Carattere e descrizione del Cão de Água Português
Quanto e grande, le due varietà di pelo, la tosatura e il carattere
Il Cão de Água Português è il cane dei pescatori portoghesi, e il suo standard è uno dei pochi che raccontano il lavoro come se lo stesse guardando: questo cane salta spontaneamente nel mare per riportare il pesce scappato, anche sott’acqua, e accorre se una rete si strappa. In questa pagina trovi quanto è grande, le due varietà di pelo, perché lo si tosa a metà, che carattere ha e la parte sulla salute, che qui è una lista di test precisi.
Sommario
Il Cão de Água Português in breve
Il Cão de Água Português è un cane da acqua portoghese alto 50-57 centimetri nei maschi (ideale 54) e 43-52 nelle femmine, per 19-25 e 16-22 chili. Esiste in due varietà di pelo, lungo e ondulato o corto e arricciato, entrambe senza sottopelo, nei colori nero, marrone o bianco puro. Lo standard lo definisce eccezionalmente intelligente, impetuoso, volitivo, orgoglioso e nuotatore e tuffatore di eccezionali qualità. Vive 11-14 anni.
Quanto è grande un Cão de Água Português

I maschi misurano 50-57 centimetri al garrese, con un’altezza ideale di 54, e pesano 19-25 chili; le femmine 43-52 centimetri (ideale 46) per 16-22 chili.
Che uno standard indichi un’altezza ideale oltre alla forchetta è un dettaglio che dice quanto questa razza sia stata pensata come uno strumento: 54 centimetri sono la misura giusta per un cane che deve saltare da una barca e risalirci.
Fuori dai limiti non si discute: sopra o sotto la taglia è un difetto eliminatorio.
La struttura è quasi inscrivibile nel quadrato, con il torace profondo esattamente la metà dell’altezza al garrese. E c’è una frase che spiega la muscolatura di questo cane meglio di qualsiasi misura: notevole lo sviluppo muscolare dovuto al nuoto costante.
La testa è grande e ampia, con il cranio leggermente più lungo del muso (4:3), lo stop ben pronunciato e le arcate sopraccigliari prominenti. Gli occhi sono arrotondati e leggermente obliqui, con l’iride nera o marrone: gli occhi chiari sono un difetto grave.
Le orecchie hanno una forma che si ricorda: sono inserite sopra la linea degli occhi, portate aderenti alla testa e sono a forma di cuore.
I piedi sono la parte più interessante e ne parliamo nel capitolo sul nuoto: rotondi, piatti e con la membrana interdigitale che si estende lungo tutta la lunghezza delle dita. Una particolarità: le unghie non toccano il suolo, e la presenza di speroni è motivo di squalifica.
Le due varietà di pelo del Cão de Água Português

Sono due, sono ufficiali entrambe e cambiano completamente l’aspetto del cane: una a pelo lungo e ondulato, l’altra a pelo corto e arricciato. Nessuna delle due ha il sottopelo.
Lo standard le descrive con precisione: la prima è leggermente lucida e lanosa, la seconda è più corta, fitta, opaca, e forma compatti riccioli cilindrici.
Sul capo entrambe formano un ciuffo, ondulato nella varietà ondulata e riccio in quella riccia. Ed è il ciuffo che, insieme alla tosatura di cui parliamo dopo, dà a questo cane la sua faccia inconfondibile.
Nella varietà a pelo ondulato il pelo delle orecchie è più lungo: è il dettaglio che si guarda per distinguere le due varietà quando il cane è tosato.
L’assenza di sottopelo ha due conseguenze pratiche. La prima: questo cane perde molto poco pelo, ed è la ragione per cui viene spesso scelto da chi ha allergie (senza essere ipoallergenico: gli allergeni stanno nella saliva e nella forfora). La seconda: il mantello si infeltrisce, quindi va spazzolato spesso e tosato regolarmente.
In Italia le due varietà non sono affatto pari: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 368 cuccioli a pelo ondulato e 113 a pelo a boccoli. Il cane riccio, quello che somiglia più a un Lagotto Romagnolo grande, è la minoranza.
Un pelo diverso dai due tipi descritti è un difetto eliminatorio: non esistono Cão de Água a pelo liscio o cordato.
I colori del Cão de Água Português

