Carattere e descrizione del Cane Nudo del Messico
Le tre taglie, le due varietà, la pelle e il carattere
Il Cane Nudo del Messico, lo Xoloitzcuintle, è uno dei cani più antichi del mondo e anche uno dei più insoliti: esiste in tre taglie e in due varietà, una senza pelo e una con il pelo, e nella varietà nuda la dentatura è quasi sempre incompleta perché il gene che toglie il pelo tocca anche i denti. In questa pagina trovi quanto è grande, come funziona la pelle, che carattere ha e la parte sulla salute.
Sommario
Il Cane Nudo del Messico in breve
Il Cane Nudo del Messico (Xoloitzcuintle, per tutti Xolo) è un cane primitivo messicano che esiste in tre taglie: standard (46-60 cm), media (36-45) e miniatura (25-35). Ha due varietà ufficiali, senza pelo e con il pelo, le orecchie che lo standard dice simili a quelle del pipistrello e una pelle che sembra più calda ma non lo è. Il carattere sta in una riga: silenzioso, tranquillo, allegro, attento e intelligente, diffidente con gli estranei e mai aggressivo. Vive 13-18 anni.
Le tre taglie del Cane Nudo del Messico

Sono tre e sono tutte la stessa razza: standard da 46 a 60 centimetri, media da 36 a 45 e miniatura da 25 a 35. Il peso non è nello standard.
La cosa curiosa è che lo standard assegna a ciascuna taglia un mestiere diverso: standard e media sono descritte come cane da guardia, la miniatura come cane da compagnia. Stessa razza, stesso carattere, tre impieghi.
In Italia l’ENCI chiama la taglia media intermedio, e le iscrizioni sono divise per taglia: se leggi un pedigree e trovi quella parola, è la media dello standard FCI.
La costruzione è la stessa per tutte e tre: un cane snello e robusto, leggermente più lungo che alto (circa 10:9), con il torace disceso ai gomiti e l’ossatura moderata. Lo standard lo descrive come un cane che esprime velocità, armonia e forza senza apparire grossolano.
C’è una nota che si trova in pochissimi standard e che è di una praticità disarmante: le femmine possono essere un po’ più lunghe dei maschi, data la loro funzione riproduttiva. Nessun giudice deve penalizzarle per questo.
I piedi sono di lepre, con le membrane interdigitali ben sviluppate: sono le stesse membrane da cui, come vedremo, questo cane traspira.
Sugli speroni lo standard dice una cosa da leggere due volte: non devono essere presenti, tranne nei soggetti che vivono in Paesi dove la legge vieta la loro rimozione. In Italia l’asportazione è vietata, quindi qui gli Xolo hanno gli speroni e nessuno li toglie.
Le due varietà del Cane Nudo del Messico: senza pelo e con il pelo

Nella stessa cucciolata possono nascere cuccioli nudi e cuccioli con il pelo. Non sono un errore e non sono meticci: sono due varietà ufficiali della stessa razza, identiche in tutto tranne il mantello e i denti.
Il motivo sta nel gene. Lo standard apre con un preambolo dedicato solo a questo e dice che il gene responsabile dell’assenza di pelo è dominante: basta una copia per avere un cane nudo, e i cuccioli con il pelo nascono comunque.
La genetica di oggi aggiunge il pezzo che spiega tutto. La mutazione è sul gene FOXI3 ed è semidominante: gli individui con due copie non si sviluppano e muoiono prima di nascere. È la stessa mutazione del Chinese Crested Dog e del cane nudo peruviano.
Ha una conseguenza pratica che chi compra un cucciolo dovrebbe conoscere: accoppiando due cani nudi si ottengono meno cuccioli con il pelo, come dice lo standard, ma anche cucciolate più piccole, perché un quarto dei concepiti non arriva alla nascita. Molti allevatori, per questo, accoppiano un cane nudo con uno con pelo.
Lo standard prevede esattamente quella possibilità e la regola con precisione: i cani con pelo possono essere usati in riproduzione per fornire diversità genetica, purché abbiano tre generazioni alle spalle di accoppiamenti fra cani nudi. Ma l’accoppiamento fra due cani con pelo non è permesso.
E c’è una frase che riconosce dignità piena alla varietà pelosa: deve essere valutata come una vera razza alle esposizioni. Un Xolo con il pelo non è un cane di serie B, è un pezzo del meccanismo che tiene in piedi la razza.
Gli antichi messicani, del resto, avevano già due nomi: Xoloitzcuintle per il cane nudo e itzcuintle per quello con il pelo.
La differenza visibile, oltre al mantello, sta nella bocca: la varietà con pelo ha una dentatura completa di 42 denti, quella nuda quasi mai. È il capitolo che viene dopo.
La pelle del Cane Nudo del Messico e come si cura

