Addestramento ed educazione dell’English Toy Terrier

Un terrier da tre chili: cosa insegnargli e cosa non chiedergli mai

L’errore più comune con un cane di tre chili è non educarlo: è piccolo, si prende in braccio, e i problemi si risolvono sollevandolo da terra. Con l’English Toy Terrier quella scorciatoia funziona per sei mesi e poi presenta il conto, perché sotto i tre chili c’è un terrier.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, la socializzazione, il problema dell’abbaio, quali attività hanno senso su un cane con ossatura fine e quanto movimento serve.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

English Toy Terrier nero focato al guinzaglio sul prato con le orecchie erette

La prima priorità è trattarlo come un cane. Sembra banale e invece è la cosa che fa la differenza fra un toy equilibrato e un toy nevrotico: cammina, annusa, incontra altri cani, sta a terra.

La seconda è la socializzazione, che in questa razza va fatta con criterio. Lo standard chiede un cane mai indebitamente nervoso, ma un cucciolo da un chilo e mezzo che viene travolto da un labrador al parco impara la paura in tre secondi. Si scelgono gli incontri: cani calmi, ambienti gestibili, esperienze positive.

La terza è la condotta al guinzaglio con la pettorina. Su un collo sottile come questo il collare a scorrimento è pericoloso, e un cane che tira con il collare rischia danni alla trachea.

La quarta è la gestione della solitudine: pochi minuti alla volta, aumentando gradualmente. È un cane che vive attaccato alla sua persona, e l’ansia da separazione nei toy è frequente.

La quinta è la pulizia. Nei cani piccolissimi ci vuole più pazienza: vescica piccola, uscite frequenti, e in inverno la tentazione di usare la traversina invece di uscire. Meglio decidere subito quale delle due strade si vuole percorrere e restare coerenti.

E infine il maneggiamento: farsi toccare orecchie, bocca, zampe e unghie da cucciolo. In un cane che vivrà quindici anni e che dal veterinario ci andrà per i denti, è tempo investito bene.

L’abbaio, il vero tema di questa razza

English Toy Terrier nero focato che cammina su un marciapiede lungo una recinzione

Un terrier è un cane che avvisa. In un cane da guardia da trenta chili l’abbaio è una funzione; in un toy che vive in appartamento è la prima causa di litigi coi vicini.

L’English Toy Terrier non è fra i toy più rumorosi, ma è vigile e reattivo: campanello, ascensore, passi sulle scale, e parte l’allarme. La buona notizia è che su questo si lavora bene, perché è un cane intelligente e attento al suo umano.

Il metodo che funziona è sempre lo stesso: non urlare sopra l’abbaio – per il cane è partecipazione – ma insegnare un comportamento alternativo. Suona il campanello, il cane va sul suo posto, e lì trova qualcosa da fare. Ripetuto cento volte, diventa un’abitudine.

Il secondo pezzo è la desensibilizzazione: far diventare i rumori del condominio noiosi invece che minacciosi, associandoli a cose piacevoli quando il cane è tranquillo.

Il terzo è la noia. Un cane che passa la giornata senza niente da fare si inventa il mestiere di guardiano. Dieci minuti di lavoro col naso, due o tre volte al giorno, abbassano il livello di allerta più di qualunque correzione.

Quali attività hanno senso su un cane con ossatura fine

English Toy Terrier nero focato in piedi sull'erba che guarda in alto verso il conduttore

Qui bisogna essere chiari, perché è una questione di salute e non di gusto: su un cane da tre chili con ossatura fine e rischio di lussazione della rotula, gli sport di salto non sono una buona idea.

L’agility con i salti, anche in categoria mini, carica ginocchia e spalle di un cane che non ha struttura per assorbire. Si può fare in modo molto blando, con ostacoli bassi e in mano a un istruttore che conosce i cani piccoli, ma non è la scelta più intelligente.

L’alternativa esiste e sembra fatta per questa razza: gli hoopers. È un percorso di cerchi e curve senza salti, dove il cane lavora sulla direzione e sulla distanza. Zero impatto sulle articolazioni, tanta testa.

Poi c’è tutto il mondo olfattivo, che è il più adatto: la ricerca olfattiva e il nose work si possono fare in casa, con scatole e barattoli, e stancano. Un terrier con il naso al lavoro è un terrier soddisfatto.

Il rally obedience e il dog dance funzionano bene perché chiedono attenzione e coordinazione senza carichi. E l’attivazione mentale con i giochi di problem solving è la cosa più semplice da inserire nella routine di tutti i giorni.

Un’ultima nota sulla sicurezza domestica, che vale più di ogni sport: i salti dal divano e dal letto. In un cane da tre chili sono la causa più banale di fratture e di problemi articolari. Le rampe o gli sgabelli non sono un’esagerazione.

Quanto movimento serve a un English Toy Terrier

Il fabbisogno reale è di trenta o quaranta minuti di passeggiata al giorno, divisi in due o tre uscite, più gioco e attività mentale in casa. Non è un cane da grandi distanze, ma non è nemmeno un soprammobile: cammina volentieri e ha bisogno di uscire.

In inverno il calcolo cambia. Tre chili di cane con pelo corto perdono calore in fretta, e sotto una certa temperatura le uscite si accorciano e si mette il cappottino. Non è antropomorfismo, è termodinamica.

In estate vale l’opposto: essendo un cane nero, sull’asfalto caldo si scalda in fretta. Uscite la mattina presto e la sera.

La parte più importante, comunque, non sono i minuti: è la varietà. Percorsi diversi, odori nuovi, superfici diverse. Un giro identico ogni giorno per dieci anni è quello che trasforma un terrier sveglio in un cane annoiato e reattivo.

E poi c’è la componente che nei cani piccoli si dimentica: il riposo. Un cucciolo toy ha bisogno di dormire molto, e in una casa con bambini o con molto movimento va protetto un posto dove nessuno lo disturba.

Gli errori tipici con un cane da tre chili

Il primo è prenderlo in braccio per risolvere. Cane che abbaia a un altro cane, in braccio. Cane che si spaventa, in braccio. Il risultato è un cane che non impara mai a gestire il mondo e che al contrario impara che il mondo va evitato.

Il secondo è non educarlo perché è piccolo. Saltare addosso, tirare al guinzaglio, ringhiare sul cibo: sono comportamenti che in un cane da trenta chili nessuno tollererebbe, e che in un toy vengono lasciati passare fino a diventare cronici.

Il terzo è il parco cani senza filtri. Non è questione di carattere: un cane da tre chili in mezzo a cani da trenta è una questione di rischio fisico, e una brutta esperienza a otto mesi si porta dietro per anni.

Il quarto è il collare sbagliato. Su un collo sottile ci vuole la pettorina, e mai strumenti a strozzo.

Il quinto è sottovalutare i denti. Nei toy la bocca è piccola e i denti sono affollati: senza igiene dentale si arriva alle estrazioni intorno ai sei o sette anni, ed è un problema che si previene con poco.

E il sesto è fare troppo poco. Un English Toy Terrier che vive senza stimoli è un cane che abbaia, che diventa possessivo e che si irrigidisce con gli estranei. Dieci minuti di naso e cinque di gioco cambiano la giornata.