Allevamento del Cane di San Bernardo

Venti allevamenti in Italia: come si sceglie un cucciolo

In Italia ci sono 20 allevamenti con affisso e nascono ancora oltre trecento cuccioli l’anno, anche se i numeri si sono dimezzati in dieci anni. Trovare un San Bernardo non è difficile: sceglierlo bene, sì.

In questa pagina: quanto costa, dove sono gli allevamenti, cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cane di San Bernardo

Un cucciolo con pedigree ENCI costa in genere fra i 1.200 e i 2.000 euro, a seconda dell’allevamento, della varietà e dei titoli dei genitori.

Ma il prezzo del cucciolo, con questa razza, è la voce meno importante del bilancio. Il vero costo comincia dopo, e va calcolato prima di firmare.

Il primo anno costa fra i 1.200 e i 1.800 euro fra vaccini, microchip, sverminazioni, controlli ed eventuale sterilizzazione, tenendo conto che i dosaggi si calcolano sul peso e questo cane pesa quanto una persona adulta.

Il mantenimento si aggira sui 200-300 euro al mese: un cane da ottanta chili mangia in proporzione, e ogni farmaco costa il triplo che su un cane di venti.

Poi ci sono le spese che nessuno calcola: un’auto in cui il cane entri, una branda ortopedica robusta, le ciotole rialzate e, prima o poi, i costi di una gestione geriatrica che in un gigante arriva presto.

Sulle due varietà il prezzo è in genere lo stesso, ma la disponibilità no: nel 2024 sono nati 207 cuccioli a pelo lungo e 118 a pelo corto.

Da valutare anche un’assicurazione di responsabilità civile: non perché sia un cane pericoloso, ma perché ottanta chili che si appoggiano a una persona anziana sono un incidente possibile.

E una nota onesta sui prezzi bassi: un cucciolo a poche centinaia di euro, senza pedigree e senza lastre sui genitori, in una razza dove la displasia è il problema numero uno, è il modo più caro di risparmiare.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree1.200-2.000 euroIn Italia ci sono 20 allevamenti con affisso
Quanti ne nasconoCirca 325 l’annoErano 660 nel 2015: si sono dimezzati
Le due varietàPelo lungo più diffusoNel 2024: 207 a pelo lungo e 118 a pelo corto
Dove sonoIn tutta ItaliaSicilia 6, Lazio 3, Lombardia e Piemonte 2
Primo anno1.200-1.800 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese200-300 euroCane gigante, cibo e veterinario in proporzione
VeterinarioCosta di piùI dosaggi si calcolano sul peso
Auto e casaDa valutare primaOttanta chili di cane cambiano la vita di tutti i giorni

Cosa chiedere all’allevatore

Cucciolo di cane di San Bernardo sdraiato su un prato

La prima richiesta sono le lastre di anche e gomiti dei genitori, con i referti ufficiali. Su una razza gigante è il controllo che conta più di tutti gli altri messi insieme.

La seconda riguarda gli occhi: lo standard dichiara entropion ed ectropion difetti da squalifica, e un referto oculistico recente dei riproduttori è una richiesta più che ragionevole.

La terza è il cuore: su un molosso di questa mole una valutazione cardiologica dei genitori è prudenza, non pignoleria.

La quarta è il piano di crescita: quale cibo usano, quale consigliano e per quanto tempo. Un allevatore serio, in questa razza, su questo ha idee precise e ve le spiega senza che glielo chiediate.

La quinta è la longevità in linea: quanti anni sono vissuti i nonni e i bisnonni. In una razza che si ferma a otto-dieci anni, ogni anno in più vale molto.

La sesta riguarda il carattere e va vista di persona: la madre deve essere un cane equilibrato e accogliente. Lo standard squalifica sia il cane pauroso sia quello aggressivo sia il temperamento debole.

E poi c’è la domanda che dovrebbero fare loro a te: dove vivrete, che macchina hai, se hai mai avuto un cane gigante. Un allevatore che non chiede niente e vende al primo telefono, in questa razza, è un pessimo segnale.

Cosa guardare in una cucciolata

Cane di San Bernardo a pelo lungo visto di lato

Il primo controllo sono le marcature bianche obbligatorie, e in questa razza sono sei: petto, piedi, punta della coda, banda attorno al muso, lista e nuca.

L’assenza delle marcature richieste è un difetto elencato. Sono invece solo ricercate, quindi gradite ma non indispensabili, il collare bianco e la maschera scura simmetrica.

Il secondo è il colore di fondo: un mantello completamente bianco o completamente marrone rossiccio è un difetto da squalifica, perché in entrambi i casi manca il colore di fondo.

Il terzo è il tartufo, che deve essere nero, ampio e angoloso: un tartufo color carne, cioè senza pigmentazione, squalifica.

Il quarto sono gli occhi: dal marrone scuro al nocciola, con le rime palpebrali completamente pigmentate. L’occhio gazzuolo è un difetto da squalifica, e vanno guardate le palpebre.

Il quinto è la testa: lo stop dev’essere ben marcato, e le pieghe sulla fronte discrete. Un cucciolo pieno di rughe non è un cucciolo più tipico: le eccessive rughe sono un difetto grave.

Il sesto è il movimento: falli camminare. In una razza dove anche i cani sopra taglia sono ammessi purché presentino un corretto movimento, un cucciolo che si muove male è un segnale.

E il settimo è il comportamento: cuccioli curiosi, che si avvicinano e reggono un rumore improvviso. In una razza dove il temperamento debole squalifica, è il controllo che conta di più.