Lo standard dedica alla pelle un capitolo intero, perché in questa razza la pelle è di grande importanza: è liscia, molto delicata al tatto e sembra più calda.
Quel sembra è la parte interessante, e il testo si prende la briga di smontare la leggenda più diffusa sulla razza: la sensazione di calore è il risultato di un’emanazione di calore diretta, non avendo pelo; tuttavia, la temperatura del corpo è la stessa che negli altri cani. Non è un cane con la febbre e non è una borsa dell’acqua calda vivente, anche se per secoli è stato usato proprio così.
Poi c’è il dettaglio che nessun altro standard FCI si prende la briga di spiegare: questo cane traspira dai piedi, attraverso i cuscinetti e le membrane interdigitali, ed è per questo che tranne che nelle calure estreme, difficilmente ansima. Un cane nudo che non ansima al parco mentre gli altri sbuffano è normale.
Il rovescio è che manca la protezione naturale: la pelle richiede più cure contro i rischi per le esposizioni al sole e le avversità delle condizioni meteorologiche. In pratica, d’estate niente sole di mezzogiorno e protezione solare per cani sulle parti esposte, d’inverno cappottino sotto i dieci gradi.
La gestione quotidiana è più semplice di quanto sembri: un bagno delicato ogni due o tre settimane, la pelle asciugata bene e una crema leggera solo se è secca. Le creme grasse chiudono i pori e nei cuccioli favoriscono l’acne, che è il problema di pelle più comune sotto l’anno di età e che di solito passa crescendo.
Una cosa che a chi arriva da un cane peloso fa uno strano effetto: gli Xolo prendono graffi e cicatrici, perché la pelle è esposta. Lo standard lo mette in conto e scrive che le accidentali cicatrici non sono penalizzate, nemmeno in esposizione.
Sui peli ammessi c’è una regola precisa: nella varietà nuda si accettano peli irsuti, corti e spessi sulla fronte e sulla nuca, mai più lunghi di 2,5 centimetri e mai a formare un ciuffo lungo e morbido, più un po’ di pelo ruvido su piedi e punta della coda. Pelo in qualunque altro punto del corpo è motivo di squalifica.
E no, non è un cane ipoallergenico: gli allergeni del cane stanno nella saliva e nella forfora, non nel pelo. È vero però che non perde pelo in casa, e per molte persone questo cambia la vita quotidiana.
Perché il Cane Nudo del Messico ha i denti che gli mancano
Perché è lo stesso gene. Lo standard lo scrive con chiarezza: nella varietà senza pelo la dentatura è quasi sempre incompleta, una particolarità associata al gene dell’assenza di pelo, e geneticamente, l’assenza di pelo è strettamente legata all’assenza di denti.
Non è quindi un difetto da nascondere: il testo dice che l’assenza di qualche incisivo, canino, molare o premolare non deve essere penalizzata, e che nemmeno i denti ruotati vanno penalizzati, dato che molti cani non hanno radici profonde.
Un giudice, davanti a uno Xolo nudo, guarda che gli incisivi chiudano bene (a forbice o a tenaglia) e che le mascelle siano forti e quadrate. Quello che manca dietro, in questa razza, fa parte del pacchetto.
La varietà con pelo, invece, deve avere la dentatura completa: 42 denti, ben sviluppati e ben posizionati. È l’altra differenza reale fra le due varietà.
Per chi ci vive, la conseguenza è una sola e riguarda l’igiene orale. Denti pochi e con radici corte vogliono dire tartaro che si accumula prima e gengive più esposte: lo spazzolino da cucciolo, in questa razza, non è un vezzo da maniaci ed è la spesa veterinaria che si presenta prima delle altre.
Un’ultima cosa, che nessuno dice ai proprietari: uno Xolo con pochi molari mastica diversamente. I bocconi grandi e i biscotti durissimi non sono per lui, e questo va tenuto presente nella scelta del cibo e dei giochi da masticare.
La testa, le orecchie da pipistrello e la lingua macchiata

