Eesti Hagijas
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Eesti Hagijas in breve
L’Eesti Hagijas, il segugio estone, è il cane nazionale dell’Estonia e l’unica razza canina del paese. Segugio di taglia media, 45-52 cm i maschi e 42-49 le femmine, pelo corto e duro, tricolore o bicolore, con una regola che lo racconta tutto: tutti i piedi e la punta della coda devono essere bianchi, perché il bianco serve a vedere il cane mentre lavora. Nato per decreto nel 1947, riconosciuto dalla FCI a titolo provvisorio nel 2019.
Che cane è l’Eesti Hagijas

È un segugio, gruppo 6 sezione 1.2, con prova di lavoro. Lo standard indica l’utilizzazione in una riga: segugio usato per la caccia alla lepre, alla volpe e alla lince.
Lo riconoscete dalla taglia media e dalla costruzione lunga e asciutta, dal manto tricolore con la sella nera e le focature fulve, e dalle calze bianche con la punta della coda bianca, che nello standard sono obbligatorie.
Cosa chiede: due ore al giorno di attività con il naso al lavoro, un recinto chiuso e la consapevolezza che un segugio sulla traccia non sente il richiamo.
Cosa lo rende speciale: è una razza progettata. Nel 1947 Mosca ordinò a ogni repubblica sovietica di crearsi un cane da caccia, in Estonia ne valutarono 2.460 e ne tennero 48: da lì viene tutto, comprese le misure basse volute per non braccare gli ungulati e per non disturbare il bestiame.
Da sapere prima: la voce. Lo standard la vuole sonora, perché serve a localizzare il cane a distanza. In campagna è utile, in condominio no.
E poi: in Italia questa razza non è mai nata. Zero nascite e zero affissi nel libro genealogico dell’ENCI.
Storia ed origine dell’Eesti Hagijas

L’Eesti Hagijas è una delle poche razze di cui si conosce l’atto di nascita amministrativo. Nel 1947 il ministero sovietico ordinò a ogni repubblica dell’Unione di avere la propria razza da caccia, e il criterio non era estetico: i cani dovevano essere bassi. Lo standard FCI lo scrive ancora oggi: una minore altezza al garrese serviva a proteggere i bovini e a evitare cani che inseguissero la selvaggina troppo veloce.
In Estonia c’erano allora 800-900 cani da caccia, quasi tutti incroci fra segugi locali, Beagle e segugi svizzeri. Fra il 1947 e il 1954 ne vennero valutati 2.460, e a settembre del 1954 quelli abbastanza uniformi erano 48. Negli incroci entrarono anche Foxhound, segugi russo-polacchi e bassotti.
Lo standard, scritto da Sergei Smelkov, fu approvato il 27 dicembre 1954 con il decreto numero 161 del ministero dell’agricoltura sovietico. Poi arriva la seconda vita: nel 1998 nasce il club di razza, la kennel estone riconosce la razza e l’Eesti Hagijas diventa il cane nazionale dell’Estonia, l’unica razza del paese.
Il 4 settembre 2019 la FCI l’accetta a titolo provvisorio col numero 366. Oggi esistono circa 660 cani nel registro estone, 529 in Russia e 271 in Finlandia; in Italia non ne è mai nato uno. Il libro genealogico è rimasto aperto proprio per allargare una base genetica che parte da quarantotto cani.
Carattere e descrizione dell’Eesti Hagijas

Lo standard descrive un segugio proporzionato di taglia media, di costruzione forte e asciutta: 45-52 cm i maschi, 42-49 le femmine, con il corpo chiaramente più lungo che alto e le zampe pari a circa il 50% dell’altezza. Il peso non è indicato dal testo FCI: le fonti estoni parlano di 15-20 kg. La taglia fuori dai limiti squalifica, e squalifica anche l’assenza di dimorfismo sessuale.
Il capitolo colori è il più caratteristico. Il colore tipico è il tricolore – nero, focature fulve e bianco vivo – ma è ammesso anche il bicolore fulvo e bianco senza nero. E c’è un obbligo che spiega la razza meglio di ogni descrizione: tutti i piedi e la punta della coda devono essere bianchi, perché il bianco aiuta a vedere il cane quando lavora sul campo.
Il carattere sta in tre parole: equilibrato, agile e amichevole, con olfatto molto sviluppato e una passione per la caccia pronunciata. È un cane facile con le persone e con gli altri cani, tranquillo in casa e completamente sordo quando ha il naso su una pista. Lo standard chiede anche una voce sonora, perché in caccia si segue il cane con le orecchie.
Nella pagina ci sono la testa a cuneo smussato con le orecchie che arrivano a metà del muso, il confronto con il Beagle e il capitolo salute, che va letto per quello che è: nessuno studio esiste, le fonti estoni dichiarano una razza sana, e il problema vero è la consanguineità di una popolazione da poche centinaia di cani.
Addestramento ed educazione dell’Eesti Hagijas

Con un segugio si lavora al contrario di come si lavora con un cane da pastore. L’Eesti Hagijas è stato selezionato per cercare, decidere e insistere da solo: chiedergli obbedienza formale come prima cosa è il modo più rapido per non ottenere niente.
Le priorità dei primi mesi sono la socializzazione, il guinzaglio prima che il naso vinca, il richiamo allenato ogni giorno con il cibo e la gestione dello spazio: recinto chiuso e longa da dieci-quindici metri fuori. Su questo serve onestà: in un segugio adulto con il naso a terra il richiamo non è affidabile al cento per cento.
La voce merita un capitolo suo. Lo standard la vuole sonora perché serve a localizzare il cane a grande distanza: in campagna è lo strumento di lavoro, in condominio è un problema. Si lavora sull’abbaio da noia, non sulla voce in caccia.
Il naso si sfoga con ricerca olfattiva, nose work, mantrailing, pista di sangue e dog trekking; il canicross è uno dei modi più rapidi di scaricarlo. Servono circa due ore al giorno di attività, e mezz’ora di lavoro col naso stanca più di un’ora di corsa.
Allevamento dell’Eesti Hagijas

In Italia l’Eesti Hagijas non esiste: le API dell’ENCI, sul codice di razza 366, danno zero nascite e zero affissi. Non c’è un prezzo italiano, non c’è una lista d’attesa italiana, non c’è un allevamento italiano.
La strada è l’Estonia, dove la razza è il cane nazionale e dove il registro conta circa 660 cani, e in seconda battuta la Russia (529 registrati) e la Finlandia (271 fra il 1993 e il 2003). Un cucciolo costa indicativamente fra i 700 e i 1.200 euro.
La domanda che conta, in questa razza, è una sola: quanto sono parenti i genitori. Le fonti di razza dichiarano che quasi tutti i cuccioli nati di recente sono parenti, e per questo il libro genealogico è rimasto aperto. Un allevatore che sa risponderti su questo è un allevatore che sa cosa sta facendo.
Poi vengono le cose normali: prove di lavoro dei genitori, perché la razza è riconosciuta con prova di lavoro, controlli su anche e gomiti se l’allevatore li fa, e i controlli standard su una cucciolata. Nella pagina ci sono i costi, cosa guardare in un cucciolo e perché il recinto viene prima di tutto il resto.