Tre: nero, marrone in varie sfumature e bianco puro. Sui mantelli neri e marroni il bianco è ammesso, ma solo in punti precisi.
Le zone in cui il bianco è accettato sono elencate una per una: muso, ciuffo, collo, petto, ventre, punta della coda ed estremità inferiori degli arti, sotto il gomito e il garretto. È il classico disegno del cane da barca, e non è casuale: un cane con il petto e le zampe chiare si vede in acqua.
Sul bianco lo standard mette un paletto sanitario: il mantello bianco non deve essere albino, quindi tartufo, rime palpebrali e mucose devono essere pigmentati di nero (o di marrone nei cani marroni). L’albinismo e le narici marmorizzate sono motivi di squalifica.
Nei cani marroni il pigmento cambia in blocco: tartufo, palpebre e bordi delle labbra vanno marroni, non neri. È lo stesso principio di tutte le razze con la diluizione del colore.
Qualsiasi altro colore non elencato nello standard è squalificante: non esistono Cão de Água grigi, fulvi o tigrati.
Un dettaglio pratico per chi cerca un cucciolo: nella stessa cucciolata possono nascere neri, marroni e pezzati, e il colore non ha niente a che vedere con la varietà di pelo. Sono due cose indipendenti.
Perché il Cão de Água Português si tosa a metà
Perché lo dice lo standard, e in cinofilia è una rarità: la tosatura di questa razza non è una moda da esposizione, è un carattere di razza scritto nel testo FCI.
Le parole sono queste: in questa razza la tosatura parziale del mantello, quando è troppo lungo, è tipico. Sulla parte posteriore del corpo, sul muso, e parte della coda, il pelo viene tosato, lasciando un pennacchio, di naturale lunghezza, sulla punta della coda.
Il risultato è il taglio che tutti chiamano a leone: pelo lungo su testa, collo, spalle e torace, pelo corto sul posteriore, e quel pennacchio all’estremità della coda che sembra quasi un pennello.
E il motivo non è estetico, è di lavoro. Un cane che passa la giornata in acqua ha bisogno di proteggere il torace dal freddo e di avere il posteriore libero per nuotare senza trascinare chili di pelo bagnato. La coda con il pennacchio resta visibile sull’acqua: dalla barca, il pescatore vede dov’è il cane.
In pratica, oggi, un Cão de Água richiede due cose: spazzolate frequenti, perché senza sottopelo il mantello si infeltrisce comunque, e una tosatura ogni due o tre mesi. Il taglio a leone è quello tradizionale, ma molti proprietari usano il taglio retriever, corto e uniforme, che è più semplice da gestire.
L’unica cosa che non si fa è lasciarlo crescere e non toccarlo. Questo mantello, se abbandonato, diventa feltro, e sotto il feltro la pelle non respira.
Come nuota un Cão de Água Português

Meglio di quasi tutti i cani, e lo standard spiega perché con tre dettagli anatomici: i piedi, la coda e i muscoli costruiti dal nuoto costante.
I piedi sono la parte più insolita: rotondi e piatti, con la membrana interdigitale che si estende lungo tutta la lunghezza delle dita, è composta di tessuto molle e ben ricoperta di pelo lungo e abbondante. Non è la piccola membrana che hanno tutti i cani: è una pinna.
La coda non è un ornamento: la coda è di grande aiuto nel nuoto e durante l’immersione. È il timone, e per questo tagliarla è un difetto eliminatorio, oltre che vietato in Italia.
Le unghie hanno una particolarità che sembra un dettaglio da giudici e invece è funzionale: non toccano il suolo. Un cane fatto per la sabbia bagnata e per il legno delle barche non ha bisogno di unghie che grattano.
Il resto lo fa la testa. Lo standard lo dice nuotatore e tuffatore di eccezionali qualità e resistenza, e chi lo porta al lago lo scopre subito: si tuffa da qualsiasi altezza e non si stanca mai.
C’è un dettaglio del testo FCI da leggere due volte, perché descrive una capacità che pochissimi cani hanno: durante la pesca salta spontaneamente nel mare per riportare un pesce che è riuscito a scappare nuotando, se necessario, anche sott’acqua. Questi cani si immergono.
Per chi lo tiene oggi la conseguenza è semplice: è un cane che ha bisogno di acqua. Non per capriccio, per equilibrio. Un Cão de Água che non nuota mai è un cane a cui manca il novanta per cento di quello per cui è stato costruito.
Il cane dei pescatori portoghesi: che lavoro faceva

Il capitolo sul comportamento di questo standard è uno dei pochi, in tutta la nomenclatura FCI, che elenca i compiti di un cane come farebbe un contratto di lavoro.
Il primo lavoro era il recupero del pesce: quando un pesce scappava dalla rete, il cane si tuffava e lo riportava. Il secondo era fare l’allarme: lo standard scrive che il cane accorre pure se una rete si strappa o un cavo si allenta.
Il terzo è quello che stupisce di più: era il collegamento fra le barche e la terra ferma, anche se la distanza è considerevole. Nuotava da un’imbarcazione all’altra portando messaggi e attrezzi, in mare aperto.
Il quarto era la guardia: era inseparabile compagno dei pescatori anche come guardiano per difenderne le barche e le proprietà. Un cane che dormiva sulla barca quando il pescatore non c’era.
Tutto questo spiega il carattere della razza. Un cane che deve decidere da solo quando tuffarsi ha iniziativa; un cane che lavora accanto a una sola persona per tutta la vita è legatissimo; e un cane pagato in pesce ha imparato a collaborare.
La storia moderna, invece, è la storia di una scomparsa: come dice lo standard, a causa dei continui cambiamenti dei sistemi di pesca la razza è quasi sparita dalle coste, e oggi la sua regione di provenienza è l’Algarve. Il resto lo trovi nella pagina sulla storia.
Il carattere del Cão de Água Português