La testa è a cuneo, larga e forte, con le linee cranio-facciali quasi parallele. Ma quello che si guarda per primo sono le orecchie: lunghe, larghe, di fine tessitura, e lo standard dice che ricordano le orecchie del pipistrello.
In attenzione devono essere eretti, con il loro asse a un angolo fra i 50 e gli 80 gradi sull’orizzontale, e portati entrambi nella stessa posizione. Orecchie cadenti o tagliate sono motivo di squalifica.
Gli occhi sono a mandorla, con un’espressione che il testo definisce sveglia e molto intelligente, e il colore segue la pelle: dal nero al marrone, dal castano all’ambra fino al giallo. È preferito il più scuro, e i due occhi devono essere dello stesso colore: gli occhi blu o l’eterocromia squalificano.
Poi c’è il dettaglio che nessuno si aspetta e che i proprietari conoscono bene: la lingua. È generalmente rosa, ma può avere macchie nere, tonde o a righe, che è una caratteristica tipica della razza. Non è un problema di salute, è pigmento.
Sulla lingua, però, c’è una squalifica che sorprende: una lingua paralizzata e pendente fuori dalla bocca. Lo standard specifica che la lingua è sempre all’interno della bocca, e la ragione è pratica: un cane senza pelo con la lingua sempre fuori ha problemi di controllo neurologico o di bocca.
Il collo è lungo, asciutto e portato alto, senza giogaia. Lo standard aggiunge una nota che rassicura chi vede un cucciolo pieno di pieghe: i cuccioli presentano pieghe che spariscono con l’età. In un adulto, invece, la pelle rilasciata o con pieghe è un difetto.
Nella lista delle squalifiche ci sono due voci che nella nomenclatura FCI si incontrano di rado: la cecità e la sordità. Non è un caso: in una razza costruita su un gene che modifica lo sviluppo, mettere per iscritto che un cane cieco o sordo non va in riproduzione è una scelta di igiene genetica.
I colori del Cane Nudo del Messico

Lo standard non fa un elenco chiuso, fa una preferenza: sono preferiti i monocolori uniformi e scuri. E vale per entrambe le varietà, con e senza pelo.
La tonalità, dice il testo, comprende il nero, grigio nerastro, grigio ardesia, grigio scuro, rossiccio, fegato, bronzo o biondo. Sono i colori della terra e della pietra messicana, e non è una coincidenza: il nero e il grigio ardesia sono quelli che si vedono nelle ceramiche precolombiane.
Le macchioline sono ammesse: di qualsiasi colore, incluse macchie bianche. Un Xolo con una macchia bianca sul petto o su un piede è perfettamente in standard, e in un cane nudo quelle macchie si vedono benissimo perché sono pelle, non pelo.
Il tartufo segue il colore del cane: scuro nei soggetti scuri, marrone o rosa in quelli color bronzo, macchiato nei pezzati. Anche le palpebre chiare o rosa sono permesse nei cani chiari, pur non essendo il colore desiderato.
C’è una cosa che i proprietari scoprono dopo il primo anno: la pelle di uno Xolo cambia. Prende il sole e scurisce, come la nostra, e in inverno schiarisce. Un cucciolo grigio chiaro può diventare quasi nero d’estate.
E se ti stai chiedendo perché lo standard preferisca i colori scuri, la risposta più probabile è pratica: una pelle scura, con più melanina, è una pelle più protetta dal sole. In un cane nato per vivere nudo sotto il sole del Messico, il colore è anche una difesa.
Il carattere del Cane Nudo del Messico

