti e tre segugi che inseguono dando voce, e nessuno dei tre è un cane silenzioso. Rispetto al Beagle, che in Italia tutti conoscono, sono cani più grandi (tranne il Drever) e molto meno adattati alla vita da compagnia.
L’ultimo confronto è quello dei numeri italiani, e vale come avvertimento: il Beagle è fra le razze più diffuse del paese, il Drever ha fatto 13 cuccioli in dieci anni, il Dunker e il Finnish Hound zero.
Quanto vive un Finnish Hound e di cosa si ammala
È un segugio rustico e la razza non ha una lista lunga di patologie, ma c’è un tema genetico che i finlandesi conoscono bene: l’atassia cerebellare, una malattia neurologica ereditaria descritta proprio nei segugi finlandesi, che colpisce i cuccioli e per la quale esiste il test del DNA.
È l’unica domanda tecnica da fare a un allevatore: il genotipo di entrambi i genitori, perché due portatori non vanno accoppiati. Il resto è ordinario per un cane da lavoro di taglia media: lastre di anche e gomiti dei riproduttori e buon senso.
I temi pratici della vita quotidiana sono due, e sono quelli di tutti i segugi: le orecchie pendenti, che in un cane che vive nel sottobosco vanno controllate dopo ogni uscita, e le lesioni da lavoro, cioè taglietti, contusioni e forasacchi fra le dita.
Sulla longevità siamo intorno ai 12-13 anni: è la stima degli allevatori, non un dato da studio pubblicato.
A chi è adatto il Finnish Hound

È il cane di chi caccia con il segugio, e in Finlandia è quello che fa. Fuori da quel contesto ha un carattere che lo renderebbe un ottimo cane di famiglia (calmo in casa, amichevole con tutti), ma resta un segugio con tutto quello che comporta.
Funziona con persone sportive che camminano e corrono, che hanno spazio fuori città e che sono disposte a dargli lavoro di naso: mantrailing, nose work, tracce. Con i bambini è paziente, con gli altri cani facile, in casa discreto.
Non è adatto a chi vive in appartamento con due giri dell’isolato, a chi non tollera un cane che dà voce (e questo ha una voce risonante, scritto nello standard), e a chi immagina di tenerlo libero in campagna: un segugio su una pista fresca è fuori portata.
E c’è il limite che rende tutto teorico: in Italia la razza non c’è. Nessuna iscrizione ENCI negli ultimi dieci anni, nessun affisso, e per trovarne uno bisogna guardare alla Finlandia, dove è invece uno dei cani più comuni del paese.