Lo standard lo apre con tre parole che pesano: eccezionalmente intelligente, e aggiunge che capisce e obbedisce facilmente e gioiosamente a qualsiasi ordine del suo padrone.
Quel gioiosamente è la parola che distingue questa razza dai cani da guardiania e dai primitivi: non collabora perché gliel’hai chiesto, collabora perché gli piace. È il carattere dei cani da riporto, con qualche grado in più di intensità.
Il resto della descrizione è una fila di aggettivi che vanno letti insieme: impetuoso, volitivo, orgoglioso, sobrio e resistente alla fatica. Tradotto: è un cane con molta spinta, che ha un’idea di come si fanno le cose e che non si arrende mai.
Impetuoso e volitivo sono le due parole da tenere a mente prima di prenderlo. Questo non è un cane tranquillo: è un cane che parte, che insiste, che ti mette in mano la palla per la trentesima volta.
Ha vista e olfatto particolarmente sviluppati e un’espressione severa, con sguardo penetrante e attento: sta sempre a guardare cosa fai, e questo lo rende bravissimo negli sport e insopportabile se lo ignori.
Con la famiglia è legatissimo e cerca il contatto: è un cane da vita in casa, non da giardino. Con gli estranei è educato ma non sdolcinato, e la vecchia funzione di guardiano delle barche gli lascia un istinto di allerta: annuncia chi arriva.
Con i bambini è di solito ottimo, con l’unico limite dell’entusiasmo: un cane da 22 chili che si lancia in acqua e in casa può travolgere un bambino piccolo per pura allegria.
Il difetto vero è la noia. Un Cão de Água che non lavora si inventa il lavoro: scava, mastica, ruba oggetti e li porta in giro. Non è cattiveria, è disoccupazione.
Quanto vive un Cão de Água Português e di cosa si ammala
Le fonti di razza parlano di 11-14 anni. Ed è una di quelle razze in cui la salute non è una questione di fortuna ma di test: la comunità di allevatori, soprattutto americana, ha lavorato molto sul DNA e i test da chiedere sono precisi.
Il primo è la GM1 gangliosidosi, una malattia da accumulo che colpisce i cuccioli ed è mortale. Il test del DNA esiste dal 1989, ed è la ragione per cui oggi la malattia è praticamente scomparsa dalla razza: quando il test è arrivato, gli allevatori hanno smesso di accoppiare fra loro i portatori. È il test numero uno da chiedere.
Il secondo è la prcd-PRA, l’atrofia progressiva della retina a trasmissione recessiva: anche qui c’è un test del DNA, e anche qui basta che un genitore sia libero perché nessun cucciolo si ammali.
Il terzo è la cardiomiopatia dilatativa giovanile (JDCM), che in questa razza è un tema noto e che colpisce cuccioli e cani giovanissimi. Chiedi cosa ha fatto l’allevatore sui riproduttori e sulla linea.
Poi ci sono i controlli di buon senso per un cane sportivo di 22 chili: anche con lastre ufficiali e occhi con visita specialistica.
La manutenzione quotidiana che nessuno mette in conto riguarda le orecchie: sono pendenti, coperte di pelo, e questo cane sta in acqua. Vanno asciugati dopo ogni bagno e controllati ogni settimana, altrimenti le otiti diventano un abbonamento.
E il pelo: senza sottopelo perde poco, ma si infeltrisce. Spazzolate frequenti e tosature regolari non sono estetica, sono igiene della pelle.
A chi è adatto il Cão de Água Português

È adatto a chi vuole un cane da fare: sport, acqua, giochi di testa. E a chi non ha problemi con il toelettatore ogni due mesi.
È adatto a chi vive vicino all’acqua o ci va spesso: lago, mare, fiume. È la sua dimensione naturale e nessuna passeggiata la sostituisce.
È adatto a chi fa sport cinofili: agility, obedience, dock diving, rally, ricerca. Un cane eccezionalmente intelligente che obbedisce gioiosamente è materiale da campo di addestramento.
È adatto alle famiglie attive con bambini abbastanza grandi da non essere travolti dall’entusiasmo.
È adatto a chi non tollera il pelo in casa: senza sottopelo ne perde molto poco. Attenzione però: non è un cane ipoallergenico e chi è allergico deve provare prima.
Non è adatto a chi passa la giornata fuori casa: la solitudine lo distrugge e un Cão de Água annoiato è un cane che smonta la casa.
Non è adatto a chi cerca un cane tranquillo: lo standard lo dice impetuoso, e per i primi tre anni lo è.
Non è adatto a chi non vuole spendere in toelettatura: il mantello va tosato, e chi non lo fa si ritrova un cane infeltrito.
Non è adatto a chi vuole un cane da giardino: è nato per stare accanto a una persona su una barca, e in isolamento non funziona.
Se invece cerchi un compagno che si tuffa da qualsiasi altezza, che impara qualunque cosa gli insegni e che ha nel curriculum il mestiere di portare i messaggi fra le barche in mare aperto, questo è uno dei cani più completi che esistano.