Lo standard lo riassume in una riga sola, e ogni parola conta: cane silenzioso, tranquillo, allegro, attento ed intelligente, diffidente con gli estranei. È un buon cane da guardia e un eccellente cane da compagnia, e mai aggressivo.
Quel silenzioso messo per primo è la cosa che più sorprende chi si aspetta un cane piccolo e nevrotico. Gli Xolo abbaiano poco e per un motivo: annunciano e poi si fermano. Per chi vive in condominio è una differenza enorme.
La diffidenza con gli estranei è la parte da capire prima di prenderlo. Non è paura e non è aggressività: è un cane primitivo che tiene le distanze fino a quando non ha deciso. Con la sua famiglia, invece, è appiccicoso in modo quasi imbarazzante.
È un cane termosensibile, e questo influisce sul carattere più di quanto si immagini: cerca il caldo, si infila sotto le coperte, si mette addosso alle persone. Non è capriccio, è fisiologia. Chi non vuole un cane sul divano dovrebbe scegliere un’altra razza.
Con i bambini di casa è generalmente ottimo, ma nella taglia miniatura vale la regola di tutti i cani piccoli: la pelle nuda e le ossa fini non perdonano le prese sbagliate, e i bambini vanno educati prima del cane.
Con gli altri cani convive bene se socializzato, e gli Xolo tenuti in gruppo stanno spesso ammucchiati insieme per scaldarsi. Con i gatti, se cresciuti insieme, nessun problema.
È intelligente e impara in fretta, ma è anche un primitivo: quando non capisce il senso di un esercizio, si limita a non farlo. Non funziona la ripetizione, funziona il gioco.
Il difetto vero, per come vive la gente oggi, è che non si può lasciare in giardino. Un cane senza pelo non sta fuori la notte, non sta sotto il sole e non sta sotto la pioggia: è un cane da casa, e chi lo prende per fare la guardia in cortile ha sbagliato razza.
E c’è una cosa bella che dicono tutti quelli che ne hanno uno: la diffidenza iniziale si scioglie in un attaccamento profondo. Gli Xolo scelgono la loro gente e poi non la mollano più.
Quanto vive un Cane Nudo del Messico e di cosa si ammala
Sulla longevità questa razza è una delle migliori che esistano: le fonti danno 13-18 anni, e non è raro incontrare Xolo che passano i quindici in buona forma. È il vantaggio di una razza primitiva, con poche esagerazioni morfologiche e un patrimonio genetico che non è stato spinto.
I controlli che il club nazionale americano raccomanda sono quattro: rotule, anche, cuore e visita oculistica. Nelle taglie piccole le rotule contano più delle anche, nelle taglie grandi vale il contrario.
La lussazione della rotula è il problema ortopedico della razza e riguarda soprattutto miniatura e taglia media: un cane che salta su tre zampe per qualche passo e poi riprende come niente fosse va guardato da un ortopedico, non aspettato.
I denti sono il capitolo cronico, e non è una malattia ma una conseguenza: con una dentatura incompleta e radici corte, il tartaro e la malattia parodontale arrivano prima. Spazzolino da cucciolo e detartrasi quando il veterinario la chiede.
La pelle è l’altro fronte: acne giovanile nei cuccioli sotto l’anno, che di solito passa crescendo, scottature solari se lo si porta in giro a mezzogiorno d’agosto e dermatiti in chi lo lava troppo o gli mette creme sbagliate.
Il freddo non è una malattia ma diventa un problema veterinario se lo si sottovaluta: sotto i dieci gradi ci vuole il cappottino, e un cucciolo bagnato e freddo si ipotermizza in fretta.
Quello che in questa razza non c’è, ed è giusto dirlo, è una grande malattia genetica di razza come in tante razze moderne. Il gene dell’assenza di pelo tocca il pelo e i denti, e su questo lo standard è trasparente.
Un’ultima nota che vale per tutti i cani piccoli e per tutti i cani nudi: il peso. Su un cane senza pelo il sovrappeso si vede immediatamente, ed è un vantaggio. Approfittane.
A chi è adatto il Cane Nudo del Messico

È adatto a chi vuole un cane silenzioso, pulito e senza pelo in casa, e accetta in cambio due impegni: la pelle e i denti.
È adatto a chi vive in appartamento: nella taglia miniatura e media è uno dei migliori cani da casa che esistano, perché abbaia poco, non perde pelo e non ha odore.
È adatto a chi non tollera il pelo in giro. Attenzione però: non è un cane ipoallergenico, gli allergeni stanno nella saliva e nella forfora. Chi è allergico deve provare a stare con un adulto prima di decidere.
È adatto a chi vuole un cane longevo e con pochi problemi ereditari: fra i 13 e i 18 anni sono tanti anni insieme.
È adatto a chi ha casa calda e non ha problemi ad avere il cane sul divano e spesso sotto una coperta. Perché lì finirà.
Non è adatto a chi vuole un cane da tenere fuori. Un cane senza pelo in giardino d’inverno è una crudeltà, e d’estate si scotta.
Non è adatto a chi non ha voglia di occuparsi della pelle: bagni, controlli, protezione solare d’estate, cappottino d’inverno. Non è complicato, ma è tutti i giorni.
Non è adatto a chi si aspetta un cane festoso con gli sconosciuti. Con gli estranei lo Xolo è riservato, e va rispettato.
Non è adatto a chi cerca un cane da sport di prestazione: è agile e resistente, ma il sole, il freddo e la pelle mettono limiti pratici a qualunque attività intensa all’aperto.
Se invece cerchi un cane con tremila anni di storia alle spalle, silenzioso, pulito, attaccato alla sua gente e con una faccia che nessuno al parco sa riconoscere, lo Xolo è una scelta insolita e azzeccata. E ogni volta ti toccherà spiegare che no, non ha freddo, e sì, i denti gli mancano.




